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L'auto del dirigente Asl di Brindisi, Alfredo Perricci

L'auto del dirigente Asl di Brindisi, Alfredo Perricci

Nuovo scandalo Asl, tutti i retroscena dell’inchiesta

L’ex direttore amministrativo Giannoccaro accusato di corruzione: “Lavori non pagati per 13mila euro nell’appartamento al centro di Brindisi”. Cantiere affidato a Carparelli, titolare dell’appalto per l’ospedale di Francavilla. Coinvolti anche l’ex direttore del Perrino Campana, una Rssa di Novoli e due onlus di Mesagne

BRINDISI – L’8 gennaio 2016 qualcuno diede fuoco all’auto del dirigente del settore Affari Legali della Asl di Brindisi, Alfredo Perricci, avvocato di Mesagne. Indagando sull’incendio di quella Chrysler, parcheggiata nel cortile della palazzina sede degli uffici dell’Azienda sanitaria, gli agenti della Mobile hanno scoperto altro ascoltando una serie di conversazioni, al telefono e in ambientale. E hanno delineato rapporti tra ex dirigenti della Asl e imprenditori edili che la Procura ha poi qualificato come corruttivi, più altri con alcune Onlus incaricate di trasporto di sangue ed encefali, oggetto di una presunta truffa.

Gli imputati

La direzione della Asl di BrindisiIl pubblico ministero  ha già chiesto il processo per nove persone, a diverso titolo finite sotto inchiesta: Giovanni Giannoccaro, 64 anni, di  Bari, ex direttore amministrativo della Asl di Brindisi, il cui ruolo dirigenziale venne contestato per mancanza di titoli; Nicola Carparelli, 61, di Fasano, imprenditore edile titolare della omonima srl; Luigi Galasso, 54, di Brindisi, tecnico della ditta Carparelli; Angelo Campana, 66, di Mesagne, in qualità di direttore amministrativo dell’ospedale Perrino di Brindisi; Angelo Rampino, 37, di Trepuzzi, e Aniello Miglietta, 67, di Trepuzzi, entrambi in qualità di legale rappresentante della srl Altea, ma in tempi diversi; Rodolfo Tocci, 35, di Mesagne, e Ugo Alessandro Calò, 48, di Mesagne, entrambi legali rappresentante di una Onlus di Mesagne, ma in tempi diversi, e Marica Russo, 45, di Mesagne, legale rappresentante di un’altra Onlus di Mesagne. Nei confronti delle due associazioni di volontariato è contestata la responsabilità amministrativa.

L’udienza preliminare

E’ già stata notificata la data in cui si svolgerà l’udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Brindisi e in quella sede la Asl potrà costituirsi parte civile ai fini della richiesta di risarcimento danni, anche di immagine, esattamente come fece in occasione dell’inchiesta chiamata Virus, sfociati negli arresti il 12 novembre 2013. Nessuna condanna, in quel caso. Perché a fare la differenza fu il trascorrere del tempo e il Tribunale, il 27 febbraio scorso, è stato costretto a fermarsi davanti alla prescrizione.

L’incendio dell’auto e i proiettili di Kalashnikov

Dell’incendio dell’auto dell’avvocato Perricci non si è saputo più nulla, se non che già quella stessa sera gli agenti della Mobile trovarono  la bottiglietta usata per appiccare il fuoco. Resta il dubbio di un possibile collegamento con episodio inquietante avvenuto l’8 dicembre 2015, ricondotto (all’epoca) ad alcuni appalti banditi dalla Asl: il giorno dell’Immacolata, il dirigente dell’area Patrimonio, Maria Grazia Coluccia, trovò sulla sua auto una busta contenente tre proiettili di Kalashnikov. L’utilitaria era parcheggiata a Calimera. Azioni intimidatorie la prima e la seconda, quest'ultima diventata di competenza dall’Antimafia.

Il troncone delegato alla Mobile di Brindisi ha portato a sviluppi inattesi, arrivando a scoprire ulteriore zone d’ombre all’interno di alcuni uffici della Asl stando all'informativa di reato conclusiva depositata dal dirigente Antonio Sfameni.

La corruzione: utilità per 13mila euro

Gli uffici della procura e del gip a BrindisiSecondo la Procura di Brindisi, ci sarebbe stata corruzione per atto contrario ai doveri d’ufficio tra Giovanni Giannoccaro e Nicola Carparelli verso la fine del 2016. In quel periodo Giannoccaro era direttore amministrativo della Asl, incarico dal quale venne destituito non essendo ritenuta sufficiente la sola laurea triennale (caso sollevato dal consigliere regionale Nicola Marmo).

L’utilità contestata sarebbe stata pari a 13mila euro, somma relativa al costo dei lavori di ristrutturazione di un appartamento nella disponibilità di Giannoccaro (intestata a una donna). I lavori per l’immobile, nel centro di Brindisi, furono affidati alla ditta Carparelli Nicola srl che poi li avrebbe eseguiti tramite altre srl. Il reato corruttivo è stato contestato anche a Luigi Galasso, nel ruolo di intermediario, essendo tecnico della Carparelli.

I lavori per terapia intensiva cardiologica a Francavilla

Nella ricostruzione del pm, Giannoccaro avrebbe “esercitato pressioni presso l’ufficio Risorse finanziarie della Asl di Brindisi” affinché venisse liquidato in anticipo, “in violazione dell’ordine cronologico delle fatture, il pagamento del primo stato di avanzamento dei lavori per l’unità di Terapia intensiva Cardiologica del Camberlingo di Francavilla Fontana. Dalla fattura acquisita, emerge che l’importo era pari a 314.930 euro più Iva al 10 per cento. Galasso viene indicato come “coordinatore dei lavori” ed esecutore delle “direttive di Carparelli”, nel capo di imputazione.

Truffa e falso con i verbali sugli ospiti della Rssa di Novoli

L'ospedale Camberlingo-2La stessa inchiesta ha portato a contestare nei confronti di Angelo Campana, in qualità di direttore amministrativo dell’ospedale Antonio Perrino di Brindisi, l’accusa di aver falsamente attestato fatti non corrispondenti al vero, in occasione di una proposta di delibera del 17 marzo 2015. Con quel provvedimento si chiedeva di liquidare le fatture emesse dalla residenza sociale e assistenziale per anziani, all’esito dei controlli sul numero di pazienti e sul possesso dei requisiti di legge (per otto venne attestata la non autosufficienza).

Campana, inoltre, è accusato di truffa, in concorso con Angelo Rampino e Aniello Miglietta, legali rappresentanti della srl Altea che gestiva la residenza sociale e assistenziale il primo dal 31 gennaio 2008 sino al 5 dicembre 2014 e l’altro successivamente. La srl, secondo questa impostazione, avrebbe ottenuto un “ingiusto profitto per 185mila euro”. Con pari danno per la Asl di Brindisi. Campana venne assolto con formula piena dalle accuse di falso in atto pubblico e turbativa d’asta nel filone della prima inchiesta sugli appalti Asl, relativo all’affidamento del servizio di supporto alla gestione dei flussi informativi dei centri di spesa.

La truffa con le Onlus di Mesagne per il trasporto di sangue

Truffa, secondo il pm, ci sarebbe stata anche con riferimento a due Onlus di Mesagne. L’accusa è stata contestata ad Angelo Campana in concorso con Rodolfo Tocci e Ugo Alessandro Calò, legali rappresentanti dell’associazione di volontariato e protezione civile. Il primo dal 13 novembre 2009 sino al 16 novembre 2016 e l’altro sino ad oggi.

Lo zoom della Procura è relativo al pagamento di fatture per il trasporto di sangue ed encefali per 18.357 euro, anziché per il solo trasporto degli infermi. In tal modo ci sarebbe stato il riconoscimento di una “tariffazione maggiorata del 50 per cento ovvero quella prevista per il trasporto con ambulanza, anziché con auto medica”.

Marcello Falcone resta presidente della Camera penale brindisinaTruffa, stando al capo di imputazione, anche con riferimento alle fatture pagate in favore di un’altra onlus di  Mesagne, per 37.056 euro: l’accusa è stata mossa nei confronti di Campana e Marica Russo.

La difesa

Gli imputati sono difesi dagli avvocati: Marcello Falcone (nella foto accanto), Rosario Almiento, Massimo Manfreda e Antonio Maurino. I penalisti hanno già raccolto documentazione considerata di rilievo allo scopo di chiarire le condotte contestate nei capi di imputazione.

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