Appalti pilotati a Cellino: revocati i domiciliari all'imprenditore Cozzoli

E' stato scarcerato uno degli imprenditori arrestati nell'ambito dell'operazione, denominata "Do ut des", su un giro di appalti pilotati nel Comune di Cellino San Marco, prima dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Si tratta di Antonio Cozzoli, 61 anni, "gestore di fatto della N&D e della Brunda", difeso dall'avvocato Giuseppe Leone

CELLINO SAN MARCO – E’ stato scarcerato uno degli imprenditori arrestati nell’ambito dell’operazione, denominata “Do ut des”, su un giro di appalti pilotati nel Comune di Cellino San Marco, prima dello scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose. Si tratta di Antonio Cozzoli, 61 anni, “gestore di fatto della N&D e della Brunda”, difeso dall’avvocato Giuseppe Leone. Il gip che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, Paola Liaci, preso atto del parere favorevole del pm Antonio Costantini, ha revocato la misura degli arresti domiciliari che gravava nei confronti di Cozzoli, disponendo l’obbligo di dimora nel comune di Brindisi.

L’indagato aveva chiarito la propria posizione già durante l’interrogatorio di garanzia, negando ogni addebito. Spiegò di non aver mai promesso di versare agli amministratori pubblici una somma pari a 25 mila euro, affinché l’ex sindaco Cascione e il consulente Omero Molendini intercedessero per fargli ottenere l’appalto per i lavori di ristrutturazione del campo sportivo “Brigante”.  Inoltre assicurò di non aver mai versato alcuna tangente. Le somme incriminate, a suo dire, erano quelle previste dall’appalto. 

Insieme a Cozzoli vennero arrestati in regime di domiciliari altri quattro imprenditori accusati di aver versato delle tangenti in cambio di appalti alla giunta di centrodestra guidata fino al maggio del 2014 dal sindaco Francesco Cascione: Angelo Diego Lippolis, 41 anni, di Noci, socio accomandante della “Lippolis Costruzioni sas; Tommaso Ricchiuto, 70 anni, di Castrignano del Capo (Lecce), che con la società Igeco è l'azionista privato di maggioranza del porticciolo turistico Marina di Brindisi (la stessa Igeco era la concessionaria a Cellino San Marco del servizio di raccolta dei rifiuti); Bruno Alfredo Bruno, 58 anni, imprenditore di Calimera (Lecce); Antonio Vincenzo Fasiello, 61 anni, imprenditore nel settore della movimentazione della terra. E poi finì ai domiciliari anche Giuseppe Gigante, 57 anni, consulente non retribuito a contratto del Comune di Cellino San Marco, difeso da Samuel Politi. 

Si aprirono le porte del carcere, invece, per Francesco Cascione e quattro dei cinque componenti della sua giunta (Gabriele Elia, 32 anni, ex assessore con delega ai Servizi sociali; Gianfranco Quarta, 58 anni, ex assessore con delega al Commercio e alle Attività produttive; Corrado Prisco, 50 anni, ex vicesindaco con delega ai Lavori Pubblici e ai Parchi pubblici: Gianfranco Pezzuto, 38 anni, ex assessore con delega al Bilancio, all'Annona e ai Tributi), oltre al funzionario Ionni Pagano, 49 anni, al consulente Omero Molendini Macchitella, 58 anni, a una persona già nota alle forze dell’ordine, il 35enne Francesco Francavilla. 

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