Spaccio di droga, usura e ricettazione: un arresto al rione Sant'Angelo

Il brindisino Vincenzo Allegretti sorpreso con hascisc e marijuana. Vittima di usura si nasconde sotto al letto quando arriva la polizia

BRINDISI – Spaccio di droga, usura e ricettazione. Questi i reati contestati a un brindisino di 47 anni, Vincenzo Allegretti, residente al rione Sant’Angelo, che nel pomeriggio di ieri (martedì 11 febbraio) ha ricevuto la visita dei poliziotti della Squadra Mobile di Brindisi al comando del vicequestore Rita Sverdigliozzi e dei colleghi del commissariato di Ostuni diretti dal vicequestore Gianni Albano. 

Le forze dell’ordine si sono recate presso l’abitazione dell’indagato, già sottoposto agli arresti domiciliari, nell’ambito di un servizio antidroga. Ma nel corso della perquisizione, nascosta sotto a un letto, è stata trovata una terza persona che aveva ricevuto minacce di morte da parte dello stesso 47enne, nel caso in cui non gli avesse restituito, con interessi del 25 per cento, una somma di denaro ricevuta in prestito tempo fa. 

La droga

La pista investigativa sfociata nell’arresto in flagranza di reato è partita dalla Città Bianca. I poliziotti hanno rinvenuto all’interno dell’abitazione 120 grammi di hascisc, materiale per il confezionamento delle dosi e una cospicua somma di denaro. Nella cucina sono stati trovati un panetto e una stecca di hashish, un bilancino elettronico di precisione, un coltello con lama intrisa di droga e una somma di danaro in diversi tagli.

L'usura

A sorprendere gli agenti, però, è stata la presenza di un uomo che si era nascosto sotto al letto, per non farsi scoprire. A quel punto le forze dell’ordine hanno analizzato i cellulari di entrambe le persone, venendo a capo dell’enigma. Tramite una serie di accertamenti investigativi, infatti, si è scoperto che l’ospite di Allegretti aveva ricevuto un prestito con l’accordo di restituire il danaro aumentato del 25 per cento e con l’ulteriore trattenuta di alcuni monili in oro quali garanzia. Alla fine del mese di gennaio, l’indagato avrebbe iniziato a tartassare di messaggi di testo e audio la vittima, minacciandolo di morte se non gli avesse restituito il denaro, il cui importom ne frattempo, era aumentato. Inoltre, al malcapitato erano stati imposti altri 150 euro per ogni giorno di ritardo e comunicato che i gioielli dati in garanzia, non sarebbero stati più restituiti. 

Effettivamente, al momento della perquisizione domiciliare, la polizia ha rinvenuto l’oro dato “in permuta” e altri preziosi di dubbia provenienza nonché un foglietto manoscritto in cui la vittima di usura aveva segnato i numeri di serie delle banconote cedute ieri sera ad Allegretti. Quest’ultimo, dunque, di concerto con il pm di turno del tribunale di Brindisi, è stato arrestato per il reato di detenzione ai fini di spaccio e contestualmente denunciato a piede libero anche per i reati di usura e di ricettazione e risottoposto alla misura degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. 

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