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Armi, spaccio e furti in appartamento: 15 arresti, anche madre e figlio

Blitz all’alba di oggi, mercoledì 18 luglio nel Brindisino: 15 persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare

BRINDISI - Blitz all’alba di oggi, mercoledì 18 luglio: 15 persone sono state raggiunte da un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Tea Verderosa, su richiesta del pm Simona Rizzo, perché ritenute responsabili, a vario titolo, di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, nonché di reati in materia di armi e contro il patrimonio (prevalentemente furti in abitazione). Uno degli arrestati è irreperibile. 

Gli arresti

Gli arresti sono stati eseguiti fra Carovigno e Mesagne dai carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni, con il supporto del personale del comando provinciale di Brindisi e dell’11esimo reggimento Puglia, nonché di un elicottero del 6° elinucleo e da unità cinofile. 

Gli arrestati condotti in carcere: Giuseppe Antico, 23 anni, di Brindisi, detto "carota o carotino"; Leonardo Di Latte, 34 anni, di Carovigno; Nicholas Lanzilotti, 22 anni, di Carovigno; Stefano Lospedale, 23 anni, di Carvigno; Mirco Scatigna, 24 anni, di Carovigno, detto "Sceriffo"; Cosimo Nacci, 32 anni, di Mesagne.

Gli arrestati in regime di domiciliari: Pasquale Camposeo, 19 anni, di Carovigno, Salvatore Carrone, 19 anni, di Carovigno, Pierluigi Carlucci, 21 anni, di Carovigno, Simonetta Misseri, 47 anni, di Carovigno, Gianmarco Prodi, 25 anni, di Carovigno, Iolanda Saponaro, 41 anni, di Carovigno, Ugo Uggenti, 33 anni, di Carovigno, Salvatore Lanzilotti, 27 anni, di Carovigno.

Il ritrovamento di un fucile

Iniziata nel mese di luglio del 2017, l’indagine si è conclusa il novembre dello stesso anno. I militari avrebbero sventato un omicidio, grazie al ritrovamento di un fucile a canne mozze e il relativo munizionamento, nascosto in contrada Maresca, nelle campagne di Carovigno, poco prima che venisse utilizzato per una spedizione punitiva nei confronti di un soggetto già noto alle forze dell'ordine della zona. L’arma, chiamata dagli indagati “la piccenna” (la piccola"), è un fucile da caccia del tipo semiautomatico marca beretta calibro 12 con canna mozzata, lubrificata e nascosta. Proveniva da un furto commesso a Laterza, in provincia di Taranto, nel febbraio del 2016. 

FOTO SEQUESTRO FUCILE S.V.N-2

Nell'episodio sono coinvolti la famiglia di un soggetto mesagnese e un personaggio di spicco della malavita carovignese che avrebbe mancato di rispetto ai mesagnesi. Nell'ordinanza di arresto c'è un passaggio di un'intercettazione che recita "Ho sognato che gli apriamo la pancia". Il mesagnese si sarebbe rivolto a degli amici di Carovigno, per regolare il conto. 

Coinvolti madre e figlio

Da quanto appurato dagli inquirenti, sarebbe stati importante il ruolo svolto da una donna 47enne, madre di un 22enne, entrambi arrestati, che ha coadiuvato attivamente le illecite attività del figlio, provvedendo ad incassare i proventi dello spaccio, a recuperare i crediti derivanti dalle cessioni di stupefacente, ed avvisare il figlio della presenza dei carabinieri nei pressi della sua abitazione.

Video: "Pesanti pressioni sugli imprenditori carovignesi"

L'indebito utilizzo di strumenti di credito

Diversi episodi di spaccio sono stati documentati nei Comini di Carovigno e San Vito. Complessivamente sono stati sequestrati due chilogrammi di marijuana e varie dosi di cocaina. Inoltre, nel corso delle indagini, è emerso l’indebito utilizzo di strumenti di credito per procacciarsi il denaro necessario all’approvvigionamento di stupefacente. Ad esempio uno degli arrestati avrebbe commesso un furto nell’abitazione di una signora di Carovigno dopo aver rotto la finestra della sua abitazione, asportando una fede in oro, varie medaglie e due Bancocard con relativo codice Pin, utilizzando indebitamente quest’ultime per effettuare prelievi in contante dagli sportelli di un istituto di credito sempre di Carovigno per un importo pari a 1000 euro, nonché pagamenti Pos presso vari esercizi commerciali per un importo pari a 1.469,26 euro. 

Lo spaccio di droga

Da quanto spiegato in conferenza stampa dal capitano della compagnia di San Vito Diego Ruocco e dal colonnello Giuseppe De Magistris, le indagini che hanno permesso di sgominare questo giro di spaccio, sono state avviate in seguito ad alcuni attentati incendiari verificatisi nell'estate dello scorso anno. 

La droga veniva acquistata a Brindisi e rivenduta a Carovigno, per la maggior parte degli indagati lo spaccio era diventata una vera e propria attività lavorativa, l'unica forma di guadagno.  Un aspetto che ha sorpreso gli inquirenti riguarda il modo "spavaldo" di agire del gruppo al cui interno c'era una vera e propria gerarchia. La cessione della droga avveniva alla luce del sole, anche in presenza di turisti, si parla di un volume d'affari che si aggira intorno ai 50mila euro. 

FOTO SEQUESTRO DROGA S.V.N-2

Riguardo allo stupefacente spacciato, si tratta di cocaina venduta a 100 euro al grammo, di hashish e di marijuana venduta al prezzo di 10 euro la dose. Per la conduzione dell’illecita attività di spaccio, il gruppo si sarebbe avvalso anche di un minorenne, ora divenuto maggiorenne e sottoposto agli arresti domiciliari, al quale è stato ceduto in varie circostanze documentate lo stupefacente affinché lo spacciasse.

Ulteriori quantitativi di sostanza stupefacente sono stati seqeustrati all'alba di oggi, nel corso della perquisizione effettuata presso l'abitazione del brindisino Giuseppe Antico, residente in via Benvenuto Cellini. 

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