Cronaca Via di Torre Testa

Assalto al furgoncino dei turisti olandesi: si costituiscono due giovani

Si sono costituiti presso la questura di Brindisi i due giovani che sabato scorso (29 agosto) tentarono di depredare un furgoncino Transporter a bordo del quale viaggiava un gruppo di olandesi, nei pressi dello stabilimento balneare Granchio Rosso. Il brindisino M.V., di 22 anni, e l'albanese M.R., residente da anni a Brindisi, sono stati denunciati a piede libero per rapina impropria

BRINDISI – Si sono costituiti presso la questura di Brindisi i due giovani che sabato scorso (29 agosto) tentarono di depredare un furgoncino Transporter a bordo del quale viaggiava un gruppo di olandesi, nei pressi dello stabilimento balneare Granchio Rosso. Il brindisino M.V., di 22 anni, e l’albanese M.R., residente da anni a Brindisi, sono stati denunciati a piede libero per rapina impropria. Entrambi sono difesi dall’avvocato Luca Leoci.

A differenza di quanto riferito da alcuni testimoni, i ragazzi, a titolo informale, hanno negato di aver avuto una colluttazione con le vittime. “Non siamo stati toccati – hanno spiegato entrambi – ce ne siamo scappati non appena ci siamo resi conto di essere stati scoperti”.

I fatti si sono verificati intorno alle ore 13,30, sul litorale a nord di Brindisi, in località Punta Penne. Circa 10 olandesi in vacanza nel Salento avevano raggiunto il posto a bordo del furgoncino. Dopo averlo parcheggiato vicino a lido Granchio rosso, si diressero verso la spiaggia.

Approfittando dell’allontanamento degli stranieri, M.V. e M.R. si avvicinarono al veicolo con un’auto e cominciarono a caricare zainetti e borse contenenti gli effetti personali dei turisti. Uno di questi colse i ragazzi sul fatto e con il supporto di altri connazionali li mise in fuga. Dileguatisi a piedi, i malfattori abbandonarono l’auto con la refurtiva.

Alcune persone che assistettero alla scena chiesero l’intervento delle forze dell’ordine. Arrivati nel giro di pochi minuti, i poliziotti della Sezione volanti, supportati dai colleghi della Scientifica, procedettero con i rilievi del caso. La macchina venne posta sotto sequestro. Al suo interno furono recuperati dei documenti di identità che permisero alle forze dell’ordine di risalire immediatamente ai responsabili.

Questi si sono resi irreperibili per un paio di giorni, prima di recarsi in questura. L’albanese, incensurato, ha spiegato, sempre nell’ambito di un colloquio informale con i poliziotti, di aver agito in preda alla disperazione. “Non avevo mai fatto – ha affermato – nulla di simile”.

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