Cronaca

Ex Upim, immobile pignorato: all’asta per un milione e 900mila euro

I locali sono di proprietà della Emmelle Srl di Bari: offerte in arrivo anche dai cinesi.Vendita dopo il mancato pagamento di un mutuo di 5 milioni concesso nel 2001 dal Monte dei Paschi

BRINDISI – “Buone feste”, saracinesca abbassata da anni, dentro il vuoto, dopo un passato commerciale che racconta la storia dell’Upim così come quella del centro di Brindisi: quei locali sono in vendita, finiti all’asta per poco meno di due milioni di euro. E potrebbero essere acquistati anche da una società cinese, se le voci che si rincorrono lungo i corridoi del Tribunale corrispondono al vero.

Sono lontani anni luce il via vai di clienti, la musica in sottofondo, la voce femminile che ricorda le offerte e i ragazzini che corrono sulla scala mobile. Un’altra storia che non sembra neppure appartenere a Brindisi vista la desertificazione del centro. Qui si è costretti da anni a vedere l’immobile in stato di abbandono, salvo nel periodo delle elezioni quando il pian terreno ha ospitato i comitati di questo o quel candidato.

ex upim interno bis-2Cosa sarà di quei tre piani che si affacciano in Corso Umberto I? La risposta potrebbe arrivare il prossimo 12 ottobre, data che il giudice per le esecuzioni immobiliari ha stabilito per la “comparizione delle parti”, dando avviso ai creditori della società proprietaria dell’immobile, la Emmelle Srl di Bari, ormai a un passo dal diventare ex titolare per effetto dell’atto di pignoramento conseguente al mancato pagamento delle rate del mutuo concesso nel 2001 dal Monte dei Paschi di Siena.

Imprese individuali, società, anche in “cordata”, così come persone fisiche possono presentarsi all’asta per candidarsi all’acquisto: si parte dalla somma di un milione e 954.534 euro e 27 centesimi, come da stima affidata a un perito nominato dal Tribunale, per 4.207 metri quadrati, fra pian terreno, primo piano e piano interrato. Le offerte potranno essere uguali all’importo o superiori, di volta in volta, di ventimila euro.

Ad attendere l’esito della procedura esecutiva c’è la Mps, gestione crediti Spa con sede a Siena, in nome e per conto di Mps Capital Services Spa, già Banca per l’impresa e ancor prima Mediocredito toscano, dal 1992 al 2004. Ed è agli anni del Mediocredito che bisogna risalire per cercare e trovare la ragione che ha portato all’asta i locali che ancora oggi vengono chiamati e identificati come ex Upim: l’istituto il 29 giugno 2001 “concesse di mutuare la somma di cinque milioni e 165mila euro da restituirsi entro il 30 giugno 2016”.

ex upim interno-2Il prestito venne riconosciuto alla società Emmelle Immobiliare Srl, ora in liquidazione, con sede a Bari, nella persone del suo amministratore unico e legale rappresentante, Vincenzo Longo: l’accordo prevedeva la restituzione dell’importo “mediante corresponsione di rate semestrali a tasso nominale annuo del 5,921 sino al 31 dicembre 2001”, successivamente a un tasso differente concordato fra le parti, “con eventuale conteggio degli interessi di mora” stabiliti nel contratto che prevedeva una garanzia ipotecaria “iscritta presso la conservatoria dei registri immobiliari di Brindisi su fabbricato a uso commerciale di proprietà della Emmelle sito in corso Umberto I”.

Come fideiussori solidali con la ditta si costituivano “sino alla concorrenza di 10.330 euro Vincenzo Longo di Bari, Dario Maniglia e Piero Maniglia”, entrambi di Lecce. Cos’è successo, allora? “Che la parte mutuataria risulta inadempiente all’obbligo di pagamento delle rate semestrali sin dal 31 dicembre 2006 (quota pagata solo in parte). Da qui la risoluzione del mutuo e il conseguente diritto della banca che lo aveva concesso di “chiedere esecutivamente il pagamento di quanto dovuto”. Così è stato.

Il 4 maggio 2009 alla Emmelle Immobiliare è stato notificato un atto di precetto di pagamento: trenta giorni di tempo per saldare la somma complessiva pari a quattro milioni e 868.279 euro e 49 centesimi, di cui tre milioni d 279.544,14 per residuo capitale più 11262,77 per rateo interessi al 27 gennaio 2009, 282.970,74 per residuo semestralità mutuo scadute e non pagate al primo dicembre 2008, 81.630,67 per interessi di mora sulle rate scadute maturate al 27 gennaio 2009, 209.890,82 per commissioni di decadenza dal beneficio del termine, nonché 2.980,35 per spese e competenze legali”. Oltre interessi di mora.

ex upim ter-2Chi potrebbe presentarsi per l’offerta all’asta? Secondo indiscrezioni ci sarebbero alcuna imprese edili del Brindisino, interessate a ristrutturare l’immobile ex Upim e tenere a battesimo una seconda vita commerciale. C’è chi sostiene che il progetto potrebbe essere presentato al Comune di Brindisi, dove l’ultima idea sui locali di Corso Umberto I risale al 2012, quando venne ventilata la possibilità di realizzarvi all’interno il mercatino di Natale. Se ne parlò per giorni e settimane, ma la saracinesca restò abbassata.

Ci sarebbero anche i cinesi, sempre stando a indiscrezioni, interessati all’immobile per realizzare un centro commerciale sulla falsa riga di quello aperto nella zona della Torretta, quartiere Paradiso, nei pressi delle palazzine antiracket. Voci, appunto, nessun documento ufficiale sino ad ora, né proveniente da imprese “indigene”, né tanto meno dai commercianti cinesi presenti in città anche in via Appia con negozi di abbigliamento, dopo la chiusura di quelli di via Cappellini, a pochi metri dalla centralissima piazza Cairoli.

ex upim-2Per ora di scritto c’è unicamente la “comunicazione” dell’avviso ai creditori. Resta l’augurio di buone feste sulle vetrate accanto all’ingressi principale che si legge con nostalgia per quel che è stato e  rabbia perché la grata abbassata è diventata espressione della sofferenza patita dagli esercizi commerciali del centro. Sono rimasti in pochi a “resistere”.Ma questa è un’altra storia finita (infinita) sui tavoli dell’assessorato alle Attività produttive del Comune di Brindisi.

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