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Giovedì, 20 Gennaio 2022
Cronaca

Assalto in gioielleria: fatale per i banditi il sopralluogo del giorno prima

Nella serata di lunedì, uno di loro si era presentato per un sopralluogo, fingendosi cliente. Ma il titolare, insospettito dal suo atteggiamento, lo aveva seguito con lo sguardo mentre si allontanava dal locale a bordo di una Fiat Stilo: la stessa con cui i banditi sono tornati in azione stamani. E all'uscita del locale, stavolta, hanno trovato ad attenderli i carabinieri

SQUINZANO – Nella serata di lunedì, uno di loro si era presentato per un sopralluogo, fingendosi  cliente. Ma il titolare, insospettito dal suo atteggiamento, lo aveva seguito con lo sguardo mentre si allontanava dal locale a bordo di una Fiat Stilo: la stessa con cui i banditi sono tornati in azione stamani. E all’uscita del locale, stavolta, hanno trovato ad attenderli i carabinieri. Così è stata sventata la rapina alla gioielleria De Filippis di via Brindisi, nel centro di Squinzano (Lecce). Il coraggio mostrato dal commerciante si è rivelato decisivo.

Tre malviventi hanno assaltato il locale. Due di essi, i brindisini Vito Carbone, 44 anni, e Giorgio Esposito, 29, entrambi già noti alle forze dell’ordine, Vito Carbone-2sono stati ammanettati dai militari della locale stazione, con il supporto dei colleghi del Norm della compagnia di Campi Salentina. Il terzo complice è fuggito a bordo della Stilo utilizzata per raggiungere l’obiettivo. Da quanto appurato dalle forze dell’ordine, era stato Carbone, ieri sera, a entrare nella gioielleria con il pretesto di voler visionare alcuni gioielli. Il titolare, però, non si è lasciato ingannare.

Questi, anzi, quando ha visto allontanarsi quell’insolito cliente a bordo di una Stilo di colore scuro condotta da un altro uomo, ha segnalato l’accaduto ai carabinieri. Stamani, poco dopo l’apertura del’attività commerciale, si rifà viva la stessa Stilo della sera precedente (nella foto in alto, Vito Carbone). Tre persone scendono dal mezzo e iniziano a scrutare il bersaglio. Il gioielliere contatta i carabinieri, chiedendo loro di intervenire.

Subito dopo  la fine della telefonata, i malfattori varcano la soglia della rivendita. Alla richiesta di poter vedere alcuni preziosi, il titolare, consapevole del fatto che i militari sarebbero presto arrivati, oppone un netto rifiuto: “Non vi faccio vedere nulla fino all’arrivo dei carabinieri”. Uno dei balordi, a quel punto, estrae una pistola argentata (risultata successivamente Giorgio Esposito-3un’arma giocattolo sprovvista del tappo rosso) e la punta verso la vittima, dicendo: “Non hai capito nulla, ci devi dare tutto”.

Ma il gioielliere non si scompone (nella foto a sinistra, Giorgio Esposito). E i rapinatori, capita la mal parata, lasciano il locale. Fuori dalla porta, però, c’erano in appostamento due carabinieri della locale caserma, distante circa 70 metri. Esposito e Carbone vengono fermati. Il terzo complice, invece, si dilegua alla guida della Stilo, risultata poi rubata a Brindisi lo scorso maggio. I due, di concerto con il pm di turno del tribunale di Lecce, Antonio Negro, sono stati condotti in carcere. Prosegue la caccia al fuggitivo. 

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