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Cronaca Ostuni

Arresto convalidato, ma per il Gip non hanno tentato di uccidere

OSTUNI - Aggressione nel Pub: cade l’accusa più pesante ma resta la responsabilità complessiva a carico dei protagonisti del pestaggio. Sono comparsi stamane dinanzi al Gip, Giuseppe Licci, i due ostunesi finiti in manette all’alba di venerdì scorso, con l’accusa di violenza privata, tentato omicidio e lesioni personali aggravate ai danni di un giovane cittadino marocchino. Oronzo Fortunato (41 anni) e Leonardo Capriglia (21 anni), assistiti dall’avvocato Giuseppina Locorotondo, restano dunque in carcere. Ma il Gip, nel convalidare l’arresto, ha comunque derubricato l’ipotesi di reato: non più tentato omicidio, appunto, ma lesioni e violenza privata.

OSTUNI - Aggressione nel Pub: cade l'accusa più pesante ma resta la responsabilità complessiva a carico dei protagonisti del pestaggio. Sono comparsi stamane dinanzi al Gip, Giuseppe Licci, i due ostunesi finiti in manette all'alba di venerdì scorso, con l'accusa di violenza privata, tentato omicidio e lesioni personali aggravate ai danni di un giovane cittadino marocchino. Oronzo Fortunato (41 anni) e Leonardo Capriglia (21 anni), assistiti dall'avvocato Giuseppina Locorotondo, restano dunque in carcere. Ma il Gip, nel convalidare l'arresto, ha comunque derubricato l'ipotesi di reato: non più tentato omicidio, appunto, ma lesioni e violenza privata.

Fortunato e Capriglia sono stati invitati a chiarire molti aspetti ancora oscuri rispetto al movente che nella notte tra il 10 e l'11 marzo scorsi ha spinto entrambi ad aggredire un giovane extracomunitario ed a seminare il panico all'interno del pub Phatos, ad Ostuni. I due giovani avrebbero parlato di un improvviso e violento un litigio, maturato nella stessa serata, negando ogni collegamento tra l'aggressione e fatti pregressi, vale a dire i rancori personali che i due indagati - a giudizio degli inquirenti - nutrirebbero da qualche tempo nei confronti della vittima, a sua volta non in buoni rapporti con un pregiudicato attualmente in carcere, Onofrio Fortunato, fratello del quarantenne finito in cella all'alba di ieri ed amico dello stesso Capriglia.

Per gli investigatori, invece, quella andata in scena sarebbe stata una vera e propria missione punitiva, concepita già prima di entrare all'interno del pub e consumata sotto gli occhi atterriti di quanti a notte fonda affollavano la sala dell'esercizio commerciale. Le indagini lampo curate dagli agenti del Commissariato di Pubblica sicurezza di Ostuni, coordinati dal Dirigente Francesco Angiuli, avevano reso possibile già qualche ora dopo il fattaccio l'individuazione e la conseguente cattura dei due energumeni, poi associati alla Casa Circondariale di Brindisi, a disposizione del magistrato di turno, Luca Buccheri.

Sulla base degli elementi raccolti, i poliziotti sono stati in grado di ricostruire le fasi del pestaggio. Lo sfortunato extracomunitario, regolarmente residente a Ostuni, sarebbe stato dapprima immobilizzato e picchiato all'interno del locale. All'esterno del pub, il secondo atto. Mentre l'extracomunitario tentava di contattare il 113, sarebbe stato nuovamente assalito alle spalle e colpito con violenza al collo, all'orecchio e alla regione frontale destra, tanto da riportare evidenti ferite e lacerazioni, profonde.

Accompagnato presso il Pronto soccorso di via Villafranca, il marocchino veniva affidato alle cure dei sanitari, che gli hanno dovuto applicare diversi punti di sutura per tamponargli le ferite. Attorno ai due delinquenti, però, il cerchio si sarebbe stretto nel giro di pochi minuti, grazie al tempestivo intervento della polizia e alla collaborazione di una guardia giurata dell'Istituto privato "La Pantera".

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