Abusi sessuali sulle nipotine minorenni: arrestato il nonno

Le vittime, una 14enne e due bambine di 10 anni, si sono confidate con i propri insegnanti, che poi hanno attivato i carabinieri. I presunti abusi sarebbero avvenuti fra il 2009 e l'aprile 2019

FASANO – Per anni avrebbe abusato sessualmente delle nipotine, due di 10 anni e una di 14 anni. La scuola ha avuto un ruolo decisivo nell’arresto di un nonno 71enne residente a Fasano. Le nipotine si sono infatti confidate con le proprie insegnanti, che a loro volta poi hanno attivato i carabinieri. A seguito delle indagini effettuate dai militari della stazione di Fasano, all’alba di oggi (martedì 11 giugno) l’anziano è stato raggiunto da un'ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari emesso dal tribunale di Brindisi, su richiesta della Procira della Repubblica. Il pensionato è indagato per presunti atti di violenza sessuale aggravata dall’aver commesso e reiterato il fatto in danno delle nipoti minorenni, con abuso di relazioni domestiche. 

Prime molestie nel 2009

Le indagini, anche grazie alla consulenza di uno psicologo, hanno consentito di ricostruire e cristallizzare il drammatico vissuto delle tre piccole vittime. Gli episodi di violenza, cominciati nel 2009 con la maggiore delle tre nipoti, sarebbero andati avanti sino all’aprile del 2019 e si sarebbero svolti quando le tre bambine venivano anche temporaneamente affidate alla vigilanza dei nonni. Divenute più grandicelle, a volte quando di notte rimanevano a dormire dai nonni per paura di essere insidiate, chiudevano la camera da letto a chiave. Dagli accertamenti è comunque emerso che i presunti episodi sarebbero avvenuti con atti subdoli e repentini, compiuti improvvisamente allo scopo di sorprendere le minori e quando non vi erano altre persone presenti. I presunti comportamenti delittuosi subiti dalle minori, descritti dalle vittime con drammatica lucidità, sono proseguiti nel corso degli anni e sono incompatibili con semplici manifestazioni di affetto di un nonno nei confronti delle nipoti. 

Il ruolo della scuola

La presunta ripetizione nel corso degli anni delle gravi condotte delittuose, avrebbe dimostrato l’incapacità dell’indagato di contenere gli impulsi sessuali e avrebbe rivelato un concreto pericolo di reiterazione delle medesime condotte. 

Decisivo, come detto, è stato il ruolo della scuola, perché sono state le insegnanti a raccogliere le prime confidenze delle vittime, che dopo aver superato l’iniziale imbarazzo di non essere credute si sono aperte dichiarando le presunte molestie subite dal nonno. Il racconto è stato poi consegnato ai carabinieri del posto, che di concerto con l’autorità giudiziaria hanno attivato con ogni cautela gli accertamenti e l’audizione protetta delle minori. 

Le testimonianze raccolte sono state poi anche corroborate dall’ascolto delle minori da parte di un consulente della Procura, con modalità tali da non compromettere la genuinità dei ricordi. Importante quindi si è rivelato il ruolo della scuola e la sensibilità degli insegnanti che hanno captato i segnali di disagio e di allarme delle minori, conquistandone la fiducia. Disagio quello espresso dalle parti offese, probabilmente non percepito adeguatamente in ambito familiare.

All’indagato è stata pertanto applicata la misura coercitiva degli arresti domiciliari, con la prescrizione di non allontanarsi dall’abitazione senza l’autorizzazione del giudice, nonché di non comunicare in qualsiasi modo neanche per via telefonica con persone diverse da quelle che con lui convivono o che lo assistono.

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