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Coca, proiettile e banconote false in una casa con allaccio abusivo: un arresto

Ai domiciliari il 57enne Vincenzo Di Giuseppe. L'uomo nascondeva 6,9 grammi di cocaina, due banconote false e un proiettile calibro 38 Special a pallini. Dal novembre 2006 avrebbe consumato clandestinamente l'energia elettrica

CAROVIGNO - Nascondeva in casa 6,9 grammi di cocaina, due banconote false e un proiettile calibro 38 Special a pallini. Come se non bastasse, l’utenza elettrica era allacciata abusivamente alla rete pubblica. Detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, furto continuato a aggravato di energia elettrica, detenzione abusiva di munizionamento e banconote false: questa la sfilza di reati contestati al 57enne Vincenzo Di Giuseppe, di Carovigno. Fatale per l’uomo è stato un controllo effettuato dai carabinieri della locale stazione, congiuntamente ai colleghi della stazione di Latiano.

I militari evidentemente nutrivano forti sospetti sul fatto che il 57enne fosse dedito ad attività illecite, riguardanti in particolare la droga. Tali sospetti hanno trovato riscontro quando gli uomini in divisa gli hanno fatto visita. 

Durante la perquisizione, le forze dell’ordine hanno trovato un vaso posto sulla mensola del camino, accanto alla porta di ingresso, utilizzato come nascondiglio di sette cipollette di cocaina chiuse da nastro adesivo di colore nero, all’interno di un involucro di cellophane bianco per un peso complessivo lordo pari a 6.9 grammi.  Tutto ciò è stato sottoposto a sqeustro, insieme a due ritagli di cellophane di colore verde a forma circolare, utilizzati per il confezionamento delle dosi, nonché una banconota da 10 euro e una da 20 euro euro risultate false, oltre a un proiettile calibro 38 Special a pallini marca Speer. 

I militari  hanno poi colto un ulteriore dettaglio. Nonostante il contatore elettrico fosse di fatto staccato, le luci erano accese e gli elettrodomestici (frigorifero, tv e scaldino) funzionavano alla perfezione. Il sospetto di un allaccio abusivo è stato subito confermato dal personale dell’Enel, che ha rilevato un collegamento diretto alla rete di distribuzione, con danneggiamento del troncone principale. Gli operatori hanno quindi provveduto a rimuovere il contatore disattivato, sul cui retro era stato effettuato un bypass a monte del misuratore che ha danneggiato in maniera irreparabile il cavo di alimentazione, con prelievo clandestino di energia. 

Il furto di energia elettrica, con ogni probabilità, andava avanti dal novembre 2016, data di cessazione del contratto stipulato con l’azienda energetica. Da quanto calcolato dall’Enel, l’uomo avrebbe consumato illecitamente circa 30.000 KWh per un controvalore economico di 8.500,00 euro circa. L’arrestato che annovera tutta una serie di vicissitudini di natura penale, reati contro la persona e il patrimonio, al termine delle formalità di rito è stato sottoposto agli arresti domiciliari. 

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