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Domenica, 26 Giugno 2022
Cronaca

Asl & appalti truccati: 12 imputati per associazione per delinquere

Di nuovo a giudizio Corso, l'ex direttore dell'area tecnica: l'azienda sanitaria non si costituisce parte civile, già presente in due processi già incardinati con una richiesta danni per tre milioni di euro. Sotto processo finiscono anche il consigliere comunale Ferrari e gli imprenditori Bagnato e Perrino

BRINDISI – Non uno, non due, ma diversi appalti ritenuti truccati e indetti dalla Asl, opera di un’associazione per delinquere: l’accusa mossa dalla procura di Brindisi è costata il rinvio al giudizio del Tribunale di 12 persone, già imputate per singole gare.

Gli imputati sono: Vincenzo Corso, ex dirigente  dell’Area gestione tecnica della Asl e presidente dei seggi di gara, nonché responsabile della custodia delle buste contenenti le offerte economiche che, nel teorema accusatorio, venivano aperte; Antonio Ferrari, geometra in servizio  presso l’area gestione tecnica della Asl ed amministratore di fatto della Ferrari Costruzioni srl, poi denominata Co.Ge.Pu spa”, attuale consigliere comunale espressione del Centro democratico. A lui il sindaco Mimmo Consales ha affidato la titolarità della delega speciale alla cosiddetta “clausola sociale, con la responsabilità dell’”attività amministrativa istruttoria” legata alla possibilità di assumere disoccupati brindisini alle dipendenze di imprese vincitrici di bandi indetti dall’Amministrazione.

Rinvio al giudizio del Tribunale anche per gli imprenditori Francesco Perrino, legale responsabile della società Cogit spa; Cosimo Bagnato, amministratore unico della Bagnato Costruzioni Srl; Vittorio Marra e Adolfo Rizzo amministratori di fatto della Srl Re.Vi; Giuseppe Rossetti titolare dell’omonima ditta individuale; Cesarino Perrone amministratore unico della Eco Service Srl; Antonio Camassa legale rappresentante della Camassa Impianti Srl; Emilio Piliego e Roberto Braga responsabili della Edil Tecno Costruzioni Snc; Mauro De Feudis manager della Manutencoop Faciliy Managemente Spa.

L’udienza preliminare si è svolta questa mattina davanti al gup Tea Verderosa, al quale il pubblico ministero titolare del fascicolo, Giuseppe De Nozza, ha ribadito l’impostazione accusatoria che era già approdata di fronte ai giudici del Tribunale, salvo poi il passo indietro nel momento in cui il collegio ha accolto l’eccezione sollevata dall’avvocato Ladislao Massari che, di fatto, ha portato il magistrato a riformulare il capo d’imputazione.

Il 19 giugno scorso, nel corso della prima udienza del processo, il penalista sollevo un’eccezione sul diritto di difesa sostenendo che era stato violato perché non c’era corrispondenza tra il periodo di tempo oggetto della contestazione mossa nell’ordinanza di custodia cautelare (blitz Virus del 12 novembre 2012 ) e quanto invece addebitato nella richiesta di rinvio a giudizio. Più esattamente, in un primo momento il pm si era fermato “sino al 2010”, successivamente “sino al 2014”.

Per i reati a cui sarebbe stata finalizzata l’associazione, ossia turbativa d’asta, utilizzazione di segreti d’ufficio, falso e peculato si continua regolarmente e il dibattimento prosegue dinanzi al Tribunale. In fase di svolgimento anche il processo in cui sono imputato coloro  quali furono arrestati nel 2012, tra carcere e domiciliari: in questo caso il pm chiese e ottenne il giudizio immediato. Con il nuovo rinvio a giudizio, quindi, i tronconi processuali salgono a tre.

La Asl è presente nei due filoni precedenti con una richiesta di risarcimento danni pari a tre milioni di euro. Oggi, invece, l’azienda non ha depositato alcuna istanza di parte civile. 

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