Mercoledì, 12 Maggio 2021
Cronaca

Assicurazione intestata alla nonna per risparmiare, tre denunce

Nei guai padre e figlio di Ostuni e un assicuratore di Carovigno, si tratta di P.C. 49 anni, già noto alle forze dell'ordine per diversi reati tra cui associazione per delinquere di stampo mafioso, del figlio C.C. 22 anni e G.Z. 44 anni

OSTUNI – Si è concluso con tre denunce per truffa finalizzata all’ indebita percezione di pubbliche erogazioni, falsità ideologica in atto pubblico, utilizzo di atti falsi con l’aggravante di averli esibiti a Pubblici Ufficiali nello svolgimento delle loro funzioni di Legge e, col chiaro fine, di trarli in inganno onde impedire il corretto svolgimento dei compiti d'istituto, un controllo degli agenti del commissariato di polizia di Ostuni, a un automobilista fermato a bordo di un’utilitaria durante un’attività di verifica alla circolazione stradale. A finire nei guai padre e figlio di Ostuni e un assicuratore di Carovigno, si tratta di P.C. 49 anni, già noto alle forze dell’ordine per diversi reati tra cui associazione per delinquere di stampo mafioso, del figlio C.C. 22 anni e G.Z. 44 anni, tutti residenti a Ostuni. Secondo quanto ricostruito dai poliziotti ostunesi, coordinati dal commissario capo Gianni Albano, “avevano architettato un perfetto piano truffaldino ai danni di compagnie assicurative e agenzie automobilistiche”.

A essere fermato a un posto di controllo il 49enne, è stato subito sanzionato perché trovato alla guida nonostante la patente fosse stata La sede del commissariato di Ostunirevocata nel 2003. Contestualmente l’utilitaria è stata sottoposta a fermo amministrativo per tre mesi e la carta di circolazione sequestrata per ulteriori accertamenti volti a verificare una sua sospetta falsificazione. Nello specifico, la “linguetta” adesiva riguardante il passaggio di proprietà, infatti, presentava strani segni di modifiche con successive alterazioni che hanno insospettito i poliziotti. È emerso che nonostante sul libretto di circolazione c’era il nome della persona fermata l’auto era intestata al figlio 22enne. È emerso anche “che padre e figlio, d’intesa con un altro individuo impiegato presso un’agenzia di pratiche automobilistiche di Carovigno, avevano fittiziamente eseguito il passaggio di proprietà dell’automobile alla nonna proprio al fine di beneficiare, pur non avendone i requisiti, di una classe assicurativa di merito secondo la Legge Bersani che permette ai nuovi contraenti di assicurazioni Rca di usufruire della stessa classe assicurativa dei parenti, con agevolazioni economiche particolarmente vantaggiose”, si legge in una nota del commissariato.

“Pertanto per lo Stato il proprietario del mezzo era il figlio del guidatore fermato, dal momento che del citato passaggio di proprietà non vi era traccia né all’ Aci né alla Motorizzazione Civile;  invece, per l'ignara compagnia di assicurazione l’ intestatario del mezzo nonché del relativo contratto, era la nonna, con un “risparmio” frutto del raggiro, di oltre 1500 euro annui, rispetto all’importo, di gran lunga superiore ai 2500 euro l'anno, che padre e figlio avrebbero dovuto pagare se fossero partiti, come dovevano, dalla 14 esima classe, non avendo minimamente i requisiti per l’ammissione ai benefici di legge”.

Inoltre, è stato accertato “che a ulteriore conferma della falsità della “linguetta” adesiva relativa al passaggio di proprietà, sulla stessa era stato apposto un numero di serie assegnato ad un’agenzia dallo Sportello telematico dell'automobilista che, sentito il titolare, non era mai stato rilasciato dalla stessa, con l’inevitabile conseguenza che ad essere raggirata non era stata solo la compagnia assicurativa ma anche la citata agenzia, il cui numero di riconoscimento come agenzia operante nel circuito dello Sportello telematico dell’automobilista, era stato inopportunamente utilizzato da padre e figlio che, senza titolo, lo avevano stampigliato sulla linguetta adesiva col fine di renderla più credibile agli occhi di terzi”.

Entrambi gli enti hanno presentato denuncia presso gli uffici del commissariato ostunese. “Gli accertamenti sono tutt'altro che ultimati da parte degli investigatori del commissariato ostunese al cui vaglio, vi è l’analisi di altra documentazione fornita dagli indagati per ottenere finanziamenti pubblici. I raggiri compiuti, protrattisi per diversi anni, hanno prodotto un consistente ammanco economico ai danni degli enti truffati con conseguenti lauti profitti per gli indagati che, ora, dovranno rispondere degli addebiti loro mossi dalla Polizia di Stato ostunese. I servizi di controllo del territorio da parte del commissariato della Città Bianca proseguiranno nei prossimi giorni nell’ottica della sicurezza generale”.

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