Assalto armato al bar: un cliente dà l’allarme, banditi subito circondati

I dettagli sull'intervento congiunto di polizia e carabinieri che ha portato all'arresto di quattro giovani brindisini armati di fucile entrati in azione nella sala sala giochi del bar RossoNero

foto di repertorio

BRINDISI – Un cliente che si trova nel bagno sente trambusto e chiama le forze dell’ordine. Parte così l’operazione congiunta di polizia e carabinieri che stanotte (sabato 14 dicembre) ha portato all’arresto di quattro giovani brindisini autori di una rapina ai danni della sala giochi del bar RossoNero situato in via Pace Brindisina, al rione Commenda. 

Gli arrestati

Si tratta di Cosimo Morleo, 21 anni, Giuseppe Ferrarese, 23 anni, e dei fratelli Christian, 18 anni, e Bruno Zanzarella, 22 anni. Uno dei quattro era armato di un fucile calibro 12. Due fucilate sono state esplose contro la porta sul retro, nel vano tentativo di guadagnarsi la fuga attraverso quel varco. Ma ormai il bar era stato circondato da diverse pattuglie di polizia e carabinieri. Dopo aver lasciato il locale attraverso un finestrone del bagno, tutti e quattro sono stati bloccati nelle vie limitrofe. 

La sinergia fra polizia e carabinieri

E’ stata fondamentale la sinergia instauratasi fra i due enti, come rimarcato dal dirigente delle Volanti della questura di Brindisi, il commissario Giancarlo Nigro, dal dirigente della Squadra Mobile, il vicequestore Rita Sverdigliozzi, e dal comandante del Reparto Operativo del comando provinciale dei carabinieri di Brindisi, tenente colonnello Raffaele Federico, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta stamattina presso la Procura della Repubblica di Brindisi, in presenza anche del comandante della compagnia Carabinieri Brindisi, il maggiore Stefano Giovino. A tal proposito il questore, Ferdinando Rossi, "si è complimentato con gli agenti della Volante e i colleghi dell'Arma che con il loro sinergico operato hanno ancora una volta dimostrato come la presenza dello Stato sia capace di fornire immediate risposte agli attacchi della criminalità".

Fucile rapina bar RossoNero-3

L’assalto armato

Da quanto appurato dagli investigatori, i banditi hanno raggiunto l’obiettivo intorno alle ore 3,15, a bordo di una Opel Astra. Una persona è rimasta in strada a fare da palo, munita di un walkie talkie. Gli altri tre complici sono entrati nel bar attraverso un soppalco da cui si accede a una finestra del bagno. 

Tutti e tre indossavano tute da operaio e avevano il volto coperto. Una volta all’interno del bar, prima, sotto la minaccia del fucile, si sono fatti consegnare il pulsante con cui si apre la porta principale, dall’unica dipendente in quel momento in servizio, poi si sono diretti verso l’area slot, dove si trovavano cinque clienti. Con un piede di porco hanno iniziato a forzare le macchinette, per rubare le monetine. Ma un avventore che si trovava nel bagno, allertato dai rumori e dalle urla, ha digitato con il suo telefono cellulare il numero di emergenza, chiedendo l’intervento delle forze dell’ordine.

Fortunatamente un equipaggio in borghese dei carabinieri e una pattuglia della Sezione Volanti in quel momento si trovavano nei pressi del Bar. Entrambi i mezzi, quasi contemporaneamente, nel giro di pochi minuti hanno raggiunto via Pace Brindisina. Una volta scesi dalle auto, poliziotti e carabinieri si sono diretti verso la porta principale, che però non poteva essere aperta dall’esterno. I rapinatori, resisi conto di essere stati scoperti, hanno abbandonato il bottino (non solo le monetine prelevate dalle slot, ma anche banconote sottratte agli avventori, per un importo complessivo di alcune migliaia di euro) e hanno tentato di fuggire attraverso la porta sul retro, che però era chiusa.

Fucile rapina bar RossoNero 2-2

La fuga 

Dopo aver inutilmente tentato di scardinare l’uscio esplodendo due colpi di fucile, i malviventi hanno ripiegato verso il finestrone del bagno, facendo a ritroso lo stesso percorso fatto per entrare nel bar. Una volta in strada, però, si sono imbattuti nelle forze dell’ordine. Tutti e quattro i rapinatori sono stati bloccati in ordine sparso fra via Pace Brindisina e le vie limitrofe. Gli investigatori hanno sequestrato il fucile, due cartucce esplose e altre due cartucce custodite nel marsupio di uno dei banditi. Inoltre i gli indagati sono stati trovati in possesso di fascette da elettricista di cui presumibilmente si sarebbero serviti per legare le mani ad avventori e dipendente del bar e di due walkie talkie tramite i quali il palo comunicava con i complici. 

I quattro, di concerto con il pm di turno del tribunale di Brindisi, sono stati arrestati per rapina, porto abusivo di arma da fuoco, esplosione di colpi di arma da fuoco, sequestro di persona. L’unico di loro già noto alle forze dell’ordine era Christian Zanzarella. A Ferrarese alcune settimane era stato notificato un avviso di conclusione indagini per altre sette rapine in città. Lo stesso Ferrarese e Morleo sono difesi dall'avvocato Andrea D'Agostino. 

Fucile in sequestro-2

Indagini su altri colpi

Ma le indagini non si esauriscono con gli arresti in flagranza di reato. Adesso infatti inizia una nuova attività volta ad appurare se lo stesso gruppo possa aver avuto un ruolo anche nelle altre rapine perpetrate nelle ultime settimane in città e in provincia (dall’assalto al Mc Donald’s del 21 novembre al furto di monetine ai danni della sala giochi del Break 24 del 2 dicembre, passando per l’irruzione al bar Farenight del 29 novembre e un paio di spaccate ai danni del distributore di benzina Ip situato fra Torchiarolo e Lendinuso) tenendo conto anche di alcune analogie nei modus operandi. Non solo. E’ da appurare anche se possa esserci un collegamento fra l’assalto al RossoNero e la rapina perpetrata poche ore prima, intorno alle 22.30 di venerdì, ai danni della tabaccheria Paladini situata in via Guglielmo Ciardi, al rione Sant’Elia, il cui titolare aveva già subito un’infinità di rapine negli anni passati. Nei prossimi giorni, dunque, potrebbero arrivare ulteriori sviluppi.
 

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