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“Asi, vecchia generazione di fenomeni”

Il capogruppo del Pd, Antonio Elefante: “Con queste nomine non solo si dà continuità ad un modus operandi per tutelare interessi del passato, non solo si riconfermano i soliti raccomandati figli di una stagione politica fallimentare fatta da affaristi e procacciatori di affari, ma addirittura si legittima quel recente di passato che, alcuni di noi, hanno convintamente combattuto"

Che generazione è quella che rispetto alla ennesima offesa resta silente? Che generazione è quella dove nonostante il massimo impegno profuso non riesce ad incidere minimamente sulle scelte della propria città?

Con quale passione politica quella stessa generazione saprà mai imporsi se abdicherà, ogni volta, ad altri, scelte sempre lontane dalle necessità del territorio in una ottica unicamente collettiva?

Oggi, più che mai, non intendo rimanere silente di fronte a quanto accaduto al Consorzio Asi di Brindisi dove, presunti capi territoriali decidono chi nominare non, per una necessaria progettualità dell’Ente, ma per garantire se stessi, i propri amici e gli imprenditori vicini visti, i tanti interessi che, tra non molto, emergeranno. Non era questa la rivoluzione politico/culturale che il Pd di Brindisi aveva in mente, non era questo quel progetto tanto cercato e sperato dagli iscritti e militanti.

Sia chiaro, non ne faccio una questione di becero campanilismo, ma dovremmo porci il problema di quanto accaduto oggi al Consorzio in questione. Con queste sei nomine non solo si dà continuità ad un modus operandi per tutelare interessi del passato, non solo si riconfermano i soliti raccomandati figli di una stagione politica fallimentare fatta da affaristi e procacciatori di affari, ma addirittura si legittima quel recente di passato che, alcuni di noi, hanno convintamente combattuto. Rimanere in silenzio oggi sarebbe un grande errore tanto quanto pensare che un semplice articolo di giornale possa cambiare le cose.

Lo sanno pure loro, si proprio loro che hanno deciso chi nominare e dove posizionarli che, fra qualche giorno non si parlerà più di questa storia, perché così è sempre stato.

Forse è anche colpa nostra che, sconosciuti, venuti alla ribalta attraverso questi giochetti senza alcuna capacità elettorale e politica, abbiano fino ad ora deciso per tutti; forse sarebbe anche il momento di presentarsi lì, sotto il Consorzio e cacciarli tutti a calci nel sedere, o forse servirebbe una generazione nuova figlia di valori nuovi e mai bisognosa di alcuni di questi personaggi tipici del nostro tempo.

Solo così, questa città, potrà ancora coltivare una speranza di rivalsa. Chi non è libero di farlo, vuole essere indifferente, non provasse nemmeno a indignarsi, non sarebbe credibile, chi invece si considera libero e indignato si unisca e faccia qualcosa.

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