Martedì, 26 Ottobre 2021
Cronaca

"Amare Forte a Mare" chiede indagine sul caso Fontana di Tancredi

Il comitato di associazioni "Amare Forte a Mare" ha inviato alla procura della Repubblica di Brindisi e al comando di Bari dei carabinieri dei Nucleo di tutela del patrimonio, una richiesta di accertamenti sulla vicenda del palazzo multipiano sovrastante la Fontana di Tancredi, la cui costruzione è stata avviata di recente

BRINDISI - Il comitato di associazioni "Amare Forte a Mare" ha inviato alla procura della Repubblica di Brindisi e al comando di Bari dei carabinieri dei Nucleo di tutela del patrimonio, una richiesta di accertamenti sulla vicenda del palazzo multipiano sovrastante la Fontana di Tancredi, la cui costruzione è stata avviata di recente dopo una sentenza del Consiglio di Stato favorevole al proprietario del terreno. Il comitato comunica al procura e carabinieri che nel corso dei lavori è emersa l'imboccatura di un antico pozzo romano e chiede la sospensione dei lavori.

"Il Consiglio di Stato ha attestato la regolarità formale della concessione edilizia, ma non ha potuto, ovviamente, esprimersi sul merito dell'opera in questione e sull'assenza o sulla carenza di atti che vincolassero, oltre alla fontana (in possesso di un vincolo diretto), anche l'ambiente limitrofo. I lavori di scavo, peraltro, hanno portato alla luce l'imboccatura di un pozzo di epoca romana che la Soprintendenza archeologica si è limitata a disporre di tenere a vista nel piano interrato del palazzo in oggetto", si legge nell'esposto di Amare Forte a Mare.

"È evidente il contrasto con quanto prescritto nell'articolo 21 della L. 1089 del 1939 (è successive norme fino all'emissione del Codice dei Beni culturali), in primo luogo per quel che concerne la godibilità pubblica sia in riferimento al grave impatto paesaggistico del palazzo che ha tre piani fuori terra a ridosso della fontana; va anche rilevato che il pozzo di epoca romana verrebbe del tutto sottratto alla godibilità pubblica", annotano le associazioni.

"Con la presente, preannunciando la trasmissione di esposizioni tecnico giuridica delle argomentazioni e delle richieste in questa sede presentate, si chiede di verificare urgentemente la presenza di condizioni di pericolo sulla stessa staticità della fontana e il potenziale e grave impatto paesaggistico e di valutare l'emissione di un provvedimento urgente di sospensione dei lavori, atto che avrebbe dovuto essere disposto, in via precauzionale, dagli organi statali di controllo e tutela, anche per provvedere ad una campagna sistematica di scavo dopo il rinvenimento dell'imboccatura del pozzo", è la richiesta del comitato al magistrato inquirente.

Gli accertamenti vanno estesi, secondo gli estensori dell'esposto, anche all'iter tecnico autorizzativo: "Si chiede altresì di verificare con urgenza il rispetto delle norme del vigente Piano regolatore e di quelle sovracomunali a tutela dei beni storico artistici e del paesaggio e la correttezza dell'istruttoria compiuta, dei pareri paesaggistici endoprocedimentali, degli atti di vincolo indiretto. Si chiede infine di valutare quanto comportamenti, attivi od omissivi, delle pubbliche amministrazioni interessate possano aver consentito i lavori in corso, e di impedire danni o eventuali danni in corso possano essere portati a conseguenze ulteriori".

Sulla vicenda della fontana questa sera anche un intervento del sindaco Consales: “Anche se le autorizzazioni sono state concesse dal Comune (sia pure in epoca precedente rispetto alla mia elezione), ritengo che la partita non sia ancora chiusa e che si possa evitare questo ennesimo sfregio alla città di Brindisi. Nei giorni scorsi  attraverso la Polizia Municipale abbiamo effettuato tutti i controlli ma non abbiamo riscontrato irregolarità. Ma è chiaro che non ci fermiamo qui", dichiara Cobnsales.

"Abbiamo chiesto un intervento diretto della Sovrintendenza ai Beni Culturali e sono certo che troveremo il sistema per bloccare la costruzione. Brindisi, non è un mistero, ha subito nel tempo lo scempio di una cementificazione selvaggia. Non si giustificherebbe altrimenti il fatto di vedere costruzioni incollate alle mura antiche della città che per lunghi tratti sono state totalmente oscurate. Ai nostri giorni, però, dobbiamo fare in modo che tutto questo non avvenga più e per far ciò abbiamo chiesto ed ottenuto la piena collaborazione della Sovrintendenza”.

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