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Incendio villetta con "giallo": assolto il calabrese superstite

Girolamo Gullace, 26 anni, giudicato con rito abbreviato per il rogo a Mesagne, contrada La Tagliata: "Non ha commesso il fatto". Il gup revoca gli arresti domiciliari. Le fiamme appiccate con una tanica di benzina la notte del 24 giugno 2015: perse la vita Dominique Scarfone

BRINDISI – Assolto dall’accusa di aver appiccato il fuoco alla villetta di contrada La Tagliata a Mesagne, la notte del 24 giugno 2015: Girolamo Gullace, 26 anni, originario di Gioia Tauro, è stato giudicato con rito abbreviato ed è stato rimesso in libertà dal giudice dell'udienza preliminare. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio di oggi, martedì 29 novembre, dal giudice Paola Liaci, dinanzi al quale si è svolto il processo allo stato degli atti chiesto dal difensore Riccardo Mele, in seguito alla citazione diretta a giudizio del pubblico ministero titolare dell’inchiesta Valeria Farina Valaori. Le motivazioni saranno depositate fra 90 giorni.

Incendio villetta Mesagne 2-2

Il rappresentante della pubblica accusa oggi era Manuela Pellerino: il pm ha chiesto l’assoluzione non essendo certo la prova della colpevolezza dell’imputato in relazione al capo di imputazione contestato in concorso con Dominque Scarfone che in quell’incendio perse la vita. “Agendo nottetempo, con premeditazione, dopo essere partiti da Rosarno”, in provincia di Reggio Calabria, i due stando all’accusa originariamente formulata, volevano “compiere un attentato incendiario ai danni dell’abitazione di Maurizio Salvatore Tanzarella”, titolare di una ditta di trasporti. Raggiunsero la villetta in contrata La Tagliata, via Vecchia Francavilla, si introducevano all’interno e cospargevano le stanze di benzina”.

villetta incendio mesagne 2-2Il movente non è mai stato chiarito,  Gullace nel corso dell’interrogatorio sostenne non essere mai entrato in quella villetta e di essere rimasto fuori.  Scarfone perse la vita “per insufficienza cardio respiratoria a seguito di carbonizzazione e intossicazione da monossido di carbonio”.

Accusa mossa con le aggravanti di aver commesso il fatto su edifici destinati ad abitazione e di aver approfittato di circostanze di luogo e tempo, tali da ostacolare la difesa pubblica a privata. Scarfone venne trovato morto nella vasca da bagno dai vigili del fuoco. 

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