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Moglie e figlia si rifugiano in casa: anziano armato di machete tenta di sfondare la porta

I carabinieri hanno arrestato la scorsa notte un 78enne di San Vito dei Normanni mentre tentava di aggredire la moglie e la figlia adottiva di questa, esasperate dai continui maltrattamenti da parte dell'uomo

SAN VITO DEI NORMANNI – I carabinieri della compagnia di San Vito dei Normanni coordinati dal capitano Diego Ruocco hanno arrestato intorno alle ore 1,30 della scorsa notte (fra lunedì 20 e martedì 21 febbraio) un 78enne del posto che, armato di machete, stava tentando di sfondare la porta di un’abitazione al cui interno, fin dalla mattinata di lunedì, si erano rifugiate la moglie, di 40 anni, e la figlia adottiva della stessa, una ragazza di 20 anni, esasperate dai continui maltrattamenti da parte dell’uomo. L’anziano è stato bloccato grazie all’intervento di due pattuglie. 

Il 78enne già un paio di anni fa era stato arrestato per un episodio di violenza in famiglia. Da allora moglie e marito di fatto erano separati. Lei infatti viveva insieme alla figlia in un’altra abitazione (messagli a disposizione da un conoscente) rispetto a quella del coniuge. Questi, però, non ha mai allentato la presa nei confronti della consorte, che in più occasioni ha subito aggressione sia fisiche che verbali.

La condotta persecutoria del pensionato è giunta al culmine intorno alle ore 21,45 di ieri, quando la malcapitata, in preda al terrore, ha chiesto aiuto attraverso il 112. Una pattuglia dei carabinieri dell’aliquota operativa al comando del maresciallo Francesco Bavia nel giro di pochi minuti si è recata sul posto.

Al momento dell’arrivo dei militari, il sanvitese aveva già infranto il vetro del portone di ingresso dell’appartamento al pian terreno in cui le malcapitate avevano trovato riparo e stava per abbattere la porta. Ma gli uomini in divisa sono riusciti a bloccarlo, disarmarlo e ammanettarlo a mani nude, senza riportare neanche un graffio.

Dopo le formalità di rito, il 78enne, di concerto con il pm di turno del tribunale di Brindisi, Milto Stefano De Nozza, è stato riaccompagnato presso la propria abitazione (diversa ovviamente da quella in cui risiede la moglie) in regime di domiciliari, con le accuse di maltrattamenti in famiglia, danneggiamento, lesioni e porto abusivo di arma bianca. 

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