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Martedì, 30 Novembre 2021
Cronaca Latiano

Arrestato dalla Mobile 13 anni dopo un omicidio targato Scu

Arrestato all’alba dalla Squadra Mobile di Brindisi, a oltre 13 anni dal delitto, il presunto autore dell’agguato costato la vita a Francesco Di Coste,  avvenuto a Latiano attorno alle 22 del Giovedì Santo del 2004

LATIANO – Arrestato all’alba dalla Squadra Mobile di Brindisi, a oltre 13 anni dal delitto, il presunto autore dell’agguato costato la vita a Francesco Di Coste,  avvenuto a Latiano attorno alle 22 del Giovedì Santo del 2004 (era l'8 di aprile), mentre la vittima designata stazionava sul marciapiedi antistante la sala giochi intestata la padre. L’indagato, Vitantonio D’Errico, 49 anni latianese, più volte comparso in procedimenti contro frange della Sacra corona unita, era alla testa del gruppo locale della Scu legato ai fratelli Bruno di Torre S. Susanna (città dove lo stesso D’Errico risiede), mentre si ritiene che Di Coste a Latiano rappresentasse gli interessi dei fratelli Campana di Mesagne.

D'Errico Vitantonio Cl. 68(FILEminimizer)-2I killer, due, colsero di sorpresa Di Coste il quale cercò scampo tentando di rifugiarsi nella sala giochi, ma fu freddato con sei colpi di pistola semiautomatica calibro 9. Una pallottola colse di striscio a un gluteo una passante, che fu dimessa poche dopo essere stata medicata. Fu sfiorata la strage, quella sera, perché il luogo che si trovava nei pressi di una chiesa era affollato di gente che partecipava alla tradizionale visita ai Sepolcri. Le indagini immediatamente successive al fatto compresero anche la possibile partecipazione di D’Errico alla spedizione omicida, ma ci sono voluti anni per mettere insieme elementi probatori sufficienti.

Oltre ai riscontri investigativi ottenuti dalla Sezione dei reati contro la persona e criminalità organizzata, e dalla Sezione catturandi, va considerata determinate per le indagini l’insieme delle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, tra i quali il mesagnese Fabio Pignataro, 44 anni, che qualche tempo fa nel parlare con gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, indicò anche il responsabile della eliminazione di Francesco Di Coste nel rivale Vitantonio D’Errico.

Su richiesta del pm della Dda che ha seguito le indagini, avviate a suo tempo dalla procura di Brindisi, il giudice delle indagini preliminari ha infine emesso un’ordinanza di custodia cautelare a carico di D’Errico per appartenenza all’organizzazione di stampo mafioso Sacra corona unita, per aver partecipato assieme a persone rimaste sconosciute all’agguato mortale dell’8 aprile 2004, con l’aggravante di aver compiuto il delitto per agevolare la Scu, e per porto e detenzione illegale di armi. In attesa dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip, Vitantonio D’Errico è stato trasferito dalla polizia al carcere di Borgo San Nicola a Lecce.

Di Coste era già sfuggito in passato a rischi mortali. Nel mese di settembre del 1999 fu l’unico superstite di un agguato che cosò la vita a  Daniele Santoro e Pietro De Felice. Per lui solo ferite ad una gamba. Nell’autunno del 2001 fu poi arrestato nell' ambito dell’operazione Mediana contro le nuove frange brindisine della Sacra corona unita.

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