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Asl, falsi invalidi e ossigeno facile: chieste condanne anche in Appello

Il pg: “Conferma della sentenza del Tribunale per il medico Manisco a 9 anni, l’avvocato Manna a sei e gli altri 17 imputati”. Una sola eccezione: “Assoluzione per Roberto Rizzo”. Contestati peculato e truffa. Parti civili l’Azienda sanitaria, l’Inps e il Ministero della Salute

BRINDISI – L’accusa imbastita dalla Procura di Brindisi su certificati per attestare invalidità false e per somministrare ossigeno anche quando i pazienti della Asl non avevano necessità è approdata davanti alla Corte d’Appello di Lecce con richiesta del pg di confermare la sentenza di condanna del Tribunale per peculato e truffa. Eccezione fatta per il medico Roberto Rizzo per il quale è stata invocata l’assoluzione.

Il palazzo di giustizia di LecceIl Procuratore generale ha consegnato ai giudici le proprie conclusioni rinviando al teorema che il pm Giuseppe De Nozza imbastì sotto la voce “Diafoirus”, dal nome del malato immaginario descritto da Molière, partendo dalle condotte contestate nei confronti degli imputati ritenuti principali: per  il medico pneumologo di  Brindisi Vincenzo Manisco, il pg ha chiesto la conferma della pena pari a nove anni di reclusione, per l’avvocato di Ostuni Francesco Manna, a sei anni. I difensori dei due, gli avvocati Donato Musa e Salvatore De Stradis, prenderanno la parola in occasione della prossima udienza, calendarizzata a dicembre. A seguire le arringhe degli altri penalisti.

In primo grado, con sentenza del collegio giudicante presieduto da Gabriele Perna, nel mese di luglio 2014 furono condannati anche: Cosimo Pio Danese, a tre anni; Giuseppe Flores, un anno e sei mesi; Maria Petrosillo, un anno e sei mesi; Umberto Epicoco un anno e 6 mesi; Anna Valenti un anno e sei mesi; Maria Semeraro tre anni; Michele Vindice un anno e sei mesi; Vincenzo Chiaramida un anno e 300 euro di multa; Francesca De Netto due anni e 6 mesi; Alberto Chirico due anni; Pasqualino Urgese un anno e sei mesi e 500 euro di multa; Giuseppe Gabriele un anno e 8 mesi e 500 euro di multa; Annamaria Leo un anno e 3 mesi; Annamaria Leoci un anno e 300 euro di multa; Margherita Boffo un anno e 300 euro di multa; Angelo De Biasi due anni e 9 mesi; Antonio Cosimo Lubelli tre anni.

Il Tribunale condannò Rizzo a un anno e 6 mesi e 500 euro di multa, pena che il procuratore ha chiesto di annullare perché “il fatto non costituisce reato”. Non luogo a procedere per intervenuta  prescrizione: Ivana Ortese, Pasquale Mancini, B.M., Domenico Capasso, Francesco Trisciullo; Luigi Rubino; Giuseppe Epifani. Assolti: Antonio Citarella; Giuseppe Capasso; Floriana Tafuro; Maria Perez.

In primo grado venne ritenuta colpevole la società Linde Medicale, condannata a pagare una sanzione pecuniaria di 90mila euro con interdizione a contrattare con la pubblica amministrazione per un anno.

I giudici di Brindisi ammisero al dibattimento come parti civili la Asl rappresentata dall’avvocato Rosario Almiento, l’Inps e il Ministero della Salute. I legali si sono riportati alle conclusioni del rappresentante della pubblica accusa. Con la sentenza del 2014 furono riconosciute le seguenti provvisionali: per Vito Cavaliere, da liquidarsi in sede civile diecimila euro; per la Asl di Brindisi 50mila euro così come per il Ministero e per l’Inps sede civile e 50mila euro di provvisionale.

L’inchiesta portò a 15 arresti all’alba del 23 ottobre 2007: secondo l'accusa vi sarebbero state false certificazioni di invalidità anche  finalizzate a forniture di ossigenoterapia non dovute, due filoni riuniti in uno dopo le informative dei carabinieri.

Il collegio difensivo è composto oltre agli avvocati citati da Massimo Manfreda, Laura Beltrami, Augusto Conte, Fabio Di Bello, Silvia Franciosa, Giuseppina Oriente, Gianfrancesco Castrignanò, Ada Flores, Angela Epifani, Michele Fino, Vito Melpignano. La sentenza è prevista tra gennaio e febbraio del prossimo anno.


 

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