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"Dammi i soldi e nel cantiere non succederà nulla": arrestato

Arrestato un 37enne di Carovigno che avrebbe tentato di estorcere del denaro a un imprenditore edile. Operai minacciati con un'asta di ferro. Contestato anche il sequestro di persona

CAROVIGNO – Aveva chiesto soldi in cambio di “protezione” a un imprenditore edile. Visto che le richieste estorsive cadevano nel vuoto, ha pensato bene di minacciare gli operai che lavoravano nel cantiere, brandendo contro di loro un’asta metallica. Il 38enne Alfonso Lacorte, di Carovigno, si trova adesso recluso presso la casa circondariale di Brindisi in via Appia. L’uomo è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Vittorio testi, su richiesta del pm Francesco Carluccio. Il provvedimento restrittivo è scaturito dalle indagini condotte dai carabinieri del Norm della compagnia di San Vito dei Normanni al comando del tenente Alberto Bruno.

Le richieste di denaro

L’indagato occupa un appartamento in passato adibito ad alloggio del custode, all’interno del plesso dell’Istituto Comprensivo di LACORTE Alfonso, classe 1979-3Carovigno di proprietà del Comune. I fatti iniziano nel novembre 2017, quando il titolare dell’impresa vincitrice dell’appalto per l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione della facciata esterna dell’edificio scolastico, mentre si accinge a montare i ponteggi nel cortile dell’istituto unitamente alle maestranze, viene approcciato a più riprese nella stessa giornata dall’indagato che gli riferisce che a quel cantiere sono “interessate” diverse persone. Nella circostanza lo rassicura di non preoccuparsi perché è necessario che consegni a lui “un qualcosa di soldi” per la sua tranquillità e sul cantiere non succederà nulla, proprio per la sua presenza quale garante. 

Dopo qualche giorno esorta nuovamente l’imprenditore all’esborso di denaro esplicitando chiaramente l’ammontare “non 100 euro ma almeno 5000”. Nei giorni seguenti in considerazione che l’imprenditore non aderisce alle richieste dell’estorsore questi sottrae dall’interno del cantiere un montacarichi.  Nei giorni a venire l’arrestato estremamente irritato della presenza dell’impalcatura dinanzi all’alloggio da lui occupato e anche dagli scarsi risultati che avevano sortito le sue richieste di denaro nonché gli atti intimidatori esce dall’abitazione minacciando con un’asta metallica gli operai presenti sul cantiere. 

Le minacce agli operai

Alle maestranze, alquanto arrabbiato, riferisce che devono smontare tutto il ponteggio nella serata e che in precedenza aveva commesso l’errore già di “autorizzarne”il montaggio. E accortosi che i due operai, terminata la giornata di lavoro, stanno per abbandonare il cantiere, impugna un’asta metallica e la brandisce nei loro confronti riferendogli che non devono abbandonare il cantiere prima di aver smontato i ponteggi. 

Nell’occasione compie atti di violenza privata costringendoli a cercare un riparo sul ponteggio e successivamente all’interno della scuola, mentre continua a stazionare nel cortile interno impedendo loro di raggiungere la propria autovettura.  Tutto ciò accade sino all’arrivo dei carabinieri, che provvedono ad accompagnare i due operai prima in caserma e poi sul cantiere a riprendere l’autovettura privata. Le indagini nel frattempo fanno il loro corso, fino a sfociare nell’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare, per i reati di entata estorsione aggravata, furto pluriaggravato, tentativo di violenza privata e sequestro di persona aggravato.

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