Cronaca

Corruzione e appalti global service, la Asl chiede sequestro conservativo

Azione in sede civile dell'Azienda sanitaria nei confronti degli amministratori delle società a cui furono affidati servizi di global service per quasi due milioni di euro: il bando è oggetto del processo scaturito dall'inchiesta Virus. Per la Procura esisteva un'associazione per delinquere

BRINDISI – Dopo l’inizio del processo per corruzione scaturito dall’inchiesta su appalti indetti dalla Asl che per la Procura sarebbero stati “pilotati” se non addirittura truccati, l’Azienda sanitaria di Brindisi ha promosso un’azione civile nei confronti degli amministratori delle società titolari dei servizi di global service, imputati con l’accusa di associazione per delinquere.

La decisione è stata assunta dalla direzione sanitaria nei giorni scorsi, su proposta dell’avvocato Donato Mellone che già rappresenta la Asl come parte civile, nel dibattimento incardinato davanti al Tribunale di Brindisi, in composizione collegiale. Il legale è stato autorizzato, con delibera, a “richiedere un sequestro conservativo in sede civile e comunque instaurare una causa civile contro le imprese per il risarcimento dei danni causati dal comportamento illecito degli amministratori di fatto”, si legge nel provvedimento.

L’azione riguarda gli imputati rinviati al giudizio del Tribunale, a conclusione dell’inchiesta chiamata Virus che portò agli arresti il 12 novembre 2013, con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata al compimento di atti corruttivi contrari ai doveri d’ufficio che, stando all’impostazione accusatoria sostenuta dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza, hanno  favorito l’aggiudicazione di una serie di appalti, tra cui quello di global service per un valore di un milione e 862.250mila euro presso i presidi ospedalieri dell’Asl di Brindisi, per il periodo compreso tra il primo marzo 2008  e il 28 febbraio 2011.

L’accusa di aver fatto parte del sodalizio è stata mossa nei confronti di 12 persone, sotto processo in relazione a singoli capi di imputazione ci sono 34 imputati. La Asl è stata ammessa come parte civile con richiesta di risarcimento dei danni patrimoniali e di immagini per tre milioni di euro. Parte civile anche la Regione Puglia con l’avvocato Francesco Marzullo.

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