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Consigliere regionale imputato per peculato, parola a testi del pm

Ascoltati il dirigente della Asl di Mesagne e il luogotenente dei carabinieri del Nas: a Vizzino, assente, contestati 20 rimborsi di prestazione sanitarie per 1.192 euro allo sportello Cup, dove lavora assieme ad Alessandro Coccioli, anche lui sotto processo. Azienda sanitaria parte civile

BRINDISI – Parola ai primi due dei sei testi del pm nel processo in cui è imputato il consigliere regionale Mauro Vizzino con l’accusa di peculato continuato assieme ad Alessandro Coccioli in relazione a prestazioni sanitarie per 1.192 euro che avrebbero fatto risultare come non eseguite e rimborsate, presso lo sportello Cup di Mesagne, dove lavorano entrambi come impiegati.

Mauro Vizzino-3Questa mattina sono stati ascoltati il dirigente responsabile della Asl di Mesagne, Morgillo, e il luogotenente dei carabinieri del Nas, Senatore, a cui furono delegati gli accertamenti contestati nel capo di imputazione. Il funzionario dell’azienda sanitaria ha tenuto a precisare che non esiste un accordo sul controllo del saldo della cassa del Centro unico di prenotazione (Cup) tra la Asl e l’azienda privata che lo gestiva, la Svimservice. Mentre Senatore ha ripercorso davanti al Tribunale presieduto da Domenico Cucchiara (Testi e Colombo) le fasi dell’inchiesta.

Assente anche oggi il consigliere Vizzino, 35 anni (foto accanto), eletto nel 2015 nella lista Emiliano sindaco di Puglia e difeso dagli avvocati Alessandro Dell’Aquila e Francesco Sisto. Era impegnato in Commisione sanità per l'approvazione del piano regionale di riordino ospedaliero, stando a quanto ha postato su Facebook.  Al contrario, Coccioli era presente, così come è avvenuto in precedenza, al fianco del suo avvocato difensore, Cosimo Loderserto.

Nel processo, parte civile è la Asl, rappresentata dall’avvocato Carmela Roma, a cui è stato affidato l’incarico di rappresentare e difendere in giudizio gli interessi e l’immagine dell’Azienda sanitaria locale, attraverso una richiesta di risarcimento danni.

L’accusa è stata mossa dal sostituto procuratore Milto Stefano De Nozza, i fatti contestati si riferiscono al periodo compreso tra il 2009 al 2012: secondo il pm, i due dipendenti della ditta Svimservice, che gestiva all'epoca dei fatti il servizio prenotazioni delle prestazioni erogate attraverso il Cup dalla Asl di Brindisi, avrebbero fatto  risultare non eseguite alcune prestazioni che lo erano invece state, tramite uno storno inserito nel sistema informatico. In tal modo sarebbero state attivate procedure di falsa restituzione ai pazienti di diversi importi che variano dai 4 ai 70 euro, per un totale pari a 1.191 euro. “Nessuna somma veniva realmente restituita” e secondo questa impostazione, gli imputati “si appropriavano degli importi”. Accusa respinta da Vizzino e Coccioli.

La prossima udienza sarà dedicata all’ascolto di altri testi del pm, poi sarà la volta di quelli della difesa: la lista ne comprende 15.

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