Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Inchiesta sull’Urbanistica, verifiche anche sugli incentivi di progettazione

Dal Riesame emergono intercettazioni telefoniche e ambientali nella sede della ripartizione del Comune. Il sospetto è che professionisti esterni firmassero lavori per il personale interno come riferito in un esposto, il nome del mittente secretato. Sospese le procedure per shuttle e cala Materdomini

BRINDISI – Parallelamente alle verifiche sugli affidamenti diretti degli incarichi per lo Shuttle e Cala Materdomini, la Procura avrebbe avviato accertamenti sugli incentivi riconosciuti dal Comune di Brindisi ai funzionari interni per i lavori di progettazione: il sospetto è che qualcuno sia stato solo firmato e non invece effettivamente redatto, con conseguente indebita percezione di “premi” previsti dalle disposizioni di legge.

Il retroscena emergerebbe dalla copiosa documentazione venuta a galla per effetto delle istanze al Riesame presentate dai difensori di alcuni degli indagati, con l’obiettivo di ottenere il dissequestro dei computer sui quali il pubblico ministero Jolanda Daniela Chimienti,  lo scorso 6 giugno, ha disposto una perizia, così come per il server della ripartizione Urbanistica del Comune di Brindisi, evidentemente considerato di notevole interesse tenuto conto della mole di file presenti che raccontano il lavoro svolto spesso in collaborazione con l’ufficio Lavori Pubblici.

Sull’aspetto legato al riconoscimento degli incentivi avrebbero raccolto elementi utili i finanzieri del Nucleo di polizia Tributaria in fase di indagine, partendo dall’ascolto di una serie di conversazioni intercettate sia al telefono che in ambientale, nella sede degli uffici Urbanistica e Lavori Pubblici. 

A quanto pare, a dare il via all’inchiesta sarebbe stato un esposto pervenuto in Procura, ma sul nome del mittente, vale a dire sull’autore o sugli autori, resta il segreto per non compromettere l’esito degli accertamenti per niente conclusi. Ma di quell’esposto qualcuno al Comune avrebbe saputo e ne avrebbe anche parlato. La Procura, a questo punto, pare interessata a passare in rassegna gli incarichi di progettazione, non solo quelli affidati all’esterno in via diretta e dunque senza bando, ma quelli svolti dal personale interno con successivo riconoscimento di premialità agganciate al valore dello stesso progetto. Due filoni paralleli, in altri termini.

Nell’esposto sarebbe stato insinuato il dubbio di progetti solo firmati e non elaborati dal personale del Comune di Brindisi che, sempre secondo questa impostazione,  in alcune occasioni si sarebbe rivolto all’esterno, contattando professionisti del posto e non. Da qui la contestazione dell’ipotesi di falso che viaggia in aggiunta a quella di turbata libertà nella scelta del contraente, ipotizzata con riferimento agli affidamenti diretti.

Le due ipotesi sono state contestate già tra la fine del 2015 e febbraio 2016, prima che fosse delegata la perquisizione eseguita lo scorso 25 maggio negli uffici del Comune e nelle abitazioni di Pasquale Luperti, in qualità di ex assessore all’Urbanistica, Fabio Lacinio, dirigente del settore adesso sostituito, e nell’ufficio di Teodoro Indini funzionario della stessa ripartizione e di Luigi Dell’Atti, architetto di San Pietro Vernotico, a cui l’Amministrazione affidò in via diretta la progettazione di Cala Materdomini, l’ex spiaggia dei sottufficiali, a fronte di un importo di ventimila euro più Iva. Sono finiti sotto inchiesta, sia pure in tempi differenti.

Dell’Atti, difeso dall’avvocato Massimo Manfreda che ha fatto istanza al Riesame e Lacinio, assistito da Roberto Cavalera che ha presentato richiesta identica nonché Luperti, infatti, risultano indagati già dal 2015, dal momento che hanno ricevuto la notifica della proroga dell’inchiesta lo scorso 15 maggio e dunque nei loro confronti la Procura aveva deciso di svolgere accertamenti sei mesi prima. Indini, invece, è stato aggiunto in un secondo momento. Luperti, difeso solo dopo la perquisizione da Massimo Ciullo come legale di fiducia, e Indini non hanno presentato alcuna istanza.

Perquisizioni a fine maggio sono state chieste ed eseguite nella sede della società Tps di Perugia, una delle più importanti sul panorama nazionale, e negli uffici di tre professionisti sempre a Perugia, a cui l’Ente nel 2013 si sarebbe rivolto per lo shuttle opera del valore di 40 milioni di euro, su cui punta(va) l’Amministrazione per collegare la stazione ferroviaria all’aeroporto del Grande Salento, con una fermata intermedia nei pressi dell’ospedale Antonio Perrino, nonostante le polemiche dell’opposizione, tanto di sinistra che di destra. Nessuno dei tre professionisti risulta indagato.

Il Comune, intanto, in considerazione dell’esistenza di un’indagine della Procura ha sospeso le procedure che attengono sia a Cala Materdomini che allo Shuttle, su decisione del commissario Cesare Castelli, resa nota nella relazione conclusiva dell’attività svolta dal giorno in cui venne nominato per traghettare l’Amministrazione sino alle elezioni, dopo lo scioglimento del Consiglio comunale, per effetto delle dimissioni in massa degli esponenti di maggioranza e opposizione, a distanza di 48 ore dall’arresto del sindaco Mimmo Consales con l’accusa di corruzione nel troncone sui rifiuti e sull’impianto di Cdr, affidato in gestione alla Nubile srl.

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