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Cronaca

Da container a box-lab per ingegneri: l'opera high tech dell’architetto De Gennaro

Il professionista brindisino, dagli anni ’80 residente a Modena, ha progettato una scuola-fabbrica eco sostenibile e con tecnologie all’avanguardia per la Hpe Coxa, società leader nel settore dei motori

BRINDISI - I tetti sono coibentati con giardini pensili. L’acqua piovana viene recuperata. I portelloni sono stati trasformati in tavoli da riunione. Persino delle sedie da sommergibile degli anni ’50 vengono riutilizzate nella “scuola-fabbrica” realizzata dall’architetto brindisino Claudio De Gennaro per la Hpe Coxa, azienda emiliana fondata da Piero Ferrari, figlio di Enzo Ferrari, specializzata nell'ingegneria per il settore automobilistico, motociclistico e dell'automazione.

Economia circolare

Si tratta di una struttura composta da dodici container assemblati in due blocchi: uno destinato alla formazione degli studenti universitari, ancor prima di conseguire la laurea; l’altro concepito per la formazione di giovani ingegneri. In questa opera, inaugurata due settimane fa, trionfano i concetti di architettura sostenibile e di economia circolare. “I container – dichiara De Gennaro a BrindisiReport – possono essere recuperati, anziché smaltiti.  Noi pensiamo ai prefabbricati sempre in situazioni di emergenza. E invece possiamo farli diventare degli edifici non provvisori”.

I boxe lab progettati da Claudio De Gennaro per la Hpe Coxa 2 16-2

Dal pubblico al privato

La scuola-fabbrica ecosostenibile è l’ultima di una lunga serie di opere progettate da De Gennaro nel Modenese (e non solo). Laureatosi a Venezia nel 1976, nel 1983 ha aperto uno studio a Modena, dopo aver lavorato per sei anni a Pescara e a Cremona. E’ uno dei professionisti più apprezzati in Italia nell’urbanistica, nel restauro e recupero di edifici storici e abitazioni private, nel terziario e commerciale, nel design degli interni e degli arredi. Fra il 1996 e il 2002 è stato presidente dell'associazione Ingegneri e Architetti di Modena. Dal 1990 al 1993 è stato membro della Commissione urbanistica e pianificazione territoriale della circoscrizione centro storico di Modena.

Insieme al fratello Massimo De Gennaro, anche lui stimato architetto residente da tempo a Modena, ha progettato le sedi della Confcommercio e dell’Associazione piccole e medie imprese di Modena, oltre alla nuova tribuna ippodromo Ghirlandina. Sempre nel settore pubblico, c’è la firma di Claudio De Gennaro sul progetto della nuova sede dell’ufficio postale di Modena Centro e sulla proposta di ampliamento del Centro Oncologico Modenese. L’architetto brindisino ha inoltre realizzato l’edificio direzionale a Torino e il Centro direzionale a Piacenza. Nel circuito automobilistico di Fiorano ha creato la zona ospitality della Ferrari. Nel settore privato, ha dato un nuovo volto a ville e strutture alberghiere (fra cui il nuovo hotel Rua Frati54, ex hotel e ristorante Fini, che lo stesso De Gennaro ha realizzato nel 2004). In questi giorni sta seguendo i cantieri di restyling di un paio di residenze degli anni ’30 e di un palazzo ottocentesco.

I box lab di De Gennaro: esempio di economia circolare

Box lab high tech per studenti e ingegneri

La struttura progettata per l’azienda di Piero Ferrari, con cui collabora da sei anni, ha visto la luce nel giro di pochi mesi. “L’idea iniziale era di tre blocchi – spiega De Gennaro – poi ne abbiamo fatti due”. In due box lab high tech, la Hpe Coxa formerà super ingegneri, nell’ambito di una convenzione con quattro atenei. L’immobile, con una superfice di 400 metri quadri, è dotato di postazioni tecnologiche. Costruito riutilizzando il 70 per cento dei container originali, ha un’autosufficienza idrica dell’80 per cento. Quella energetica è pari al 90 per cento.

Lo sketch di sintesi economia circolare architettura e riciclodesign ecologico e green.-2

“Il giardino pensile realizzato sul tetto – spiega De Gennaro – serve a isolare termicamente i container. Perché non impermeabilizzare l’edificio, significa non impermeabilizzare il suolo. L’acqua, insomma, viene recuperata. In questo modo non si sottrae verde al terreno”. Il riutilizzo dei container nell’edilizia è un campo ancora inesplorato in Italia, ad eccezione di scenari emergenziali. “Anziché usare prefabbricati in cemento – afferma l’architetto – perché non comprare dei container a poco? Nel Nord Europa già da tempo si agisce in quest’ottica. Anche in Italia è possibile farlo”.

I boxe lab progettati da Claudio De Gennaro per la Hpe Coxa 10-2

Brindisi, il Pic Nic e il capannone ex Montecatini

De Gennaro sarebbe lieto di poter lavorare anche nella sua Brindisi. “Ma finora non l’ho mai fatto – spiega – perché non ci sono state le occasioni”. Eppure le idee non mancano. Nel 2006 ha partecipato al concorso per la realizzazione della sede dell'università di Brindisi con il recupero dell'ex Collegio Navale (in basso, una foto del progetto), che versa tuttora in stato di degrado e abbandono. Nel 2010, su commissione dell’imprenditore Teodoro Titi, ha elaborato un progetto di ristrutturazione dei ruderi fatiscenti dell’ex ristorante Pic-Ninc, in zona Sciaia, ma il tutto si è impantanato in un’estenuante trafila di beghe burocratiche.

Il progetto per l'ex collegio navale-2

Adesso è soprattutto l’area portuale a stimolare la sua vena creativa. “Aver riqualificato il lungomare – afferma – è una cosa importante. Ora bisognerebbe pensare alla parte di fronte, che coincide con la fine dell’asse ottocentesco della città. Il nostro porto, di fatto, finisce in un pezzo non finito. Sarebbe una bella cosa collaborare al recupero dell’ex capannone Montecatini e di tutta l’area circostante”. E chissà che un giorno De Gennaro non riesca a cimentarsi in questa sfida, lasciando la sua impronta anche nella città che gli ha dato i natali e alla quale è rimasto profondamente legato.

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