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Altri 500 chili di droga sequestrati nel Canale D'Otranto: due arresti

Un gommone carico di marijuana condotto da due scafisti albanesi è stato intercettato al largo di San Cataldo dal Roan della guardia di finanza

SAN CATALDO (Lecce) – Proseguono senza sosta i viaggi degli scafisti dediti al traffico di droga nel Canale d’Otranto. Quarantotto ore dopo l’arresto di due brindisini e di un albanese sorpresi a bordo di una barca con 760 chilogrammi di marijuana, nella tarda mattinata di domenica (29 gennaio) i militari del Roan di Bari della guardia di finanza hanno sequestrato altri 506 chilogrammi dfi marijuana a bordo di un gommone lungo 7 metri, con potente motore fuori bordo, condotto da due albanesi: il 30enne N.E. e il 48enne H.B.

Entrambi sono stati arrestati al termine di un breve ma movimentato inseguimento al largo di San Cataldo, al confine con la provincia di Brindisi. I militari del Roan sono stati supportati dal Gruppo aeronavale di Taranto, che svolge funzioni di Centro di Coordinamento Locale Frontex per l’operazione “Triton”,

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Alla vista dei finanzieri, i trafficanti hanno cercato di darsi alla fuga e, nel vano tentativo di acquisire maggiore velocità e sfuggire alla cattura, si sono liberati di tutto il carico gettandolo in mare. L’inseguimento si è concluso con l’abbordaggio dell’imbarcazione a circa 25 miglia al largo di San Cataldo. 

foto 03-4

Gli scafisti, entrambi di Valona, sono stati ammanettati per detenzione e traffico internazionale di stupefacenti. La marijuana recuperata e sequestrata dai finanzieri anche dal mare, era confezionata in 28 colli di varie dimensioni, tutti recuperati in mare. 
Al dettaglio, la droga sequestrata avrebbe potuto fruttare un guadagno di quasi cinque milioni di euro. Anche in questa circostanza le fiamme gialle sono state supportate dalle autorità di polizia albanesi, tramite il Nucleo di Frontiera Marittima della Guardia di Finanza di stanza a Durazzo.

foto 01-5

Con questa ennesima operazione, sono quasi 6 le tonnellate di marijuana, trasportate via mare, sequestrate nel mese di gennaio di quest’anno. 


 

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