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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Cambio d'appalto in Arsenale: decurtati gli stipendi degli addetti alle pulizie

Si moltiplicano le vertenze occupazionali legate ai cambi d'appalto. A pagare le conseguenze del massimo ribasso come criterio a base d'asta, stavolta, sono stati gli addetti alle pulizie dell'arsenale di Taranto e Brindisi. Vertice in prefettura, intanto, sul destino dei lavoratori del settore pulizie di Jindal Films

BRINDISI – Si moltiplicano le vertenze occupazionali legate ai cambi d’appalto. A pagare le conseguenze del massimo ribasso come criterio a base d’asta, stavolta, sono stati gli addetti alle pulizie dell’arsenale di Taranto e Brindisi. La ditta subentrante, infatti, la Italpulizie di Taranto, si è aggiudicata la gestione del servizio con un’offerta che prevede un taglio pari al 30% delle ore lavorative dei circa 20 dipendenti brindisini. Questo vuol dire che si passerà da 3 ore e mezzo a 2 ore e mezzo di lavoro al giorno (in alcuni casi anche meno) con conseguente riduzione dello salario mensile da 500 euro a 400 euro.

E i circa 300 lavoratori tarantini se la passano anche peggio perché per loro si parla di riduzioni del monte orario fino al 60%. Il passaggio di consegne fra la vecchia, la Dussmann srl, e la nuova ditta, l’Italpulizie appunto, dovrebbe avvenire venerdì 2 maggio. Ma ancora nessun lavoratore brindisino ha sottoscritto il nuovo contratto di lavoro, ritenendo inaccettabile la proposta formulata da Italpulizie. Stamattina, una delle persona coinvolte in questa vertenza, Antonio Picciolo, impiegato nell’arsenale di Brindisi dalla seconda metà degli anni 90, ha raggiunto piazzetta Sottile – De Falco, davanti palazzo Nervegna, per prendere parte a un sit-in di protesta organizzato dal sindacato Cobas di Roberto Aprile. I colleghi di Picciolo hanno disertato l’appuntamento in attesa di ulteriori sviluppi. Ma la protesta, presto, potrebbe entrare nel vivo.

“Lotteremo – dichiara Pasquale Martena, esponente dei Cobas – per ripristinare le condizioni contrattuali del precedente appalto. Non Antonio Picciolo e Pasquale Martena-2si può ridurre del 30% un monte orario già misero, pari a 15/20 ore a settimana. L’aspetto contraddittorio di questo cambio appalto  - spiega ancora Martena - è che le attività da svolgere rimangono le stesse  ma con tante meno ore”. I Cobas intendono coinvolgere in questa vicenda anche il sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, con il quale è in programma un incontro per venerdì prossimo. Ma la questione approderà anche in prefettura.

Verranno infatti denunciate al prefetto “le anomalie di questo appalto” con contestuale richiesta di “sostegno ad eventuali correzioni”.I lavoratori brindisini fanno fronte comune con i colleghi ionici, contro “la gara – si legge in una nota dei Cobas - dai contenuti fortemente sbagliati espletata dal Ministero della Difesa”.?

Il prefetto Nicola Prete, intanto, si è attivato per risolvere un’altra vertenza legata ai cambi d’appalto nelle grande aziende: quella dei lavoratori del settore pulizie della Jindal Films, multinazionale indiana che produce pellicole da film (le bustine, per intenderci, in cui vengono confezionati gli alimenti in vendita nei supermercati). Nella giornata di martedì, si è svolto in prefettura un incontro al quale hanno preso parte, oltre allo stesso Prete, anche dirigenti della Jindal, della ditta appaltatrice uscente, la Lucente, e di quella subentrante, la cooperativa Omnia.

Quest’ultima, anch’essa aggiudicatasi l’appalto con il criterio del massimo ribasso, ha proposto un piano che prevede l’assunzione di appena due dei 12 dipendenti di Omnia. Si tratta di una proposta ovviamente inaccettabile, nei confronti della quale “il prefetto – come si legge in un comunicato dei Cobas fermato da Roberto Aprile - ha assunto una posizione forte”. L’intervento risoluto di Nicola Prete apre dunque uno spiraglio per le sorti del lavoratori. E le parti si sono aggiornate per venerdì 2 maggio, sempre in prefettura. 

 

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