Lunedì, 25 Ottobre 2021
Cronaca

Si rifiutarono di lavorare senza Dpi: archiviazione per dipendenti Ecotecnica

Dieci lavoratori furono denunciati dalla ditta per interruzione di pubblico servizio, nella prima fase della pandemia. Il gip rigetta l’opposizione della stessa azienda alla richiesta di archiviazione del pm

BRINDISI – In pieno lockdown, nelle fasi iniziali di una pandemia che in quei giorni mieteva le prime vittime anche nel Brindisino, si rifiutarono di svolgere il servizio di raccolta di rifiuti, a causa dell’assenza di adeguati presidi di sicurezza necessari a contenere il rischio di contagio da Covid-19. Nella giornata di giovedì (30 settembre) il gip del tribunale di Brindisi, Vittorio Testi, ha disposto l’archiviazione nei confronti di 10 dipendenti della ditta Ecotecnica, appaltatrice del servizio di raccolta dei rifiuti per conto del Comune di Brindisi, che furono denunciati dalla stessa azienda per il reato di interruzione di pubblico servizio. Il giudice ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal pm, rigettando l’atto di opposizione da parte della ditta, che aveva chiesto la prosecuzione delle indagini, attraverso l’ascolto del legale rappresentante della società, di due dipendenti e del responsabile della sicurezza. 

La vicenda risale al 12 marzo 2020. Il giudice rimarca come la condotta contestata agli indagati, ossia il rifiuto di svolgere il proprio servizio per le vie cittadine, sia stata commessa proprio nel primo periodo di emergenza sanitaria, “in cui l’assenza di notizie certe in merito alle modalità di contagio e alla gravità dei rischi di contagio da Sars Covid 2 determinò la sostanziale paralisi di gran parte delle attività produttive, la chiusura di gran parte degli uffici pubblici e la diffusione di un panico generalizzato tea la popolazione”. In tale contesto, dunque, si “disvela l’evidente assenza del dolo in capo agli indagati e, comunque, l’assenza di profili di antigiuridicità obiettiva del fatto, avendo i medesimi agito al solo scopo di tutelare le loro legittime aspettative di prestare attività lavorativa in condizioni di sicurezza e salubrità, e di non esporre se stessi a un pericolo che in quel momento appariva concreto e non diversamente ovviabile”.

I lavoratori, insomma, hanno agito in quel modo per tutelare la loro salute, alla lue anche del fatto che Ecotecnica “non fu in grado – si legge ancora nell’ordinanza – di dotare tutti i lavoratori dei dispositivi di sicurezza, perché carenti sul mercato”. La stessa azienda inoltre, al di là del merito della vicenda, non è, secondo il gip, persona offesa del reato ipotizzato “ma al più persona danneggiata dal reato”. La stessa non avrebbe quindi potuto proporre opposizione alla richiesta di archiviazione del pm, in quanto l’unico soggetto legittimato a farlo è la persona offesa. 

Cosimo De Michele-7

Il collegio difensivo è comporto dagli avvocati Cosimo De Michele (foto in alto), Serena Rondinone, Alessandro Formosi, Alessandro Longo. L’avvocato De Michele rimarca come non si sia mai prefigurata nessuna ipotesi del reato di interruzione di pubblico servizio a carico degli indagati, in quanto “i lavoratori – spiega il legale a BrindisiReport – hanno adempiuto al diritto/dovere di segnalare al datore di lavoro la mancanza di Dpi e quindi di non poter svolgere il lavoro senza protezione”. “Non è neanche vero – prosegue De Michele – il fatto che i lavoratori potessero tranquillamente prestare servizio, in quando avrebbero dovuto farlo in luogo pubblico, esposti al rischio di un eventuale contagio. Tale rischio, fra l’altro, sussisteva anche fra gli stessi colleghi, che avevano contatti fra di loro all’interno degli abitacoli”. 

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