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Appuntamento alle spalle del Verdi con il "Consultorio in piazza"

Riceviamo e pubblichiamo una nota de “La Collettiva” Tfq - Non Una Di Meno Brindisi che annuncia una manifestazione pubblica

BRINDISI – Riceviamo e pubblichiamo una nota de “La Collettiva” Tfq - Non Una Di Meno Brindisi che annuncia una manifestazione pubblica “Consultorio in piazza” che si terrà questa sera, venerdì 25 maggio, a Brindisi alle spalle del teatro Verdi.

Continuano gli attacchi alla 194 e alla nostra autodeterminazione! Saremo venerdì 25 maggio a Brindisi alle spalle del Teatro Verdi, luogo di ritrovo della gioventù brindisina, alle 22  con il “Consultorio in Piazza”.

Il nostro modo di protestare, ancora una volta, contro quella che è una vera e propria violenza di Stato!  In Puglia e in tutta Italia prosegue la scandalosa campagna dei cosiddetti Prolife (fondamentalisti cattolici, fascisti ecc) che incide purtroppo sugli organi politici e amministrativi dello Stato e della nostra Regione in particolare, dove il tasso di obiezione di coscienza è altissimo!

Prova ne è la bocciatura in Consiglio Regionale, della proposta di legge Borracino, che se pur giocata al ribasso, chiedeva garanzie per l’applicazione della 194: ironia della sorte ciò avveniva proprio il 22 maggio scorso, anniversario della suddetta, “grazie” al voto di Pd, M5s, Fi e liste civiche di Emiliano. Lo stesso presidente della Regione usciva dall’aula ancor prima della votazione senza esprimere il suo parere.

Come se non bastasse il sindaco di Foggia, in questi giorni ha dato il suo appoggio istituzionale alla campagna antiabortista dei Pro-vita Vorremmo inoltre sapere cosa intendono fare in merito i nostri candidati sindaco, il maschile è obbligato dalla sola presenza di uomini per tale carica, visto che il tema risulta totalmente assente in questa campagna elettorale per le amministrative brindisine!

Adesso basta. Dei nostri corpi e delle nostre vite decidiamo noi come garantito dalla legge 194, della quale chiediamo una riforma per essere realmente attuata, vedi articolo 9, che permette al personale medico sanitario l'obiezione di coscienza e non garantisce la presenza di personale non obiettore. Gli ospedali registrano un ovvio calo delle pratiche abortive, informazione di cui le statistiche italiane vanno fiere, solo perché aumentano quelle in clandestinità per italiane e per straniere. Ciò vale anche per la prescrizione e la vendita dei contraccettivi di emergenza.

Nessuna reale garanzia del diritto di abortire dunque e legittimazione da parte dello Stato di soggettività che fomentano la repressione invece che attivarsi per la libertà di scelta, a nostro discapito. Anche la chiusura della “Casa internazionale delle donne” di Roma ci ha fatto capire, ancora una volta, da che parte sta la politica!

Saremo in strada dunque col “Consultorio in Piazza” alle ore 22 di venerdì, per informare su 194, sessualità libera e consapevole, metodi contraccettivi e contraccezione d’emergenza, malattie sessualmente trasmissibili, Ru486 ecc ecc. Per “attraversare” di notte le nostre strade, insieme, senza paura e senza bisogno di “sicurezza” data dalla militarizzazione paventata dalle istituzioni.

Chiediamo pertanto: la contraccezione gratuita - gli obiettori fuori dalle strutture sanitarie pubbliche e dalle farmacie - l’accesso gratuito all’assistenza sanitaria per l’Ivg, la gravidanza e il parto indipendentemente dalla cittadinanza e dai documenti, la Ru486 a 63 giorni e senza ospedalizzazione somministrata anche nei consultori pubblici, welfare per l’autodeterminazione, sanità pubblica, laica e a nostra misura, i consultori aperti alle donne di qualunque età e provenienza, alle persone gay, lesbiche, trans, l’educazione sessuale nelle scuole, l’eliminazione delle sanzioni amministrative per le donne che ricorrono all’aborto fuori dalle strutture sanitarie pubbliche, portare questa lotta nelle coscienze di tutt*, perché l'aborto non è un “problema” solo delle donne.

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