“Asilo, schiaffi e insulti ai bimbi”: chiesto il processo per la maestra, chiusa la scuola

La Procura conferma l’accusa. Il Comune: “Riscontrate gravi violazioni”. Diverse le denunce dei genitori dei piccoli

BRINDISI – “Schiaffi, strattonamenti, minacce e insulti ai bimbi dell’asilo, ripresi dalle telecamere nascoste”. La Procura di Brindisi ha allargato le maglie dell’accusa di maltrattamenti sui piccoli di un nido del quartiere Cappuccini, mossa nei confronti della direttrice della scuola e ha chiesto il processo per l’insegnante, dopo aver raccolto diverse denunce dei genitori.

La questura di Brindisi

L’udienza

L’udienza preliminare si svolgerà il mese prossimo e in quella sede, davanti al gup del Tribunale di Brindisi, potranno costituirsi parte civile -  ai fini della richiesta di risarcimento danni  - le mamme e i papà dei bambini riconosciuti dal pubblico ministero come parti offese.

L’imputata, 67 anni, è difesa dagli avvocati Andrea Casamassima e Massimo Di Summa. Nel frattempo è andata in pensione, avendo raggiunto i requisiti previsti della disposizioni di legge, dopo essere stata destinataria di ordinanza di custodia cautelare, ai domiciliari. Il provvedimento firmato dal gip venne eseguito dagli agenti della mobile diretti dal vice questore aggiunto Antonio Sfameni, il 6 settembre scorso. Il 22 settembre la maestra venne rimessa in libertà dal Tribunale del Riesame di Lecce, in accoglimento del ricorso discusso dai difensori: il collegio sostituì la misura cautelare con quella interdittiva che ha impedito alla direttrice di svolgere funzioni educative.

La chiusura dell’asilo

Il Comune di Brindisi, intanto, il primo marzo scorso ha disposto la “chiusura dell’asilo nido” con determina firmata dal dirigente Costantino Del Citerna, dell’Ufficio di piano dell’ambito territoriale 1 che racchiude il capoluogo e San Vito dei Normanni “attesa la gravità delle violazioni riscontrate” rispetto a quanto previsto dalle “norme di legge e di regolamento”. Il procedimento amministrativo è scaturito da quello penale. L’asilo era stato autorizzato dall’Amministrazione cittadina il 18 novembre 2011, con iscrizione nel registro delle strutture e dei servizi destinati ai minori della Regione Puglia.

L’inchiesta

Le indagini partirono dalla denuncia sporta dal referente didattico di un istituto superiore di Brindisi, convenzionato con la scuola d’infanzia per lo svolgimento di tirocini formativi. A notare condotte ritenute dubbie da parte dell’educatrice, sarebbero state alcune studentesse. Una volta tornate in classe ne parlarono con il responsabile del progetto il quale, a sua volta, si rivolse ai poliziotti.

Squadra mobile Brindisi-2

Le telecamere

Per verificare cosa effettivamente accadeva nelle aule della scuola d’infanzia, gli agenti della Mobile – previa autorizzazione – nascosero alcune telecamere di piccole dimensioni: le immagini registrate nei primi sei mesi dell’anno scolastico, sono state qualificate dal gip come “gravi indizi di colpevolezza” nell’ordinanza di custodia cautelare per contestare l’accusa di maltrattamenti, fisici e psicologici, ai danni dei piccoli alunni, tutti bambini di età compresa fra tre e cinque anni.

Gli episodi, così come riportati nel capo di imputazione, si riferiscono di schiaffi e strattonamenti, minacce e insulti nei confronti dei bimbi. In sede di interrogatorio di garanzia davanti al gip, la maestra scelse la facoltà di non rispondere. Successivamente gli agenti della Mobile hanno avuto modo di raccogliere le testimonianze di altre genitori, rispetto a quelle inizialmente confluite nel fascicolo del pubblico ministero.

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