Carabinieri, compagnia di San Vito: 86 arresti dall'inizio dell'anno

Nel mese di marzo, in piena emergenza Covid-19, il lavoro dell'Arma si è ulteriormente intensificato, con boom di arresti e denunce

Il lavoro della compagnia carabinieri di San Vito dei Normanni si è intensificato nel mese di marzo 2020 ed i militari del nucleo operativo e radiomobile, unitamente ai sei comandi stazione che coprono i territori di San Vito dei Normanni, Ceglie Messapica, Mesagne, Latiano, San Michele Salentino e Carovigno hanno aumentato i controlli, ottenendo importanti risultati sia nel contrasto ai reati predatori sia relativamente alla detenzione di spaccio di stupefacenti nonché, nell’ambito dell’attività preventiva per contrastare la diffusione del covid-19. 

Dall’inizio dell’anno sono 498 i soggetti deferiti in stato di libertà e 86 quelli tratti in arresto - di cui 48 in flagranza di reato. Numerosi di questi sono stati gli arresti per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e furto, effettuati principalmente nei territori di San Vito dei Normanni, Mesagne e Ceglie Messapica. Bisogna anche ricordare l’operazione condotta dai militari del Nucleo operativo e radiomobile sul territorio di Carovigno conclusa con l’esecuzione di provvedimenti cautelari nei confronti di 20 persone colpevoli di estorsione, detenzione di armi, spaccio, spendita di monete false, riciclaggio e corruzione, attestando un duro colpo alla criminalità locale. Impianto accusatorio solido che ha retto anche dinanzi al tribunale del riesame, confermando la legittimità e la fondatezza delle contestazioni nei confronti degli imputati.

Tra i reati predatori, ricordiamo l’arresto del 50enne bracciante agricolo cegliese, effettuato dai carabinieri della stazione di quel comune il 23 gennaio scorso. Nella circostanza i militari erano giunti presso un garage in uso all’uomo, dove all’interno era custodita ingente refurtiva come elettrodomestici, quadri, attrezzi agricoli, elementi di arredo, gioielli, vari monili e penne pregiate da collezione, orologi, macchine fotografiche, nonché la somma di 5200 euro in contanti. Refurtiva opportunamente catalogata dai carabinieri, che al momento ha consentito di scoprire ben 18 furti commessi nei presi precedenti nel bersagliato agro di Ceglie Messapica. 

Soltanto nell’ultimo mese di marzo, sono state deferite in stato di libertà 343 persone e tratte in arresto in 29, per vari reati. Tra gli episodi più eclatanti, il caso dell’omicidio-omicidio di Ceglie Messapica del 25 gennaio scorso, quando un uomo e una donna di nazionalità rumena, a seguito di una lite scaturita da un approccio sessuale non ricambiato, si erano accoltellati a vicenda, uccidendosi. Il caso venne risolto nello stesso pomeriggio, unitamente ai colleghi del reparto operativo di Brindisi. 

Un altro episodio efferato, verificatosi proprio ad inizio del periodo di quarantena per il coronavirus, riguarda la morte violenta della sanvitese Rossella Cavaliere, colpita a morte con 6 fendenti dal figlio Andrea. Anche in questo caso, considerata la situazione, la tempestività dell’intervento dei carabinieri ha consentito di trarre in arresto il giovane responsabile e di sequestrare l’arma del delitto. 
Nell’ambito delle attività di controllo covid-19, il lavoro dei militari si è esteso a macchia d’olio ed in maniera più intensa su tutti i comuni della giurisdizione ed in particolare sul territorio di Carovigno. Infatti, oltre alle pattuglie della locale stazione, il comando compagnia ha disposto l’impiego delle pattuglie della limitrofa stazione di san vito dei normanni e dell’aliquota radiomobile per controllare più marcatamente l’area. 

Dall’inizio dell’emergenza, sul territorio della compagnia, complessivamente sono stati controllati 3500 soggetti, 2400 autovetture e 2152 documenti, mentre le persone sanzionate amministrativamente (da 400 euro a 3000 euro) per il mancato rispetto delle disposizioni impartite dai Dpcc. emessi per fronteggiare l’epidemia, sono complessivamente 377, di cui 105 soltanto a Carovigno. 

Sempre nell’ambito dell’attività di contrasto alla diffusione del coronavirus, sono stati inoltre effettuati 3 arresti in flagranza negli ultimi 4 giorni per resistenza a pubblico ufficiale, nei confronti di cittadini che alla vista delle pattuglie dell’arma, hanno tentato di dileguarsi per non essere sottoposti al controllo.
Il 30 marzo scorso un 30enne del luogo, notando la pattuglia dei carabinieri ha accelerato verso il centro storico tentando di sfuggire al posto di controllo. Raggiunto, bloccato e perquisito, è emerso che lo stesso era in giro senza alcuna ragione valida ed inoltre era sprovvisto di patente perché mai conseguita;

Il 29 marzo, stessa sorte per un 50enne mesagnese, che alla guida di un furgone ha tentato invano di seminare la pattuglia dei carabinieri della locale stazione. L’inseguimento, iniziato per le vie del centro e protrattosi fino all’imbocco della Ss7, si è concluso con l’arresto per resistenza e la denuncia per guida con patente scaduta da 15 anni. 

Sempre il 20 marzo, a Ceglie Messapica, la pattuglia della locale stazione si era imbattuta in un motociclo con a bordo due cittadini extracomunitari. Alla vista dei militari che volevano procedere al controllo, il passeggero è saltato giù dal mezzo scappando per le campagne limitrofe, mentre il conducente ha provato a scansare i carabinieri, venendo però prontamente bloccato e arrestato. La successiva perquisizione, ha consentito inoltre di rinvenire e sequestrare 2 grammi di marijuana che lo stesso custodiva nel borsello.  

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