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“Il tuo mandato è scaduto": Bruno rimprovera Rollo, che non molla

Il capo della Provincia scrive due volte per chiedere la convocazione per l'elezione degli organi scaduti: "Giuridicamente irrilevanti le sue ragioni di opportunità per il rinvio". Mandato terminato il 6 settembre, agli sgoccioli i 45 giorni di prorogatio. Mimmo Bianco di Ncd indicato come possibile successore

BRINDISI – “Nessuna rilevanza rivestono le ragioni di opportunità addotte dal presidente per giustificare la sua inerzia”: il presidente è quello dell’Asi, Marcello Rollo, rimproverato per iscritto da un altro presidente, quello della Provincia di Brindisi, in qualità di socio dell’assemblea del Consorzio, perché ha chiesto di stabilire la data per procedere alla “nomina del cda”, partendo dal numero uno, visto che il mandato di Rollo è scaduto il 6 settembre scorso e il periodo di prorogatio di 45 giorni è agli sgoccioli. Ci sarebbe stato anche un invito in tal senso spedito dal governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano. Ma niente.

Marcello RolloMaurizio Bruno, nuovo presidiente della Provincia-2Stando a quanto sostiene Bruno (che è anche il sindaco di Francavilla Fontana) Rollo non ne vuole sapere di mettere ai voti la sua ricandidatura assieme ad altri nominativi. Non ora. Il prossimo anno sì, sulla base di un nuovo assetto delle quote, quando cioè dovrebbe essere chiusa la questione del trasferimento di quelle detenute dalla Provincia, pari al 37,04, agli altri soci, con in testa il Comune di Brindisi che attualmente è al 28,2 per cento.

Con conseguente cambio dello scacchiere politico, in una direzione più favorevole a Rollo e alla sua permanenza all’Asi. Ipotesi allo stato non percorribile se è vero che Bruno avrebbe pensato al francavillese Mimmo Bianco di Ncd, centrista pure lui, ma nemico di Rollo dopo la separazione. Si dice anche che secondo il presidente Rollo, il suo mandato andrebbe a scadere il prossimo anno perché bisognerebbe prendere in considerazione il periodo di tempo in cui venne sospeso in pendenza del giudizio dinanzi al Tar.

Supposizioni. Poiché verba volant e le parole messe nero su bianco no, Bruno ha scritto questo: “Si prende atto del contenuto della lettera a firma del presidente del consiglio di amministrazione in data 30 settembre, con la quale in sostanza si dichiara di non voler dar corso alla richiesta di convocazione dell’assemblea generale in seduta straordinaria, allo scopo di ricostruire l’organo amministrativo, ormai con mandato scaduto”. Assemblea andata deserta lo scorso 5 agosto e mai più riconvocata.

In regime di proroga è evidente che il cda non può assumere iniziative che superano il confine dell’ordinaria amministrazione, circostanza pacifica e nota a tutti. Così come dovrebbe essere chiaro che la convocazione si rende necessaria prima che si arrivi al 21 ottobre scorso, quando sarà da archiviare anche la prorogatio. In caso contrario, la Regione Puglia, sotto la cui giurisdizione si muove l’Asi, sarebbe costretta a intervenire nominando un commissario ad acta.

Bruno, infatti, scrive: “Salva ogni necessaria azione nelle opportune sedi, tanto dal punto di vista  amministrativo che da quello civilistico, si rammenta che la convocazione dell’assemblea da parte del presidente è atto dovuto e non discrezionale”. Quando? “Quando ne venga fatta richiesta da almeno un quinto delle quote assegnate”. E a questo punto il presidente-sindaco ha persino rinviato all’articolo e al comma di riferimento dello statuto dell’Asi.

Aperta e chiusa questa parentesi, Bruno va avanti: “Nessuna rilevanza, dunque, rivestono le asserite ragioni di opportunità addotte dal presidente per giustificare la sua inerzia”. E insiste: “Peraltro, si tratta di ragioni, oltre che giuridicamente irrilevanti ai fini della convocazione, anche non pertinenti. Infatti – spiega nella stessa lettera – la variazione dell’entità della partecipazione della Provincia di Brindisi rileverà se mai (scritto in neretto) ai fini delle assemblee che si terranno  (a partire dal 2017) successivamente alla eventuale (di nuovo in neretto) scelta dell’Amministrazione provinciale, se mai dovesse essere intrapresa, di ridurre la propria quota nel consorzio: ad oggi la partecipazione è quella a Lei nota, ovvero la medesima accertata e verificata nel verbale di assemblea  straordinaria del 20 luglio”. In quella occasione venne approvato il bilancio di esercizio 2015.

Bruno ricorda anche un altro particolare, tutt’altro che un dettaglio: “Ai fini dell’esercizio del diritto di voto ciò che rileva è il versamento delle quote associative degli anni precedenti”. Non solo. Il sindaco ha respinto al mittente, sempre Rollo, “l’auspicio che si pervenga alla ricostruzione degli organi con una compagine sociale il più compatta possibile”: “si tratta – scrive Bruno – di un auspicio condivisibile, ma non di un requisito statutario o legale”.

La conclusione: “Alla luce di quanto sopra, si reitera la richiesta di convocazione, con urgenza, dell’assemblea generale, ponendo all’ordine del giorno la nomina del consiglio di  amministrazione, del presidente e del vice, invitando il cda e il collegio dei revisori nell’esercizio delle sue funzioni di controllo, al rispetto dello statuto e delle norme da esso richiamate”.

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