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Associazione città del vino: Brindisi lascia dopo 20 anni

“Taglio di servizio non indispensabile”. Sparito il Negroamaro Wine Festival, ma restano i decreti ingiuntivi

BRINDISI – La storia del Comune di Brindisi nell’associazione Città del vino è finita. Capitolo chiuso dopo 20 anni, su decisione della gestione commissariale di fronte alla necessità di fare economia e di tagliare i servizi non indispensabili. Come la partecipazione al sodalizio tenuto a battesimo nel 1987.

Il prefetto Santi Giuffrè-3La delibera

Non c’è stata altra possibilità. Non secondo il commissario prefettizio Santi Giuffrè che nella giornata di ieri, 11 gennaio 2018, ha adottato la delibera di recesso dell’Amministrazione cittadina, con i poteri del Consiglio comunale. Argomento che se fosse effettivamente stato portato in discussione in Assise in tempi di gestione ordinaria, avrebbe certamente animato la discussione tra partiti e movimenti. Ma a Brindisi, dopo il fallimento dell’Amministrazione centrista, la politica ha dovuto lasciare spazio al commissario e a una gestione tecnica. Gestione costretta a fare i conti con i tagli alla spesa pubblica in un contesto difficile dal punto di vista economico-finanziario.

Il taglio delle spese

La considerazione alla base della decisione è esattamente questa, come si legga nella relazione scritta dal dirigente del settore Attività produttive, allegata alla delibera: “Questa Amministrazione, nell’ambito di un piano di economie derivanti dalle numerosi revisioni della spesa pubblica, è obbligata a scelte economiche che privilegino la continuazione dei servizi indispensabili”. Come a dire che la coperta da gestire è troppo corta, per cui qualcosa deve restare scoperta. La partecipazione all’Associazione delle città del vino, appunto, percorso iniziato il 13 luglio 1998 con deliberazione del Consiglio comunale di Brindisi.

In quella sede venne approvata la proposta di adesione al sodalizio con sede in via Castelnuovo Berardenga, rinnovata anno dopo anno, nella convinzione di ottenere un valido supporto per la promozione del vino, dell’enogastronomia e dell’indotto, con particolare riferimento al turismo rurale. Da oggi non sarà più così.

L'entrata del Festival in piazza della Vittoria

Il Negroamaro Wine Festival

Non si hanno più notizie del Negroamaro Wine Festival, cancellato dagli eventi dell’estate brindisina dal commissario precedente, Cesare Castelli, arrivato e febbraio  2016 a Palazzo di città dopo la caduta dell’Amministrazione di centrosinistra guidata da Mimmo Consales, per mano della Procura. Del festival nessuna traccia dopo la decisione di fermare tutto per il mancato pagamento della Tosap, la tassa per l’occupazione di suolo pubblico, arrivata – a quanta pare – a quota 120mila euro a far data dal 2013. Non si sa neppure se la Onlus, titolare del “marchio” del festival abbia effettivamente saldato il debito nei confronti dell’Ente oppure no. All’epoca chiese un abbattimento dell’importo nella misura dell’80 per certo, sostenendo che l’evento avrebbe avuto ripercussioni nel campo turistico-culturale e sull’immagine dello stesso Comune di Brindisi. Abbattimento che non è stato riconosciuto a nessun altro evento.

Negli ultimi mesi ci sono state richieste di decreti ingiuntivi da parte di diversi fornitori: lamentano ancora il mancato pagamento delle fatture. In alcuni casi, per quanti si sono occupati di spettacoli nelle ultime edizione, ci sono pronunce del giudice di pace di accoglimento delle istanze.

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