Cronaca

Blitz antidroga con 14 arresti: nascondevano le dosi usando i bambini

Una vasta rete di spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, hascisc e marijuana è stata smantellata in queste ore dai carabinieri del comando provinciale di Brindisi che hanno effettuato 14 arresti nella zona dei centri collinari di Ceglie Messapica, Villa Castelli, ma anche di Oria, su ordinanze di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi

Una vasta rete di spaccio di ingenti quantitativi di cocaina, hascisc e marijuana è stata smantellata in queste ore dai carabinieri della compagnia di Francavilla FOntana coordinati dal capitano Nicola Maggio che hanno effettuato 14 arresti (di cui 7 in carcere e 7 ai domiciliari) nella zona dei centri collinari di Ceglie Messapica, Villa Castelli, ma anche di Oria, su ordinanze di custodia cautelare emessa dal gip del tribunale di Brindisi Paola Liaci, su richiesta del pm Milto De Nozza . L'operazione è stata battezzata "Free castles", intesa come "Liberiamo (Villa) Castelli".

IL VIDEO DEL BLITZLa conferenza dell'operazione Free Castles-2

Le indagini sono partite l’1 febbraio 2013, quando una persona residente a Villa Castelli, Vito Parisi, venne sorpresa dai carabinieri del Norm all'epoca al comando del tenente Simone Clemente (oggi guidati dal tenente Roberto Rampino) con 3,5 chilogrammi di cocaina e 9,8 chilogrammi di hascisc (il link dell'articolo riguardante l'arresto di Parisi)

Da quanto riferito dal procuratore di Brindisi Marco Dinapoli nel corso di una conferenza stampa svoltasi stamani in procura in presenza anche del comandante provinciale dell’Arma, Nicola Conforti, Parisi era il punto di riferimento di una rete di presunti spacciatori. 

Lo si deduce dal fatto che nel mese di aprile il villacastellano, non appena rientrò a casa dopo aver ottenuto i domiciliari, si mise in contatto con i suoi sodali, suggerendo una serie di accorgimenti (fra cui quello di buttare i telefonini) per depistare le forze dell'ordine. Ma i carabinieri già da settimane erano sulle tracce delle persone vicine a Parisi, grazie all’attività di monitoraggio dell’auto di uno degli indagati, a bordo della quale sono state captate delle conversazioni di grande rilevanza. 

Free Castles 10-2Oltre alle intercettazioni ambientali, gli inquirenti hanno fatto ricorso anche a quelle telefoniche, a pedinamenti e a servizi di osservazione per ricostruire le vie dello spaccio fra i comuni di Villa Castelli, Ceglie Messapica, Ostuni, Oria, Grottaglie e Martina Franca. Numerosi sequestri di droga sono stati effettuati durante le indagini, iniziate nel febbraio del 2013 e conclusesi nel giugno del 2015”. 

audio operazione Free Castles-2

Il più consistente risale al 20 settembre 2013, quando il cegliese Maurizio Maggiore venne trovato in possesso di 2,7 chilogrammi di cocaina (reato per cui è già stato condannato a 8 anni di reclusione con sentenza definitiva. Tale arresto non è stato figlio del caso). Gli inquirenti infatti seguivano gli spostamenti dei presunti spacciatori ed erano a conoscenza dei luoghi in cui nascondeva la droga. 

I nascondigli prediletti erano dei muretti a secco situati nella campagne fra Villa Castelli e Ceglie Messapica, dove sono stati recuperati vari contenitori di plastica degli ovetti Kinder in cui al posto della sorpresa, c'era la droga.

Attraverso le intercettazioni telefoniche e ambientali, i carabinieri hanno registrato il grande stupore provato dagli indagati quando questi andavano sul posto per prendere la sostanza stupefacente e non la trovavano più. Inconsapevoli di essere seguiti dall’Arma, se la prendevano con qualche “infamone” che si impossessava della merce. Ma in un caso, uno degli intercettati ha azzardato l’ipotesi che dietro alle misteriose sparizioni della droga potessero esserci i roditori: “Questa è la terza volta che mi capita – si sente durante una conversazione – casomai sono stati i topi”. 

Come in ogni indagine sulla droga che si rispetti, anche in questa gli indagati non parlavano esplicitamente di droga quando erano al telefono, ma diFree Castles 5-2 “birilli”, “ovetti” e persino “tatuaggi”. E colui il quale ricorreva a quest’ultimo termine, poi in effetti andava a farsi un tatuaggio. “Così posso dimostrare – dice la persona in questione in un’intercettazione – che il tatuaggio me lo facevo davvero”.  

Ma la vicenda più inquietante dell’inchiesta è quella riguardante una coppia di coniugi che secondo gli inquirenti, per eludere eventuali controlli da parte delle forze di polizia, occultavano lo stupefacente, già diviso in dosi, addosso ai figli, all’epoca dei fatti di soli 5 e 7 anni (l'approfondimento). 

L’attività ha anche consentito di provare l’ingiustificato possesso di somme di denaro, 20mila euro circa, di dubbia provenienza. I soldi, in contanti e su libretti postali e bancari in uso agli indagati, sono stati sequestrati. 

Gli arrestati in carcere: Grazia Parisi, 39 anni, di  Ceglie Messapica; Romeo Parisi, 31 anni, di Villa Castelli; Cosimo Maggiore, 44 anni, di Ceglie Messapica; Orazio Vitale, 39 anni, di Villa Castelli; Francesco Cirasino, 33 anni, di Ostuni; Vito Piero Lanzillotti, 43 anni, di Ostuni 

Gli arrestati ai domiciliari:  Leonardo Fumarola detto “Nando", 33 anni, di Martina Franca (Taranto); Rocco Fumarola, 33 anni, di Villa Castelli; Donato Pugliese, 27 anni, di Villa Castelli; Antonio Ruggiero, 44 anni, di Oria; Marianna Fella, 27 anni, di Oria; Roberto Pignatelli, 29 anni, di Grottaglie (Taranto).

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