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Cronaca

Assunzioni studenti Enel, Uds: "la scuola non sia schiava dei privati"

Arriva un "No" forte e chiaro dall'Unione degli Studenti di Brindisi in merito al progetto di apprendistato di alta formazione, targato Enel che ha visto l'interessamento di circa 150 studenti provenienti da tutta Italia, tra cui 20 dall'Istituto Tecnico Industriale "Giorgi" di Brindisi

BRINDISI - Arriva un “No” forte e chiaro dall’Unione degli Studenti di Brindisi in merito al progetto di apprendistato di alta formazione, targato Enel che ha visto l’interessamento di circa 150 studenti provenienti da tutta Italia, tra cui 20 dall’Istituto Tecnico Industriale “Giorgi” di Brindisi. L’Uds esprime in una nota inviata agli organi di stampa la propria “totale e imprescendibile contrarietà a questo modello formativo che avanza”. Il parere non favorevole a tutto ciò nasce proprio dal fatto che – secondo quanto scrivono gli studenti – la scuola non deve essere schiava  degli interessi del mercato del lavoro, ma al contrario deve insegnare le competenze di base afficnhè ognuno possa essere in grado di affrontare dignitosamente la propria vita.

“Presa conoscenza – si legge nella nota - tramite gli organi di informazione del progetto di apprendistato dell’Enel  che vede l'interessamento di circa 150 studenti  in tutta Italia, tra cui 20 provenienti dall’Istituto "Giorgi" di Brindisi, intendiamo esprimere la nostra totale e imprescindibile contrarietà a questo modello formativo che avanza. Premettendo che l'apprendistato non è comparabile ad uno stage e dunque non ha alcun valore formativo, ma rappresenta un vero e proprio contatto di lavoro, la domanda che ci poniamo è la seguente: "fino a che punto si dovrà dequalificare il ruolo della scuola?"

“Dal nostro punto di vista – si prosegue nel comunicato - crediamo infatti che la scuola debba insegnare competenze di base, spendibili nel mercato del lavoro e utili ad affrontare dignitosamente la propria vita. Ben diverso è costruire una scuola schiava degli interessi del mercato del lavoro, che sforni in serie masse di lavoratori  ricattabili, sfruttabili e poco qualificati. Intendiamo dire chiaramente che questa non è la scuola che vogliamo, schiava degli interessi privati. Una scuola che parcellizza le competenze e mira ad immettere manodopera poco qualificata e malleabile nel mercato del lavoro. Invece che investire in università e ricerca, generando personale sempre più qualificato e al contempo costruendo un tessuto produttivo adatto a queste competenze, il Miur preferisce legare accordi con grandi colossi industriali e costruire la "scuola della precarietà".

“L'istruzione e il lavoro – concludono nella nota gli studenti - devono parlarsi, ma è la scuola a dover determinare il lavoro, per cambiarlo e garantire a tutti una occupazione qualificata e con diritti e tutele. Per di più se consideriamo il rapporto tra Enel e territorio di Brindisi, non possiamo che vedere questo come l'ennesimo esempio di schiavitù e sottomissione. Proprio Enel, responsabile di incommensurabili danni ambientali, sanitari, economici e sociali nel nostro territorio, si infiltra nelle scuole, portando insieme a sè i suoi evidenti interessi. Ci piacerebbe invece che a partire dalle scuole si educassero gli studenti a decostruire l'attuale dannoso modello di sviluppo, mettendo a servizio le competenze acquisite per immaginarne uno nuovo, socialmente sostenibile.”

Insomma bisogna investire nell’università e nella ricerca per formare in Italia personale più qualificato e combattere a gran voce contro la scuola della precarietà. Per questo e per molto altro l’Unione degli Studenti annuncia che il prossimo 10  ottobre tornerà ad invadere le piazze in tutta Italia, per contrastare un dannoso modello di scuola e società e esigerne uno alternativo, fondato su accessibilità e gratuità, su welfare e reddito.

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