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Assenteismo alla Asl, rischio licenziamento dopo le condanne definitive

Riaperto il procedimento disciplinare a carico di medici, infermieri e fisioterapisti in seguito alla pronuncia della Cassazione: la sanzione definita in base alla gravità della condotta

BRINDISI – Rischio concreto di licenziamento per i dipendenti della Asl, condannati in via definiva per truffa dopo la contestazione legata all’assenteismo negli ambulatori di via Dalmazia, a Brindisi: erano altrove, ma risultavano al lavoro dopo aver ceduto il proprio badge ai colleghi che smarcavano. Chi al mercato, chi in pescheria. 

Uffici e ambulatori Asl di via Dalmazia

Il procedimento disciplinare

L’Azienda sanitaria locale ha riaperto il procedimento disciplinare nei confronti degli imputati, medici, infermieri e fisioterapisti, per i quali accusa e pene sono ormai passati in giudicato, in conseguenza della pronuncia della Corte di Cassazione. Gli Ermellini, lo scorso 17 febbraio, hanno respinto i ricorsi presentati dai difensori i quali puntavano ad ottenere il riconoscimento della prescrizione, e da quel momento la sentenza di condanna in Appello è diventata definitiva. Colpevoli, dunque, di truffa ai danni della Asl che in giudizio si è costituita parte civile con istanza dell’avvocato Rosario Almiento.

L’azienda sanitaria di Brindisi, a questo punto, procederà su due piani paralleli: da un lato, in sede civile ai fini dell’ottenimento del risarcimento dei anni conseguenti alle condotte contestate nei confronti degli imputati, dall’altro sul piano disciplinare con l’applicazione delle sanzioni previste dalle disposizioni di legge vigenti in materia.

La marcatura conto terzi dei cartellini alla Asl di via Dalmazia

Il licenziamento

Quanto alle sanzioni, la Asl contestualmente alla notifica della pronuncia della Cassazione, ha l’obbligo di riaprire i procedimenti disciplinati che erano stati congelati in vista dell’appello dopo la sentenza del Tribunale di Brindisi. Le valutazioni spettano all’Ufficio dei procedimenti disciplinari interno alla Asl (Upd): sarà il collegio a stabilire se procedere o meno con i licenziamenti, la sanzione prevista per le condotte più gravi. Dovrà, infatti, essere operato un distinguo tra gli imputati, dal momento che i capi di imputazione, sia pure qualificati come truffa, sono differenti. Si va dal dipendente Asl le cui assenze sono notevoli, stando ai risultati delle indagini, a chi si è assentato una sola volta.  La decisione, in ogni caso, dovrà essere trasmessa alla direzione generale e poi notificata all’imputato.

Il risarcimento dei danni

Per quel che attiene ai danni, la Asl rivendica non solo quelli materiali, ma anche quelli di immagine, come peraltro affermato dai giudici della Corte salentina nelle motivazioni. La somma complessiva dovrà essere quantificata in sede civile. Lo stesso vale per la Regione Puglia, altra parte civile.

I giudici della Corte d’Appello di Lecce hanno scritto: “Le assenze ingiustificate dagli ambulatori Asl di via Dalmazia sono documentate dalle telecamere e per questo sono fuori discussione e hanno avuto ripercussioni in termini di lesione dell’immagine dell’Ente pubblico e del rapporto fiduciario con gli utenti del servizio, oltre che di truffa aggravata ai danni dell’Azienda sanitaria locale”.

Il “teorema accusatorio è documentato – si legge nella sentenza d’Appello – dalle immagini registrate da tre telecamere nascoste all’ingresso dell’ambulatorio e in prossimità delle macchinette smarcatempo. Il giudizio di responsabilità, inoltre, è stato ritenuto fondato “con la necessaria certezza” anche in relazione all’esame del maresciallo Marco Senatore, in servizio presso i carabinieri del Nas di Taranto, impegnati nei servizi di appostamento e di pedinamento nel periodo dell’inchiesta, così come è stato evidenziato nella sentenza di primo grado a cui la Corte ha rinviato.

assenteisti asl-2

Le condotte contestate

“Si tratta di emergenze probatorie oggettive o comunque facilmente interpretabili acquisite attraverso un’attività di indagine sviluppatasi dal mese di aprile del 2009 sino al mese di settembre dello stesso anno”, è scritto nella sentenza d’Appello (collegio presieduto da Vincenzo Scardia (consigliere relatore Francesco Aliffi).

In un’occasione, un dipendente della Asl in servizio in via Dalmazia, nell’orario di lavoro è stato visto “entrare in una pescheria, poi al supermercato”, un altro si è spostato “al mercato rionale della Commenda e successivamente è andato a comprare le mozzarelle”. Condotte definite gravi e ripetute dai giudici, tali da essere di impedimento al riconoscimento delle attenuanti generiche. Il collegio dell’ufficio disciplinare dovrà tenere conto anche di questo aspetto.

Queste le condanne: Marisa Barnaba: 1 anno e tre mesi e 15 giorni più 570 euro di multa; Maddalena Turi: un anno e 10 mesi più 800 euro; Isa Capriglia: 1 anno e tre mesi  e 450 euro di multa; Vincenza Coralba Buonfrate: 1 anno e 450 euro di multa; Michele Campanelli un anno di reclusione e 450 euro di multa; Vito Capone: 1 anno e tre mesi e 450 euro di multa;  Michele Ciciriello: due anni e 900 euro; Carmela Corvetto: 1 anno e tre mesi e 450 euro di multa;  Biagio Deleonardis: 1 anno e quattro mesi e 600 euro di multa;  Umberto De Vincentis: due anni  e 900 euro;  Annarita Greco: sette mesi e 200 euro;  Cosimo Guadalupi: due anni e 900 euro; Domenica Guarino: 1 anno e quattro mesi e 600 euro; Liliana Leone: 1 anno e quattro mesi e 600 euro;  Vincenza Macchitella: 1 anno e quattro mesi e 600 euro;  Maria Lucia Moccia: 1 anno e 450 euro; Maria Gabriella Mongelli: 1 anno, sei mesi e venti giorni più 750 euro; Maria Palazzo: undici mesi e  15 giorni e 420 euro; Patrizia Palma 1 anno e 450 euro, Antonio Pantaleo: 1 anno, sei mesi e venti giorni più 750 euro; Ruggiero Luigi: 1 anno e 450 euro; Maria Schina: 1 anno e 450 euro; Luigina Stefani: 1 anno e 450 euro (è stata l’unica alla quale sono state riconosciute le attenuanti generiche);  Antonella Trapani: 1 anno e 450 euro; Loredana Comunale: 1 anno e 450 euro; Lucia Padula: 1 anno e 450 euro; Antonella Cavallo: 1 anno e 450 euro; Teodoro De Castro: 1 anno e 25 giorni e 370 euro; Michele Campanelli: 1 anno; Graziella Ribezzi: sette mesi e 200 euro.

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