Cronaca

Antiracket, lettera minacce: "Sei morto"

BRINDISI - Dopo i proiettili, dopo l’incendio auto, arriva la lettera di minacce, con un messaggio orribile: “Sei morto”. E’ un collage di lettere ritagliate dai giornali, ma è il contenuto che fa rabbrividire, specie in considerazione del fatto che a riceverla è stato il responsabile della sezione Antiracket di Erchie – Torre Santa Susanna e San Pancrazio Salentino, Paride Margheriti.

paride margheriti

BRINDISI - Dopo i proiettili, dopo l'incendio auto, arriva la lettera di minacce, con un messaggio orribile: "Sei morto". E' un collage di lettere ritagliate dai giornali, ma è il contenuto che fa rabbrividire, specie in considerazione del fatto che a riceverla è stato il responsabile della sezione Antiracket di Erchie - Torre Santa Susanna e San Pancrazio Salentino, Paride Margheriti, da tempo nel mirino di persone anonime che gli destinano messaggi intimidatori. Margheriti, assicuratore di Erchie, aveva denunciato i suoi usurai e ne aveva consentito l'arresto. Ha ora portato la lettera anonima, ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Francavilla Fontana, al comando del tenente Roberto Rampino, ai quali ha sporto denuncia contro ignoti.Il 24 settembre scorso qualcuno aveva dato alle fiamme l'auto sua e di una sua amica, nel luglio scorso aveva ricevuto una busta con un proiettile.

Margheriti aveva raccontato nel 2012 ai carabinieri di essere vittima di racket e usura: le indagini si erano chiuse con l'arresto di due persone poi tornate in libertà su provvedimenti del Tribunale del Riesame.Il responsabile Antiracket è particolarmente attivo nell'avversare qualsiasi forma di sopraffazione, oltre che nell'affermare principi di legalità. Ha partecipato di recente a numerose trasmissioni televisive, anche su reti nazionali, ha organizzato momenti di confronto e tavole rotonde contro il racket delle estorsioni e contro l'usura. Ha sempre collaborato con le forze dell'ordine, schierato dalla parte dello Stato contro persone, risultate poi vicine alla Scu, che incredibilmente sono tornate libere poco dopo l'arresto, per un vizio di forma.

 

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