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Cruenta rapina ai danni di turisti stranieri: banditi riconosciuti dalle vittime

Sono stati arrestati i presunti autori di una brutale rapina perpetrata lo scorso 17 luglio a Torre Pozzelle. Si tratta di tre persone residenti a Carovigno. Le vittime furono fatte scendere dalla loro auto e vennero picchiate con violenza

OSTUNI – Quello di agire a volto scoperto si è rivelato un errore fatale. Sono stati identificati dalle loro vittime i balordi che la la notte del 17 luglio 2017 rapinarono, picchiandoli brutalmente, quattro turisti stranieri in villeggiatura in provincia di Brindisi. Si tratta dei carovignesi Oronzo Pietro Lanzillotti, 38 anni, Pasqualino Lanzilotti, 45 anni, e Giuseppe Iaia, 40 anni.

I tre sono stati arrestati dai poliziotti del commissariato di Ostuni, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Brindisi, Stefania De Angelis, con l’accusa di rapina a mano armata, lesioni personali aggravate e porto e detenzione in luogo pubblico di pistola. La squadra di polizia giudiziaria del commissariato è giunta sulle tracce dei malviventi al culmine di una serrata attività investigativa iniziata subito dopo la rapina.

L'assalto armato

I quattro turisti stavano rientrando presso la loro villetta situata nelle campagne di San Vito dei Normanni, dopo aver trascorso la serata in compagnia di alcuni amici. L’assalto armato è avvenuto in località Torre Pozzelle, nell’agro di Ostuni. Gli autori del crimine si erano nascosti dietro a un muretto a secco. Al momento dell’arrivo dell’auto con gli stranieri a bordo, i malviventi sono usciti allo scoperto e sotto la minaccia di una pistola hanno costretto l’automobilista a fermarsi.

Era buio pesto. Nessun’altra vettura transitava. Alle vittime è stato ordinato di scendere dalla macchina e di disporsi in fila, a ridosso del muretto a secco. A quel punto è partita un’aggressione da Arancia meccanica. Seguendo l’ordine della fila, i rapinatori hanno picchiato i malcapitati con calci e pugni in ogni parte del corpo. Una volta arrivati alla fine della fila, le sevizie sono ripartite a ritroso. Poi i delinquenti si sono impossessati dei beni nella disppnibilità delle vittime, fra cui la loro auto, telefoni cellulari, un orologio da polso e la cifra di 80 euro in contanti.

Tutti e quattro gli stranieri sono stati accompagnati presso l’ospedale di Ostuni. Il passeggero anteriore ha riportato un politrauma diffuso su tutto il corpo, con prognosi di trenta giorni. Gli altri tre sono stati dimessi con prognosi di 10 giorni, per lesioni varie quali “trauma cranico, trauma toracoaddominale, trauma polso sinistro”, nonché “trauma cranico non commotivo, trauma toracoaddominale” e “trauma cranico con vertigini”.

Le indagini

La testimonianza dei turisti è stata decisiva perché i quattro, in particolar modo i due passeggeri dei sedili posteriori, fatti scendere dall'auto dopo gli altri due, hanno visto in faccia gli aggressori, riconoscendoli in tre delle foto segnaletiche di persone già note alle forze dell’ordine per reati predatori mostrate loro dai poliziotti.

Nell’arco delle 24 ore successive alla rapina, gli agenti hanno recuperato l’auto delle vittime nelle campagne di contrada Tamburroni, nell’agro della Città Bianca, al confine con Carovigno. Nelle settimane successive le indagini sono proseguite a tamburo battente, fino al provvedimento restrittivo emesso dal gip De Angelis. In questo modo sono stati consegnati alla giustizia i presunti responsabili della violenta rapina. 

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