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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

Assalto al portavalori: “Meno male che abbiamo improvvisato”

Riunione la sera prima in piazza Cairoli. A Pupino, nel ruolo di palo, dati 50 euro. Lagatta voleva fuggire: “Quando torno li sfondiamo come i carabinieri, devono morire”

BRINDISI  - “Meno male che abbiamo improvvisato noi”. Assalto rapido, consumato in quattro minuti netti per rapinare i due vigilantes dell’istituto Cosmopol, subito dopo aver ritirato l’incasso del McDonald’s del BrinPark. Azione programmata la sera prima in piazza Cairoli, non andata però secondo i piani visto che il brindisino assoldato come palo non avrebbe risposto al telefono in tempo utile. Ma è stato comunque intercettato.

Le intercettazioni

LAGATTA Antonio, classe 1995-2L’inchiesta bis sulla guerra di mala a Brindisi, tra i gruppi riconducibili ad Antonio Borromeo e Antonio Lagatta, ha portato a scoprire anche i retroscena e i componenti (alcuni) del commando che la mattina del 6 novembre 2017, portarono a termine l’azione a mano armata, incuranti della presenza di clienti. Genitori con bimbi al seguito.

Nessuno scrupolo come ha sottolineato il gip nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita ieri dai carabinieri, a carico di Antonio Lagatta, ritenuto la mente dell’assalto, Michael Maggi e Claudio Rillo accusati di essere gli autori materiali, con Diego Pupino nel ruolo di palo.

Pupino avrebbe dovuto segnalare al gruppo il passaggio del portavalori della società Cosmopol e per questo, la sera precedente, Lagatta lo convocò in piazza Cairoli spiegandogli cosa avrebbe dovuto fare e dove. Dalle 9 alle 12,43 rimase fermo in via Goito, una traversa di via Togliatti, strada dalla quale è raggiungibile il centro commerciale BrinPark.

Questo nella ricostruzione dell’accusa, imbastita sulla base delle immagini del sistema di videosorveglianza del McDonald’s e le intercettazioni telefoniche tra gli indagati, nei cui confronti era in corso l’inchiesta sulle sparatorie e gli attentati incendiari iniziati a Brindisi lo scorso mese di settembre.

L’azione consumata in quattro minuti

RILLO Claudio, classe 1995 (1)-2I rapinatori, stando a quanto emerge dal provvedimento di arresto, “arrivano al centro commerciale a bordo una Giulietta Alfa Romeo alle 10,14, due minuti dopo il conducente si accosta all’ingresso del McDonald’s lato sinistro, a poca distanza dal portavalori e alle 10,17 due dei tre occupanti escono dall’abitacolo con il volto nascosto da passamontagna e alle 10,18 rientrano con il bottino”. Somma pari a 25mila euro, inferiore rispetto a quanto sperava il commando, del quale avrebbero fatto parte altri due brindisini al momento non ancora identificati.

L’imprevisto e l’improvvisazione

PUPINO Diego, classe 1995 (1)-2La telefonata considerata importante è quella intercettata alle 13 successive, quando Lagatta contatta Pupino e gli descrive la dinamica, partendo dal fatto che non aveva risposto: “Mannaggia, meno che male che abbiamo improvvisato noi”. E Pupino: “A me la chiamata non è arrivata, ma io stavo sveglio, non ti dico una bugia”, aggiunge.

Il timore dell’altro, a quanto pare, era legato al fatto che potesse addormentarsi. Per il ruolo di palo Lagatta gli avrebbe riconosciuto un mini compenso: “Ti ho lasciato 50 euro”. Agli altri, invece, la somma sarebbe stata corrisposta in parti uguali dividendo il bottino, pari a circa settemila euro. “Noi pensavano 30-40mila euro”, dice. E aggiunge: “Mi sono chiuso le dita dentro la porta”.

La fuga, il ritorno e la vendetta

MAGGI Michael, classe 1994-3Lagatta, inoltre, sempre al telefono avrebbe riferito la sua volontà di allontanarsi per qualche tempo da Brindisi, aggiungendo che quella Giulietta non poteva essere più utilizzata visto che era stata segnalata dopo l’assalto. La stessa intenzione sarebbe stata comunicata da Maggi e Rillo, assieme ad Alessio Giglio e una quinta persona, allo stato rimasta senza nome. Tutti avrebbero fatto intendere di voler portare una parte della somma.

Al ritorno a Brindisi, sarebbe ripresa la guerra di mala nei confronti del gruppo opposto di Antonio Borromeo, a sentire Lagatta: “Noi ce ne stiamo andando che non è aria, ma poi quando torniamo devono morire, la prossima volta li sfondiamo a uso carabinieri”. Il messaggio sarebbe stato rivolto al gruppo di Borromeo. Ecco il motivo per il quale Lagatta, Maggi e Rillo furono fermati dai carabinieri su disposizione del pubblico ministero. Sono ancora in carcere e in carcere gli è stata notificata la nuova ordinanza di custodia.

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