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Cronaca Carovigno

Assentesimo al "Del Prete" di Carovigno, primi interrogatori. Tutti rispondono al gip

CAROVIGNO - La storia pareva la stessa, quella poco edificante già registrata negli uffici sanitari di via Dalmazia, ma il caso è un altro. Nel corso della prima tornata di interrogatori che si sono tenuti questa mattina di fronte al giudice per le indagini preliminari Eva Toscani, molti dei dipendenti dell’istituto psico-pedagogico di Carovigno Nicola Del Prete, indagati per assenteismo, hanno esibito autorizzazioni e permessi ad assentarsi, regolarmente rilasciati dai superiori. In molti ma non tutti. La discriminante assenteisti veri e presunti la farà, nei prossimi giorni, la decisione del gip Eva Toscani, cui spetta accogliere o meno la richiesta di applicazione della misura interdittiva della sospensione dal lavoro formulata dal vice procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi al termine delle indagini.

CAROVIGNO - La storia pareva la stessa, quella poco edificante già registrata negli uffici sanitari di via Dalmazia, ma il caso è un altro. Nel corso della prima tornata di interrogatori che si sono tenuti questa mattina di fronte al giudice per le indagini preliminari Eva Toscani, molti dei dipendenti dell'istituto psico-pedagogico di Carovigno Nicola Del Prete, indagati per assenteismo, hanno esibito autorizzazioni e permessi ad assentarsi, regolarmente rilasciati dai superiori. In molti ma non tutti. La discriminante assenteisti veri e presunti la farà, nei prossimi giorni, la decisione del gip Eva Toscani, cui spetta accogliere o meno la richiesta di applicazione della misura interdittiva della sospensione dal lavoro formulata dal vice procuratore aggiunto Nicolangelo Ghizzardi al termine delle indagini.

Nessuno dei dipendenti convocati nella prima giornata di oggi si è avvalso della facoltà di non rispondere, tutti hanno cercato di spiegare, giustificare, se non dimostrare che le accuse formulate dalla procura sulla scorta delle indagini condotte dalla Guardia di Finanza di Ostuni, al comando del capitano Antonio Martina, sono prive di fondamento. In nove, al fianco dei rispettivi legali, hanno scelto la strada della collaborazione, è quello che hanno fatto Ilario Angelo Carlucci, 62 anni, di Carovigno, assistente amministrativo; Angela Elisabetta Colucci, 56 anni, di Ostuni, psicologa; Maria Natalizia D'Agnano, 58 anni, di San Vito dei Normanni, bibliotecaria (dipendente del Comune di San Vito dei Normanni, l'unica estranea alla Asl); Rosella De Lillo, 61 anni, nata a Busto Arsizio e residente a San Vito dei Normanni, assistente sociale; Silvio De Simone, 60 anni, di Carovigno, vigile sanitario; Teresa Legrottaglie, 55 anni, di Ostuni, assistente sociale; Carmela Rita Pacciolla, 44 anni, di Mesagne, pedagogista; Anna Pia Fiorella Sgura, 52 anni, di Ostuni, psicologa; Margherita Suma, 53 anni, di Ostuni, terapista di riabilitazione.

Fra i nove indagati molti hanno chiesto che fossero depositati agli atti i permessi richiesti e rilasciati regolarmente dai superiori, che li autorizzavano a lasciare l'istituto psico-pedagogico per lassi di tempo più o meno lunghi. Qualcun altro invece, ha fatto fatica a dimostrare la liceità dell'assenza registrata dalla Finanza, soprattutto per mezzo di servizi di osservazione e pedinamento. Per ciascuna delle persone finite nel registro degli indagati, gli agenti hanno appuntato orari d'uscita e d'entrata, annotando discrasie vere o presunte rispetto agli orari di servizio fissati nel piano dell'Azienda sanitaria.

La differenza sostanziale rispetto al caso brindisino di via Dalmazia, sta nel fatto che a Carovigno le assenze duravano al massimo per qualche ora e non per intere giornate come nel distretto sanitario del capoluogo, dove qualche medico arrivava a timbrare in entrata per poi abbandonare il posto di lavoro a oltranza, accogliendo regolarmente i pazienti nello studio privato. Guadagnando doppio, in sostanza, a tutto danno del sistema sanitario pubblico, determinando fra l'altro l'inaccettabile effetto collaterale di una crescita abnorme delle liste d'attesa: fino a 420 giorni per un esame senologico. Le indagini, in questo caso, sono state chiuse a tempo di record, si attende di sapere adesso le decisioni del tribunale in merito alla richiesta di rinvio a giudizio formulata dal pubblico ministero Adele Ferraro.

La differenza fra il primo e il secondo caso, sta dunque tutta nella quantità delle assenze, da cui la differente misura richiesta dalla procura. Se nella prima retata anti-assenteismo, in ventisei finirono ai domiciliari, nel caso di specie il vice procuratore aggiunto chiede la sola sospensione dal servizio, per un periodo la cui durata sarà determinata dal giudice per le indagini preliminari Eva Toscani, a patto che la richiesta venga accolta. La decisione ultima del gip arriverà nei prossimi giorni, domani intanto, seconda tornata di interrogatori con il resto degli indagati.

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