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Un bancomat dopo un assalto

Un bancomat dopo un assalto

Assalti bancomat: protocollo prefetto-Abi

BRINDISI – Ci sono anche i sensori antigas fra i dispositivi di cui gli istituti bancari dovranno munirsi per prevenire gli assalti ai bancomat. Lo prevede il protocollo di intesa per la prevenzione della criminalità in banca sottoscritto stamane in Prefettura dall’Abi dal prefetto Nicola Prete, e dalle forze dell'ordine.

BRINDISI - Ci sono anche i sensori antigas fra i dispositivi di cui gli istituti bancari dovranno munirsi per prevenire gli assalti ai bancomat. Lo prevede il protocollo di intesa per la prevenzione della criminalità in banca sottoscritto stamane in Prefettura dall'Abi (Associazione banche italiane), dal prefetto Nicola Prete e dai vertici provinciali delle forze dell'ordine (Polizia, carabinieri e Guardia di finanza). All'accordo hanno aderito 110 dei 117 sportelli bancari presenti nel Brindisino. Rispetto al precedente protocollo, a emergere è la necessità di arginare l'escalation di assalti alle postazioni bancomat che da mesi affligge l'intera provincia.

E' per questa ragione che le banche dovranno dotare i propri bancomat di almeno 2 fra i seguenti sistemi di sicurezza: impianto di allarme connesso a sensori antiscasso/antintrusione; blindatura del mezzo e rinforzo dei dispositivi di riferma; rinforzo aggiuntivo della vetrina in cui è installato il bancomat o dello spazio antistante con difese passive quali putrelle, archetti, dissuasori; sensori che rilevano la presenza di gas o dispositivi che rendano inutilizzabili le banconote rubate; dispositivi attivi per proteggere il locale contenente il mezzo o la vetrina in cui lo stesso è installato; dispositivi atti ai impedire l'introduzione di materiale esplosivo o gassoso nel mezzo.

Le tradizionali misure di sicurezza previste per gli sportelli (bussola, metal detector, rilevator biometrico, vigilanza, sistema di tracciabilità e macchiatura delle banconote, formazione anticrimine), dovranno essere supportate da un impianto di videosorveglianza con sistema digitale. Il protocollo individua anche una serie di situazioni a rischio da segnalare alle forze dell'ordine: carenze gravi e imprevedibili delle misure di sicurezza; movimenti sospetti all'interno e all'esterno delle dipendenza bancarie; eccezionali aggravamenti del rischio; lavori da svolgere durante l'orario di apertura della dipendenza che inficino l'efficacia delle misure di sicurezza; altre situazioni particolari di rischio in cui versano le dipendenze bancarie.

Le forze dell'ordine, invece, dovranno segnalare alle banche eventuali elementi che possano indicare criticità specifiche e intervenire in caso di un reale stato di necessità. Nel corso dell'incontro, il prefetto Prete ha più volte ribadito la necessità di adattarsi alle nuove sfide lanciate dalla criminalità. "Il fenomeno delle rapine - dichiara Prete - è stato quasi stroncato. Nel 2013 abbiamo invece registrato una vertiginosa crescita degli assalti ai bancomat. Negli ultimi episodi, gli autori dei colpi sono sfuggiti all'arresto in flagranza solo per pochi secondi. Questo ha fatto capire ai malintenzionati che svaligiare un bancomat non è una passeggiata".

L'escalation di assalti ai bancomat non è circoscritta al Brindisino. "Ultimamente - dichiara Prete - si sono registrati numerosi colpi anche nella provincia di Bari. Questo ci lascia pensare che alla base del fenomeno ci sia un'organizzazione criminale non radicata solo entro i confini del nostro territorio. Ma il potenziamento dei sistemi di prevenzione ci aiuterà a vincere anche questa battaglia".

 

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