Rifornimenti di coca dalla 'ndrangheta: assolti quattro ostunesi

Finisce senza neppure una condanna, almeno sino al primo grado di giudizio e in attesa dell’esito di un procedimento stralcio per uno solo degli imputati,  la vicenda delle relazioni pericolose tra un gruppo di personaggi di Ostuni e la ‘ndrina Bruzzaniti di Africo

OSTUNI – Finisce senza neppure una condanna, almeno sino al primo grado di giudizio e in attesa dell’esito di un procedimento stralcio per uno solo degli imputati,  la vicenda delle relazioni pericolose tra un gruppo di personaggi di Ostuni e la ‘ndrina Bruzzaniti di Africo, da cui le persone coinvolte in un blitz del 18 ottobre del 2012, ed oggi assolte,  si sarebbero rifornite, secondo l’accusa, di partire di cocaina, e alcune di loro spingendosi anche ad offrire asilo a un latitante.

Questo l’esito del processo davanti al tribunale di Brindisi a carico di Antonio Flore, Cosimo la Corte, Cataldo Tanzarella Tanzarella e Francesco Paolo Ungaro. Resta da giudicare Vincenzo Zurlo, considerato dagli inquirenti il presunto capo del gruppo degli ostunesi, nei confronti del quale l’ordinanza di custodia cautelare spiccata dal gip di Reggio Calabria fu revocata poiché la persona in questione è tetraplegica. Da qui la nascita di un giudizio separato dall’altro.

In verità, anche il processo di primo grado agli altri ostunesi conclusosi oggi davanti alla sezione penale del tribunale di Brindisi è solo una costola di quello principale nato dalle indagini del Gico della Guardia di Finanza e della dda di Reggio Calabria, sfociate poi nell’operazione denominata Revolution, in cui venivano ricostruiti i passaggi e gli interessi una una fitta attività di importazione di cocaina da Sud America. I difensori  infatti errano riusciti ad ottenere il riconoscimento della competenza territoriale della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, che aveva poi chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio dei quattro imputati rimasti in campo.

Altri sei indagati, quattro dei quali della provincia di Brindisi erano stati coinvolti, infatti, nell’ondata di arresti di quel giorno: uno del capoluogo, uno di San Vito dei Normanni, uno di Mesagne, uno di Ostuni e due di Genova, ma solo per la vicenda di un bond federale americano con cui – secondo le tesi degli inquirenti – gli ostunesi avrebbero tentato di pagare una partita di droga. Il bond però si era rivelato falso, e comunque la posizione dei sei fu archiviata dal giudice dell’udienza preliminare.

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E oggi è terminato dopo oltre due anni di udienze il processo ai quattro. Assoluzione per tutti, anche se il pm Alberto Santacatterina aveva chiesto 9 anni di reclusione per Flore e La Corte, un anno per Ungaro, e l’assoluzione per il solo Tanzarella. Il collegio (Domenico Cucchiara presidente, Zizzari e Fiorella a latere) ha ritenuto non provate le accuse. Tutti gli imputati erano da tempo a piede libero. Antonio Flore è stato difeso da Ladislao Massari e Milena Ceglie; Cosimo La Corte dall’avvocato Giuseppe Bagnulo; Cataldo Tanzarella Tanzarella e Francesco Paolo Ungaro da Mario Laveneziana. Ripondevano di traffico di ingenti quantitativi di stupefacenti e favoreggiamento.

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