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Giovedì, 9 Dicembre 2021
Cronaca

Perseguitava da mesi giovane donna: finisce direttamente in cella

I carabinieri notificano ordinanza di custodia cautelare a un 25enne. In passato aveva causato lesioni a un'altra vittima

BRINDISI – Finisce in carcere dopo mesi di atti persecutori nei confronti di una connazionale di 26 anni, residente a Brindisi, un cittadino rumeno di 25 anni colpito da ordinanza di custodia cautelare spiccata dal giudice delle indagini preliminari, ed eseguita dai carabinieri della stazione Centro del capoluogo. I fatti risalgono in particolare ai mesi di giugno e luglio scorsi, dopo i quali la vittima si decise a presentare denuncia. I carabinieri hanno poi raccolto sufficienti elementi probatori, verificando le circostanze descritte dalla donna.

Il magistrato si è convinto delle necessità di adottare la misura cautelare in carcere sia perché l’indagato ha mostrato di non avere freni inibitori, agendo spesso anche in stato di ebbrezza alcolica, sia perché nel recente passato il rumeno si è comportato nello stesso modo con una sua ex compagna, causandole anche lesioni fisiche. Per garantire l’incolumità della vittima di turno, pertanto, non restava che disporre la custodia del soggetto nella casa circondariale di Brindisi.

Gli atti persecutori narrati dalla vittima sono molteplici, e includono minacce, violenza psicologica, attuate non solo direttamente ma anche utilizzando internet. Il rumeno voleva a tutti i costi avviare una relazione sentimentale con la quasi coetanea e connazionale, ma lei lo respingeva in maniera netta e inequivocabile. Talvolta l’indagato agiva sotto l’effetto di sostanze alcoliche, e di fronte ai rifiuti era anche giunto alle minacce, avvertendo la vittima di essere a conoscenza non solo degli spostamenti, ma anche del luogo di lavoro di lei.

Una volta, la donna era stata anche sospinta in casa dell’indagato, che per impedirle di fuggire aveva chiuso la porta a chiave e poi aveva tentato di avere con lei un rapporto sessuale. La vita della vittima era soffocata ormai dall’ossessionante azione persecutoria del 25enne rumeno, e dal timore per l’incolumità personale propria e dei suoi congiunti. A tutto hanno posto fine magistrato e carabinieri.

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