Cronaca

Sangue di animali smaltito in un terreno: 8 arresti, sequestrato opificio

Indagine del Noe e del Nipaaf. Sequestri per tre milioni di euro. Ai domiciliari cinque persone residenti a Francavilla Fontana

Il sangue proveniente dalla macellazione degli animali veniva smaltito illecitamente in un pozzo artesiano situato in una proprietà di Francavilla Fontana. Otto persone, cinque delle quali residenti in provincia di Brindisi, sono state arrestate alle prime luci di oggi (mercoledì 27 gennaio) dai carabinieri del comando per la tutela ambientale del gruppo Carabinieri forestali di Lecce, nell’ambito di un’inchiesta ribattezzata “Sangue amaro”. Supportati dai colleghi dell’Arma di Brindisi, Lecce, Latina, Roma e Napoli, i militari hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in regime di domiciliari emessa dal gip del tribunale di Lecce, su richiesta della locale Direzione distrettuale antimafia, a carico di cinque persone riconducibili società Orm Srl, situata a Oria, tutte residenti a Francavilla.

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Gli arresti e i sequestri

Si tratta di Annunciata Gioffredi, 51 anni, Fabio Leo, 42 anni, Omar Leo, 26 anni, Gianfranco Mingolla, 39 anni, Vitantonio Turrisi, 37 anni, Michele Martena, 32 anni. La stessa misura cautelare è stata emessa anche a carico di Michele Martena, 32 anni, di Carmiano (Lecce), della società Ilsad Srl, Gaetano Salerno, di Acerra (Napoli), 52 anni, della società Ofelia Ambiente e Roberto Martena, 59 anni, di Roma. Quest’ultimo, titolare di un’azienda di Latina, specializzata tra l’altro nell’attività di recupero di scarti di origine animale (Soa), è stato arrestato al suo arrivo all’aeroporto di Roma – Fiumicino, proveniente da Dubai, dove ha trovato ad attenderlo i carabinieri del Noe. Di Roma.

Da quanto appurato dagli inquirenti, l’imprenditore, per favorire l’illecito smaltimento del sangue animale, avrebbe redatto falsi documenti (formulari di identificazione rifiuti) attestando che la particolare tipologia di rifiuto era stata regolarmente conferita, per essere trattata, presso il proprio impianto di Latina.  Il gip ha inoltre disposto il sequestro dell’opificio riconducibile alla Orms Srl e di una villa nella disponibilità degli amministratori della citata società. I provvedimenti cautelari reali disposti dall’autorità giudiziaria riguardano anche sei automezzi e una cisterna. Gli imprenditori devono rispondere a vario titolo dei reati di associazione per delinquere, attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, gestione illecita di rifiuti. 

Operazione Sangue Amaro 2-2-2

Le indagini

L’indagine, condotta dai militari del Noe di Lecce e del Nipaaf dello stesso capoluogo, ha avuto inizio verso la fine di ottobre del 2018, a seguito del controllo di un impianto di magazzinaggio di sottoprodotti di origine animale, la Orms appunto, che si occupa dell’attività di recupero e smaltimento di scarti di origine animale (il cosiddetto Soa).Da quanto appurato dai carabinieri, il materiale ematico proveniente dalla macellazione degli animali, da gestire secondo una specifica filiera, veniva illecitamente smaltito all’interno di alcuni terreni e, in particolare in un pozzo nella disponibilità di uno degli indagati principali, con diramazioni anche fuori dal territorio pugliese, con il concorso, in particolare, di due aziende operanti in a Caivano (Napoli) e a Latina. 

Gli indagati, ognuno con un proprio ruolo ben definito nell’organizzazione, al fine di conseguire un ingiusto profitto attraverso l’utilizzo di una cisterna, dopo aver ricevuto da numerosi mattatoi dell’area pugliese ingenti quantitativi di liquido ematico, redigendo falsi documenti di trasporto che attestavano il conferimento presso impianti autorizzati al trattamento, li avrebbero smaltiti sul nudo terreno e mediante sversamento in un pozzo artesiano nella disponibilità degli indagati, situato all’interno di una proprietà privata di Francavilla Fontana. 
Nell’ambito delle indagini sono emerse reiterate condotte illecite da parte dei numerosi indagati, in ordine alla compilazione e ricezione di formulari di identificazione dei rifiuti contenenti dichiarazioni non veritiere, all’occultamento e in alcuni casi alla distruzione di rilevanti quantità di rifiuti.  Il gip, nel motivare la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza, riferisce come “le complessive condotte indagate attengano tutte ad un contesto di operazioni professionali e imprenditoriali per nulla incline al rispetto della normativa posta a presidio della salute pubblica, con gravi implicazioni in tema di procurato inquinamento ambientale che solo nel tempo si potranno concretamente apprezzare laddove il pericolo, concreto, che tanto si realizzi è ineluttabilmente evidente”. 

In totale sono state segnalate le posizioni di 14 persone direttamente riconducibili alla gestione illecita di diverse società operanti nel settore della gestione dei rifiuti di varie province d’Italia. E' pari a tre milioni di euro il valore dei beni sequestrati e 300mila euro l’illecito profitto derivante dal non conforme smaltimento del liquido ematico.  Circa 60 i carabinieri impiegati nell’operazione.

Articolo aggiornato alle ore 14:50 (arresto dell'imprenditore a Fiumicino)

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