Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Via Appia

“Arrosteria del Braico” porta il Comune in Tribunale: "Sfratto illegittimo"

Da un lato il Comune di Brindisi, dall'altro una ristoratrice del posto, nel mezzo il locale all'interno del parco Cesare Braico diventato "Arrosteria" , oggetto del contendere: l'Amministrazione cittadina, proprietaria, ha sfrattato Mariateresa Bono sostenendo di non aver ottenuto il pagamento del canone d'affitto e lei ha portato l'ente davanti al giudice

BRINDISI – Da un lato il Comune di Brindisi, dall’altro una ristoratrice del posto, nel mezzo il locale all’interno del parco Cesare Braico diventato “Arrosteria” , oggetto del contendere: l’Amministrazione cittadina, proprietaria, ha sfrattato Mariateresa Bono sostenendo di non aver ottenuto il pagamento del canone d’affitto e lei ha portato l’ente davanti al giudice affermando non solo di aver saldato tutto, ma di aver subito un danno essendo stata messa alla porta. 

Il contenzioso approderà alla fine dell’estate in tribunale per effetto del procedimento sommario di cognizione che la brindisina ha attivato nelle scorse settimane, facendo leva sull’opportunità data dal nuovo istituto giuridico previsto dall’articolo 702 bis del Codice di procedura civile, nell’ottica di una maggiore celerità nelle cause in cui la decisione può essere assunta da un solo giudice.

Spetterà, quindi, al magistrato decidere chi ha ragione e chi no, sulla base della documentazione depositata dalle parti a conferma della propria versione dei fatti. Verità opposte, ovviamente, per nulla sovrapponibili. Eccezione fatta per la data di inizio del rapporto tra la parte pubblica e quella privata, perché entrambe sostengono che il contratto per l’affitto del locale che si trova all’interno del parco, risale all’8 luglio 2010.
Nulla quaestio per i primi tre anni di lavoro, sotto il marchio Arrosteria del Braico, divenuto un punto di riferimento per gli habitué della zona, soprattutto nei mesi della stagione estiva. Il nodo legale arriva nel corso del 2013, quando “a causa della crisi economica generale”, la concessionaria diventa “morosa nel pagamento dei canoni di concessione nei confronti dell’ente. Anche perché – sostiene la donna – il “canone di locazione chiesto dal Comune era esoso”. Carte alla mano, si legge che l’importo era pari a 1.050 euro al mese.

“La morosità è stata evidenziata dal settore Attività produttive”, sostengono dal Comune che dalla sua ha anche un’ordinanza di ingiunzione di pagamento nei confronti della ristoratrice, emessa dalla società Abaco spa, concessionaria del servizio di riscossione dei tributi. L’azione risale al 15 maggio 2014, finalizzata al recupero di 13.633 euro e 40 centesimi oltre interessi e spese. La titolare dell’attività sostiene di aver saldato il debito e di averlo fatto il 21 novembre successivo. In tal modo si sarebbe messa in regola e di conseguenza non sarebbe stata intaccata in alcun modo la titolarità del contratto di concessione.

Tre giorni più tardi, dal Palazzo di città arriva la decisione di chiudere i rapporti e viene disposto “lo sgombero forzoso del locale commerciale, in esecuzione dell’ordinanza” dell’allora dirigente del settore Patrimonio e casa. Ordinanza firmata il 5 settembre precedente.

Secondo il legale a cui la donna si è rivolta “la condotta posta in essere dall’Amministrazione comunale di Brindisi è illegittima nonché altamente lesiva dei propri diritti e interessi”. Da qui la decisione di passare dalle vie brevi a quelle che hanno effettivamente portato l’ente in tribunale. Ma il proprietario di tornare sui suoi passi non ne ha alcuna contenzione, così come non intende mettere mano alle casse pubbliche per risarcire la donna che si è rimessa alla valutazione del giudice per la quantificazione del danno lamentato.

Il Comune sarà rappresentato dai legali interni, Francesco Trane e Monica Canepa, a cui la giunta ha affidato incarico, nella convinzione di riuscire a spuntarla. Nel frattempo il nodo resta.

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