Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca

Assalto a portavalori sulla Brindisi-Lecce: indagini in corso, si esclude la pista locale

Si lavora senza sosta per risalire alla banda che nella mattinata di giovedì 4 luglio ha assaltato un blindato che trasportava 4 milioni di euro e incendiato 9 veicoli rubati

BRINDISI – “Rispetto a ieri, tutto tranquillo”. Rispondono così oggi, venerdì 5 luglio, dalla sala operativa i vigili del fuoco del comando provinciale di Brindisi. La giornata di ieri in molti la ricorderanno a lungo: un commando armato ha assaltato un furgone portavalori del gruppo Battistolli, lo ha incendiato, dopo aver aperto la cassaforte facendola esplodere e ha bruciato altri nove veicoli tra auto e un furgone. Tutto sotto gli occhi di decine di automobilisti. È accaduto sulla strada statale 613 che collega Brindisi a Lecce, all’altezza di Torchiarolo, comune del Brindisino al confine con il Leccese. Attorno alle 8.30, orario cosiddetto “di punta”. Il traffico era intenso. 

Oggi intanto si contano i danni, i vigili del fuoco hanno dovuto lavorare intensamente per spegnere le fiamme per permettere agli investigatori di raggiungere il furgone preso d’assalto ed evitare rischi per gli automobilisti. Trasportava circa 4 milioni di euro, erano stati prelevati da un deposito di Brindisi ed erano destinati a una banca di Lecce. 

Assalto al portavalori sulla Lecce - Brindisi: le foto

Sul caso indagano i carabinieri del comando provinciale di Brindisi. Il tratto di statale interessato da rapina e incendi è stato chiuso al traffico per circa 12 ore. Tutti i veicoli sono stati posti sotto sequestro. I carro attrezzi interpellati per la rimozione hanno prelevato anche auto danneggiate da incidenti, verificatisi durante le manovre di inversione per fuggire dai roghi. Ne sono stati appiccati quattro: su entrambe le corsie di marcia, prima e dopo il portavalori assaltato. Strada completamente sbarrata, quindi. 

Le indagini

I carabinieri, giunti sul posto subito dopo i fatti insieme a poliziotti e finanzieri, hanno raccolto tutti gli elementi utili per risalire agli autori di questo assalto che ha messo a rischio molte vite, anche la loro. 

Su alcuni punti non vi sarebbero dubbi: la banda (composta da non meno di dieci persone) non sarebbe del posto. Colpi di questa portata in genere non vengono mai messi a segno nel territorio in cui si vive, troppi rischi di essere scoperti nell’arco di poche ore. Ma la certezza si avrà nel corso delle indagini. Non vi sarebbero nemmeno “collaboratori”, talpe o spie locali. Neanche tra le vittime (si tratta di cinque vigilanti che viaggiavano su due blindati): è stato facile pensare che qualche guardia potrebbe aver spifferato qualcosa. Impossibile, secondo gli investigatori, non fosse altro che in situazioni di questo genere la vita la rischiano tutti. 

Inutile ribadire che il colpo è stato studiato a tavolino ed è certamente frutto di un lavoro durato mesi. La banda conosceva bene percorsi, soste, tempi. Anche il territorio: è entrata in azione nel tratto più impervio della statale che collega Brindisi a Lecce, più complicato da raggiungere. Su una curva ritenuta pericolosa. Elementi questi che agli occhi esperti degli investigatori, non rappresentano una novità: si tratta di un assalto che ha un modus operandi ben preciso e simile a tutti gli attacchi dello stesso genere. Si tratta quindi, di trovare elementi utili. 

Assalto portavalori

Dopo aver bloccato il traffico incendiando veicoli messi di traverso sulla carreggiata, i malviventi hanno raggiunto i due blindati, uno trasportava il carico di denaro e l’altro, che lo scortava, era vuoto. Sul primo c’erano tre guardie particolari giurate, sul secondo due. Sono state minacciate e fatte scendere dai furgoni, con fucili da guerra hanno esploso diversi colpi in aria e contro i blindati, sono state forate le gomme: con un cric hanno sollevato il furgone piazzandoci sotto un ordigno che hanno fatto esplodere riuscendo ad aprire la cassaforte. Hanno arraffato quante più banconote possibile prima che entrasse in funzione il sistema “Spumablock” di cui sono dotati i portavalori. Il bottino ammonterebbe a circa 3 milioni di euro, ma è ancora tutto in corso di quantificazione. Sono fuggiti attraverso le campagne circostanti dove ad attenderli c’erano altri complici. Un piano collaudato e riuscito quindi. Per fortuna nessuno è rimasto ferito. 

Al momento non è dato sapere dove sono state rubate le auto e il furgone utilizzati per sbarrare la strada e dati alle fiamme. Certo è che il danno è stato ingente. La viabilità è andata completamente in tilt, fino al tardo pomeriggio di ieri, sulle strade che costeggiano Torchiarolo e San Pietro il traffico era intenso, si procedeva a passo d’uomo. Le indagini procedono senza sosta. 

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