Cronaca Via Andrea Bafile

Migranti: "Basta strumentalizzazioni, il Casale non sarà penalizzato"

Nel corso di una vivace assemblea pubblica, il sindaco Rossi ha illustrato i benefici derivanti dalla realizzazione di una struttura di accoglienza per stranieri minori presso l'ex delegazione comunale

BRINDISI – Nuovi posti di lavoro; possibilità di recuperare un immobile degradato; risparmio fra i 100 e i 150mila euro per il Comune; rispetto dei valori della solidarietà e dell’accoglienza che storicamente, in più occasioni, sono stati espressi dalla città di Brindisi.

Il sindaco Riccardo Rossi ha elencato i motivi per cui la cittadinanza trarrà beneficio dalla realizzazione di una struttura di accoglienza per 10-12 migranti minorenni e neo maggiorenni non accompagnati, presso l’ex delegazione comunale situata in via Bafile, al rione Casale. La candidatura dell’immobile fatiscente a un bando del ministero dell’Interno è stata al centro di una vivace e partecipata assemblea pubblica che si è svolta nel pomeriggio di giovedì (6 settembre) fra via Bafile e via Duca degli Abruzzi.

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"No immigrati al Casale"

Il tratto di marciapiede antistante all'edificio era disseminato di volantini che ricalcavano la contrarietà di una cospicua fetta di residenti all’arrivo degli stranieri. “No immigrati al Casale”, si leggeva sui fogli sparsi per terra. La notizia dell’adesione al bando ministeriale, frutto di una decisione assunta il 31 agosto dalla giunta di centrosinistra, è stata accolta con una levata di scudi dalle forze dell’opposizione e dagli stessi cittadini. Basti pensare che la petizione con cui si chiede il ritiro della candidatura ha raccolto nel giro di cinque giorni oltre 1500 firme.

"Risparmio di 100-150mila euro per il Comune"

Rossi, accompagnato dal presidente del consiglio comunale, Giuseppe Cellie, da una parte della giunta e da diversi consiglieri comunali di maggioranza, ha voluto incontrare i residenti per fare chiarezza sulla vicenda. Lo ha fatto a due giorni dalla manifestazione di ben altro orientamento politico che per sabato mattina, alle ore 10, sempre nei pressi della delegazione, è stata convocata dai movimenti e dalle liste di opposizione contrari all’utilizzo dell'ex delegazione Casale quale centro di accoglienza per stranieri minori non accompagnati e per i neo maggiorenni.

Video: "Recupereremo sei posti di lavoro"

Rossi, circondato da un nutrito gruppo di cittadini, in una cornice di sicurezza garantita dalle forze dell’ordine, ha spiegato che il ministero dell’Interno, presieduto, come noto, dal vicepremier Matteo Salvini, ha chiesto ai Comuni “di farsi carico di ospitalità di minori non accompagnati che sono sul territorio nazionale e rientrano nell’ambito dei richiedenti asilo”. A fronte di ciò verrà elargito ai Comuni un contributo di 500mila euro, per ristrutturare un immobile. L’ex delegazione riceverà circa 12 fra i 100 minori non accompagnati sparsi in tutta Italia che sono già a carico dell’amministrazione comunale di Brindisi (in quanto Brindisi è stata la città di primo approdo di questi ragazzi) per un costo complessivo di cinque milioni di euro all’anno (circa 70-80 euro al giorno a persona).

In virtù dell’adesione al bando, “la prefettura – afferma Rossi – ci riconoscerà 45 euro al giorno a minore, con risparmio annuale tra i 100 e i 150mila euro”. L’alleggerimento del carico economico sarà accompagnato anche da ricadute occupazionali. “Recupereremo altri sei ex lavoratori del servizio di ludoteca – chiarisce il sindaco -  oltre ai cinque che già lavorano in una struttura simile che si trova al rione Perrino, dove i minori si sono integrati nel tessuto sociale, senza alcuna contrapposizione con i residenti”.

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"Nessuna penalizzazione per i cittadini"f82d046e-4742-4a18-b317-c713e245e45f-2

Per questo il primo cittadino assicura che “non ci sarà nessuna penalizzazione per i cittadini del Casale”. “Se qualcuno semina terrore – prosegue il sindaco - dicendo che questo quartiere diventerà invivibile, sta strumentalizzando politicamente questa vicenda in maniera non corretta”. Sempre a proposito di strumentalizzazioni, Rossi ribadisce che “il Comune di Brindisi segue anche i ragazzi italiani, non solo i minori stranieri”. “Tutti i ragazzi segnalati ai servizi sociali ricevono assistenza esattamente in strutture come questa”. Dare ospitalità a dei minori non accompagnati “è un atto di civiltà che non toglie nulla agli italiani e non pone in contrapposizione italiani e stranieri”.

Il confronto con i cittadini

Ma nonostante le rassicurazioni del sindaco, i contrari all’arrivo dei migranti non arretrano di un millimetro. Diversi cittadini sono intervenuti nel corso del dibattito. Uno dei presenti ha urlato: “O delegazione o guerra”. “Lei ci sta togliendo un simbolo”, ha affermato un altro cittadino. Al sindaco è stato infatti rinfacciato il mancato mantenimento della promessa, fatta in campagna elettorale, di ripristinare la delegazione. Ma Rossi ha assicurato che il comitato di quartiere si farà, anche se in un’altra sede rispetto al malconcio stabile di via Bafile. 

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L’ex presidente di circoscrizione Tonino Quarta (foto in alto) ha consegnato a Rossi una raccolta firme promossa anni fa per chiedere la realizzazione di un centro anziani all’interno dell’ex delegazione. Durante il confronto ha detto la sua anche il consigliere d’opposizione Massimiliano Oggiano, con un intervento dai toni accesi. E poi nel calderone del confronto sono finite delle proposte quantomeno fantasiose, come quella di dirottare i minori verso l’ex collegio Tommaseo (la cui ristrutturazione richiederebbe un esborso di 15 milioni di euro, da quanto riferito da Rossi), o i locali di cui dispone la chiesa Ave Maris Stella (che ovviamente non sono di proprietà del Comune e quindi non possono essere candidati al ministero), oppure ancora presso l’ex caserma del Corpo Forestale.

Intorno alle ore 19, dopo un botta e risposta andato avanti per più di mezzora, l’assemblea si è sciolta. I contrari sono rimasti sulle proprie posizioni. Stesso discorso vale per il sindaco, che non è intenzionato a fare nessun dietro front rispetto alla decisione presa dalla giunta.

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