Appalti pilotati a Cellino: altri due indagati tornano liberi. Francavilla va ai domiciliari

Il tribunale del Riesame ha disposto altre due scarcerazioni nell'ambito dell'operazione, denominata "Do ut des", su un giro di appalti pilotati a Cellino San Marco prima dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Tornano liberi Ionni Pagano e Giuseppe Gigante. Domiciliari a Francesco Francavilla

CELLINO SAN MARCO – Il tribunale del Riesame ha disposto altre due scarcerazioni nell’ambito dell’operazione, denominata “Do ut des”, su un giro di appalti pilotati a Cellino San Marco prima dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Torna libero, con sospensione di sei mesi dall'esercizio delle funzioni di geometra presso l'ufficio tecnico comunale, Ionni Pagano, 49 anni, funzionario in servizio presso l’ufficio tecnico comunale in qualità di geometra, difeso da Rosalba Gatto e Marco Ventura. Lo stesso Pagano, nei confronti del quale era stata emessa la misura cautelare del carcere, ha ottenuto anche l’annullamento di due capi di imputazione: quello riguardante il reato associativo e quello riguardante il presunto pilotaggio dell’appalto che aveva come oggetto i lavori di riqualificazione di una piazza in via Squinzano. 

Lascia i domiciliari, con obbligo di firma a giorni alterni, Giuseppe Gigante, 57 anni, imprenditore, difeso da Samuel Politi e  Francesco De Luca. Esce dal carcere e torna a casa in regime di domiciliari Francesco Francavilla, 35 anni, proprietario del chiosco allacciato a un’utenza elettrica del Comune, difeso da Ladislao Massari e da Ivan Feola, il quale lo accompagnò presso la casa circondariale di Brindisi in via Appia, quando si consegnò spontaneamente. 

Nel corso dell'udienza svoltasi giovedì, 30 maggio, era stata discussa anche l'istanza presentata dall'avvocato dell'imprenditore Tommaso Ricchiuto, 70 anni, di Castrignano del Capo (Lecce), che con la società Igeco è l'azionista privato di maggioranza del porticciolo turistico Marina di Brindisi (la stessa Igeco era la concessionaria a Cellino San Marco del servizio di raccolta dei rifiuti). Il ricorso presentato dal legale Angelo Pallara è stato rigettato. Ricchiuto, quindi, resta ai domiciliari. 

In settimana, il Riesame aveva già concesso i domiciliari all’ex sindaco Francesco Cascione, difeso da Massimo Manfreda e Giuseppe Guastella, e a quattro dei cinque esponenti della giunta di centrodestra che aveva governato il paese fino al maggio del 2014: Gabriele Elia, 32 anni, ex assessore con delega ai Servizi sociali, difeso da Giancarlo Camassa, che ha ottenuto l'annullamento del capo di imputazione riguardante il suo coinvolgimento nel presunto pilotaggio dell'appalto per i lavori di riqualificazione di una piazza in via Squinzano; Gianfranco Quarta, 58 anni, ex assessore con delega al Commercio e alle Attività produttive, difeso da Giovanni Gabellone; Corrado Prisco, 50 anni, ex vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici e ai Parchi pubblici, difeso da Samuele Leo; Gianfranco Pezzuto, 38 anni, ex assessore con delega al Bilancio, all'Annona e ai Tributi, difeso da Karin Pantaleo e Vincenzo Farina.

Aveva ottenuto i domiciliari anche Omero Molendini Macchitella, 58 anni, “esponente politico di rilievo e consulente non retribuito a contratto del comune di Cellino", difeso da Massimo Farina.

Sono liberi da mercoledì (20 aprile), inoltre: Angelo Diego Lippolis, 41 anni, di Noci (Bari), socio accomandante della “Lippolis Costruzioni sas”, difeso dagli avvocati Rosario Almiento e Alessandro Dellorusso; Antonio Vincenzo Fasiello, 61 anni, di Vernole (Lecce). L'imprenditore brindisino Antonio Cozzoli aveva lasciato i domiciliari lo scorso 23 aprile, su decisione del gip che ha firmato l'ordinanza, Paola Liaci, con il parere favorevole del pm che ha coordinato le indagini, Antonio Costantini. 

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