Cronaca

Asl e appalti truccati, riuniti i tre processi: udienza a luglio

La decisione del Tribunale su richiesta del pm a cui non hanno fatto opposizione i difensori degli imputati: "Altrimenti accusa polverizzata per le stesse persone". I tronconi scaturiti dall'inchiesta Virus che portò agli arresti nel 2012

BRINDISI – Sono stati riuniti in un unico processo i tre filoni derivanti dall’inchiesta chiamata Virus su appalti indetti dalla Asl che, per la Procura, sono stati truccati: di fronte ad accuse identiche e agli stessi imputati il Tribunale ha accolto la richiesta di riunione presentata dal pubblico ministero per evitare la polverizzazione.

Il pm Giuseppe De NozzaLa decisione è stata assunta nel corso dell’udienza di questa mattina relativa al filone legato all’accusa che attiene all’esistenza di un’associazione per delinquere mossa nei confronti di 12 persone, alcune delle quali già a dibattimento per i reati ai quali il sodalizio sarebbe stato finalizzato, vale a dire turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato. Altri imputati sono sotto processo con accuse identiche, dopo essere stati tratti in arresto, in carcere o ai domiciliari, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare chiesta e ottenuta dal pubblico ministero Giuseppe De Nozza (foto accanto).

E’ stato lo stesso sostituto procuratore a chiedere di riunire i filoni e oggi in udienza né i difensori degli imputati, né gli avvocati che rappresentano le parti civili hanno presentato opposizione. Il processo così riunificato riprenderà a luglio, per quella data dovrebbe essere depositata la perizia sulle intercettazioni.

L’accusa di aver fatto parte di un sodalizio è stata mossa nei confronti di: Vincenzo Corso, ex dirigente  dell’Area gestione tecnica della Asl e presidente dei seggi di gara, nonché responsabile della custodia delle buste contenenti le offerte economiche che, nel teorema accusatorio, venivano aperte; Antonio Ferrari, geometra in servizio  presso l’area gestione tecnica della Asl ed amministratore di fatto della Ferrari Costruzioni srl, poi denominata Co.Ge.Pu spa”.

Rinvio al giudizio del Tribunale anche per gli imprenditori Francesco Perrino, legale responsabile della società Cogit spa; Cosimo Bagnato, amministratore unico della Bagnato Costruzioni Srl; Vittorio Marra e Adolfo Rizzo amministratori di fatto della Srl Re.Vi; Giuseppe Rossetti titolare dell’omonima ditta individuale; Cesarino Perrone amministratore unico della Eco Service Srl; Antonio Camassa legale rappresentante della Camassa Impianti Srl; Emilio Piliego e Roberto Braga responsabili della Edil Tecno Costruzioni Snc; Mauro De Feudis manager della Manutencoop Faciliy Managemente Spa.

Imputati  sono anche Cosimo Elmo; Cosimo Antonio D’Elia; Armando Mautarelli; Gianluca Pisani (con esclusione di un capo di imputazione) e Giovanni De Nuzzo, dipendente Asl, per il quale è stata esclusa l’associazione.

Sotto processo anche amministratori e legali rappresentanti di società finite sotto la lente di ingrandimento del pm per appalti aggiudicati a partire dal 2010: Vincenzo Albonico e Marisa Giampaoli, della Hc Hospital Consulting spa; Roberto Borracino della Terna Sistemi spa; Cosimo Cannone titolare della ditta omonima; Fenicia Cicerelli e Vincenzo Izzo della Alise srl; Cito Grazia della Comitex srl; Alberto Corso della Nt Italia srl (figlio di Vincenzo Corso); Massimo Cremonini della Acotex srl; Monica Crescenzo della Ferrari Costruzioni srl poi denominati Co.Ge.Pu (il cui amministratore di fatto è indicato nel consigliere comunale Antonio Ferrari); Ivo Grifoni, della Alterego Facility Management; Antonio Miglietta della EdilMiglietta srl; Giovanni Rana dell’omonima ditta; Antonio Sirema dell’omonima ditta; Vigneri Tommaso della Sved srl.

Processo  anche per Riccardo Infante, Roberto Paini, Claudio Levorato, dirigenti e manager della Manuntecoop Facility Management spa. In elenco, inoltre: Umberto Aprile; Massimiliano Bellifante della Ecoimpianti snc; Francesco Blasi; Raffaele Buongiorno; Maria Giampaoli; Luigi Marasco; Paolo Minoia; Giancarlo Nuzzaci della Ecoimpianti; Brenno Peterlini del Cns Consorzio Nazionale servizi; Antonio Piro; Cosimo Saracino;

L'ex ospedale Di SUmma-2Tra le gare finite nei capi d’imputazione ci sono quella per la ristrutturazione di alcuni locali dell’ex Di Summa per la realizzazione della Cittadella della Salute per 552.571,84 euro, per l’ampliamento dell’edificio adibito a radioterapia e adeguamento funzionale del centro grandi ustionati del Perrino per1.043.238. E ancora i lavori per ristrutturare il padiglione San Lorenzo per la realizzazione di ambulatori della medicina del territorio presso il vecchio Di Summa per 409.081 euro, per l’adeguamento del Melli di San Pietro Vernotico per 191.160 euro e per la fornitura di attrezzatura per il blocco operatorio e poi per la messa a norma della palazzina di via Taranto a Brindisi per 202.144.

L’Azienda sanitaria locale di Brindisi è stata riconosciuta parte lesa e si era già costituita con l’avvocato Donato Mellone chiedendo il ristoro dei danni patiti, presentando istanza per tre milioni di euro. La richiesta si riferisce a una valutazione approssimativa e di base delle conseguenze sopportate sia sul piano patrimoniale, sia su quello morale con particolare riferimento alla lesione dell’immagine e della credibilità dell’Asl. Parte civile anche la Regione Puglia con l’avvocato Francesco Marzullo, il quale si è riservato la quantificazione del danno.

A fine udienza, come scriviamo in altro articolo, un avvocato ha scoperto su uno dei banchi riservati agli avvocati ed alle parti una cartuccia per arma semiautomatica calibro 9X21. Sul caso indagano i carabinieri della compagnia di Brindisi.

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