Cronaca

Armi nascoste nei contatori Enel di un condominio al rione Sant’Elia

Una intercettazione telefonica: “Ma purtare lu cosu”. Un fucile a canna mozzata trovato dalla Mobile nella palazzina di via Benvenuto Cellini in cui viveva Antonio Grassi

BRINDISI – Per nascondere le armi i quattro arrestati con l’accusa di aver messo a segno cinque rapine avrebbero scelto i contatori Enel, nell’androne di un condominio del rione Sant’Elia, lo stesso in cui risulta residente Antonio Grassi, uno dei brindisini, arrestati a fine febbraio.

Il retroscena legato all’organizzazione dei colpi emerge dall’ordinanza di custodia cautelare che nei prossimi giorni sarà al vaglio dei giudici del Tribunale del Riesame al quale intendono fare ricorso i difensori degli altri indagati, Vincenzo Trono, Francesco Franchin e Alfonso Polito, tutti in carcere al pari di Grassi.

Nel provvedimento firmato dal gip Maurizio Saso, sono state riportate alcune relazioni depositate dagli agenti della Squadra Mobile di Brindisi, diretti da Alberto Somma, sulle attività di controllo e di perquisizione nella zona del quartiere Sant’Elia, dove gli stessi poliziotti avevano notato movimenti strani e dove vivevano alcuni degli indagati, finiti anche sotto intercettazione sia pure per un breve periodo, coincidenti con l’ultimo periodo dell’inchiesta, vale a dire aprile-maggio 2015.

Agenti della Mobile di Brindisi-2Tra osservazioni secondo le indagini tradizionali e intercettazioni con il supporto della tecnologia, i poliziotti il 30 aprile dello scorso anno sono arrivati nel condominio di via Benvenuto Cellini dove viveva Grassi e qui hanno scoperto un fucile monocanna, mozzata, di marca Beretta.

Secondo gli agenti, si tratterebbe della stessa arma usata nella rapina ai danni della tabaccheria di San Donaci due settimane prima, stando alle immagini del sistema di videosorveglianza. Arma che i giovani avrebbero voluto usare anche per altri colpi al centro delle indagini  che complessivamente sono cinque: in elenco ci sono quella ai danni di una tabaccheria situata in via Carducci il 24 febbraio 2014, del supermercato Dok di Mesagne il 9 marzo 2014, del supermercato “Super Brio” di Torchiarolo il 7 marzo 2014, della tabaccheria Leo di San Donaci il 15 aprile 2014, della tabaccheria “Mordi e fuggi” di Mesagne il 3 maggio 2014.

Sono state tutte ricostruite dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Francavilla Fontana, diretti dal tenente Roberto Rampino.

Quanto alle intercettazioni, è stata ritenuta importante quella intercorsa tra Vincenzo Trono e un ragazzo non ancora maggiorenne, ascoltata il pomeriggio del 30 aprile 2014: “Ma purtare lu cosu”. Il giovane è indagato dalla Procura per i minorenni di Lecce. Anche lui risiede nel quartiere Sant’Elia, in un condominio che si trova accanto a quello in cui è stato trovato il fucile a canna mozzata.

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