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Cronaca Mesagne

Antonio Poci stavolta si è arreso

MESAGNE – Alla fine, Antonio Poci si è arreso. Questa volta il problema era insuperabile, gli ultimi mesi li ha trascorsi quasi tutti in lunghi ricoveri, non poteva più parlare: a 56 anni, il cancro se lo è portato via dopo averlo colto di sorpresa mentre ricostruiva la propria vita passo dopo passo, tornando a indossare la toga alla fine di un lungo tunnel. Per chi lo ha conosciuto tanti anni fa, quando era un giovane avvocato entrato troppo presto nel vorticoso e delicatissimo giro dei processi alla Sacra corona unita, Antonio Poci non aveva mai rinnegato il suo animo assolutamente guascone, incapace di celare di volta in volta la simpatia, la rabbia, la preoccupazione, ma sempre con una forte dose di ironia rivolta anche nei suoi stessi confronti.

MESAGNE - Alla fine, Antonio Poci si è arreso. Questa volta il problema era insuperabile, gli ultimi mesi li ha trascorsi quasi tutti in lunghi ricoveri, non poteva più parlare: a 56 anni, il cancro se lo è portato via dopo averlo colto di sorpresa mentre ricostruiva la propria vita passo dopo passo, tornando a indossare la toga alla fine di un lungo tunnel. Per chi lo ha conosciuto tanti anni fa, quando era un giovane avvocato entrato troppo presto nel vorticoso e delicatissimo giro dei processi alla Sacra corona unita, Antonio Poci non aveva mai rinnegato il suo animo assolutamente guascone, incapace di celare di volta in volta la simpatia, la rabbia, la preoccupazione, ma sempre con una forte dose di ironia rivolta anche nei suoi stessi confronti.

Era un uomo di destra, non era prudente ma istintivo, e un giorno si trovò di fronte l'intera procura di Brindisi in assetto anni Novanta: Nicola Piacente, Michele Emiliano, Leonardo Leone De Castris, Laura Liguori, solo per fare qualche nome. Ma dal famoso quinto piano dell'originario palazzo di giustizia di viale Togliatti ci sono passati quasi tutti i pm antimafia ora sparsi per la Puglia e oltre, da Lino Giorgio Bruno allo stesso attuale procuratore capo, Marco Dinapoli, a Francesco Prete, a Lia Sava che poi ha scelto la Sicilia. Una forza d'urto massiccia, che ridusse in briciole gli assetti della Sacra corona unita dell'epoca. Dopo sono rimaste sole alcune fazioni dagli improbabili percorsi.

Antonio Poci venne fuori dagli effetti collaterali di questa offensiva, con varie cicatrici però in grado di ricominciare. Non tutti gli amici si rivelarono tali, ma questo è normale, e lui lo sapeva. Ha dovuto seguire improbabili strade alternative prima di tornare ad esercitare. Ed ecco la malattia, la sfortuna senza appello. Restano la moglie Maria ed i figli Carmelo e Pierpaolo. Come preferiamo ricordarlo? Le battute nei corridoi del tribunale, nelle pause delle udienze-fiume di quegli anni di piombo. Ma anche il dolore che non riusciva a nascondere dopo la vicenda che lo colpì. Lui era così. Ha portato il suo fardello senza fare storie, ed è ciò che conta, alla fine.

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